
(fonte Governo.it)
La sentenza del giudice di Catania che non ha autorizzato la detenzione di tre migranti tunisini ha fatto tanto arrabbiare il governo.
Ma il punto non è che i giudici ce l’abbiamo con Meloni o Salvini e neppure che questo governo non sia in grado di scrivere le leggi.
La vera questione è che la destra possiede una naturale tendenza a legiferare violando i principi che presiedono le leggi dello Stato, non riconoscendo la priorità del diritto europeo e soprattutto la maestà assoluta della Carta Costituzionale.
Provo a dirlo in sintesi e con parole mie.
Tutte i principi dello Stato di diritto mirano a garantire il fatto che se non hai commesso un reato per il quale sei stato giudicato non è lecito mandarti in galera.
I richiedenti asilo, anche se provenienti da un Paese sicuro, sono in una situazione di stallo, in attesa di una risposta, e pertanto è un abuso detenerli in strutture che ne privino le libertà più elementari come sono i centri di permanenza per i rimpatri.
Invece, il governo pare non voler intendere questo principio giudico di fondamentale garanzia per tutti noi: non possono schiaffarti in galera senza prove sicure e senza una sentenza che ti riconosca colpevole.
In Inghilterra è da La Magna Charta Libertatum del 1200 del re Giovanni Senzaterra che questi ordinamenti sono fatti valere.
Da noi invece la destra è garantista con i colletti bianchi e manettera con i diseredati e gli emigranti.
Enrico Rossi

Molto semplicemente Rossi ha sfruttato una norma di Legge che già esiste. Nella “gerarchia delle fonti” le norme europee hanno la primogenitura. Quando l’Italia un tempo faceva le proprie leggi (come gli altri Paesi europei del resto), deve uniformarsi a quelle europee di riferimento, Quindi sulla questione il giudice ha solamente eseguito quello le il legislatore comunitario avev determinato. Spiace che Nordio nella foga non abbia pensato che il riferimento in merito no erano le leggi italiane.