
Lo Snus è una sostanza, diffusa nei paesi nordici che contiene elevate quantità di nicotina e la sua implicazione può condurre ad effetti collaterali anche gravi.
Tale fenomeno ha acceso i riflettori sul suo uso che si sta pericolosamente diffondendo tra i giovani, motivo di preoccupazione per genitori, insegnanti ed istituzioni specialmente dopo diversi episodi che hanno coinvolto studenti delle scuole medie.
Una sostanza poco conosciuta, dal grande pubblico, ma che sta iniziando a diffondersi tra i ragazzi, spesso ignari della pericolosità. Tabacco macinato finemente e umidificato che viene inserito sotto il labbro superiore per rilasciare nicotina direttamente nelle mucose della bocca. Questo metodo di consumo fa sì che l’assorbimento della nicotina avvenga lentamente ma in maniera costante, con effetti stimolanti che possono durare anche ore.
Prodotto illegalmente in Italia vietato in tutta l’Europa dal 1992, fatta eccezione nei paesi del Nord Europa come Svezia, Norvegia e Finlandia.
Nel nostro paese il suo divieto è legato ad uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella seconda metà degli anni Ottanta, che ha dimostrato che l’uso orale di tabacco può risultare carcinogeno per gli esseri umani.
La concentrazione di nicotina presente nello Snus è estremamente elevata, una sola bustina può fornire una dose di nicotina molto superiore a quella di una sigaretta, aumentando così il rischio di dipendenza.
Gli esperti sottolineano che il consumo abituale può favorire lo sviluppo di disturbi cardiovascolari e metabolici. Altresì il suo rapido rilascio di nicotina rende particolarmente dannoso soprattutto i più giovani esponendoli ad un alto rischio di dipendenza.
Nel contempo il suo utilizzo nel tempo può provocare lesioni gengivali, maggior esposizione al rischio di malattie cardiovascolari, per poi considerare i possibili effetti sul cervello in fase di sviluppo come quello egli adolescenti e le conseguenze sul comportamento.
I casi emersi dall’uso di questa sostanza mettono in evidenza la necessità di una maggiore sensibilizzazione tra i giovani e le loro famiglie. La scuola e le istituzioni devono essere in prima linea per informare gli studenti sui rischi legati all’uso dello Snus, promuovendo campagne di prevenzione e controlli più stringenti. Solo mediante un’educazione consapevole e un monitoraggio attento sarà possibile limitarne la sua diffusione tra i giovani e proteggere la loro salute a lungo termine.
Dolores Di Mambro

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