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Lo sceriffo americano è diventato un gangster ma…non farti cadere le braccia  

Ice, la milizia creata da Trump per incatenare tutti gli immigrati (illegali ma anche no) che vivono negli Stati Uniti e spedirli nelle galere dei paesi da cui magari erano fuggiti. E’ l’ultimo episodio, purtroppo non sarà il solo. Man mano che ci avvicineremo alle elezioni di metà mandato il Presidente Trump, in calo nei sondaggi, aumenterà la carica aggressiva contro tutti quelli che, a quel momento, considererà suoi nemici. E’ una strategia precisa, pianificata e studiata.

di Nico Perrone | 12 Gennaio 2026

Una donna che, il video che gira su tutti i media lo dimostra, cercava solo di fuggire è stata freddata da tre colpi di pistola di un agente Ice.

Ice, la milizia creata da Trump per incatenare tutti gli immigrati (illegali ma anche no) che vivono negli Stati Uniti e spedirli nelle galere dei paesi da cui magari erano fuggiti. E’ l’ultimo episodio, purtroppo non sarà il solo. Man mano che ci avvicineremo alle elezioni di metà mandato il Presidente Trump, in calo nei sondaggi, aumenterà la carica aggressiva contro tutti quelli che, a quel momento, considererà suoi nemici. E’ una strategia precisa, pianificata e studiata.

Anche il blitz in Venezuela delle truppe d’assalto Usa per arrestare in camera da letto il dittatore Maduro e sua moglie e portarli in catene a casa dell’imperatore sembra cosa di adesso ma è la fotocopia del blitz a suo tempo messo in atto nel 1989 per arrestare Noriega il dittatore di Panama poi condannato in America. Ci sono pure i sequestri delle petroliere russe nei mari che interessano gli americani. Tutto questo per dimostrare cosa?

Che il diritto internazionale e gli accordi che hanno retto bene o male il mondo finora non contano più. Anzi, la stessa parola diritto per i nuovi funzionari della Casa Bianca è da bandire, il diritto lo considerano un affronto, una truffa per fregare l’interesse americano. Interesse che adesso non si basa più su valori che non siano bollati, insomma sulla grana. D’altra parte è nell’anima di Trump, tutta la sua vita l’ha misurata sulla quantità di dollari che uno riusciva a mettersi in tasca, anche con metodi non proprio legali. Questa è la misura dell’agire di chi comanda ora il Paese più forte del mondo. E non lo nascondono neanche. Maduro narcotrafficante?

Ma chissenefrega, in Venezuela devono scendere a patti col boss americano e pagare il pizzo di milioni di barili di petrolio se vogliono vivere… fino al prossimo colpo di stato. Gli Stati Uniti possono arrivare ovunque, se al Capo gli gira si interviene in Nigeria, in Iran, in Colombia, in Groenlandia, in ogni luogo. Ma non è che tutto questo menar le mani, alla fine, non sia anche segno di un declino che non si riesce ad arginare, quindi meglio spostare l’attenzione altrove?

Senza considerare che l’assassinio della giovane donna oggi a Minneapolis può essere la miccia, e proprio negli Stati Uniti c’è una situazione al limite. Qualcuno già parla di una possibile guerra civile e rivolte nelle città. Che alla fine sarebbe la giustificazione per militarizzare tutte quelle città dove invece comandano i suoi avversari politici. Trump ha bisogno che la sua immagine si accompagni al terrore, alla possibilità di essere colpiti ovunque e senza bisogno di chiedere il permesso a qualche organismo internazionale.

La giustificazione interna, e su questo la cricca Trump insisterà sempre di più, sarà quella della caccia agli immigrati, il capro espiatorio per mantenere il controllo almeno della maggioranza degli americani che lo ha votato proprio perché avevano bisogno di un colpevole per la loro rabbia e frustrazione, per non essere più considerati quelli di un passato glorioso. Quale nessuno lo sa, ma loro ci credono. Alla fine, il mantra sarà quello dell’aggressione esterna e interna, da cui bisogna difendersi con muri, milizie e blitz. Per creare quella che gli oligarchi tecnologici a fianco di Trump hanno già annunciato come loro obiettivo: La Repubblica tecnologica.

E’ il titolo del libro di Alexander C. Karp (Silvio Berlusconi editore), amministratore delegato e braccio destro e sinistro di Peter Thiel il fondatore di Palantir Technologies. Karp nel suo libro punta il dito contro la classe intellettuale degli Stati Uniti che in questi decenni “…Si è compiaciuta di astenersi dal confronto con i fondamenti del progetto nazionale: che cos’è questa nazione? Quali sono i nostri valori? E per cosa ci battiamo? A sinistra – scrive Karp (pag. 108)- questa grande secolarizzazione dell’America del dopoguerra è stata accolta con gioia da molti che consideravano la sistematica rimozione della religione dalla vita pubblica come una vittoria dell’inclusione. E in un certo senso lo è stata. Ma l’effetto collaterale di questo assalto alla religione è stato lo sradicamento di ogni spazio per le convinzioni, di ogni possibilità di esprimere valori o idee normative chi eravamo, o su chi, come nazione, dovremmo diventare. L’anima del paese era a rischio, essendo stata sacrificata sull’altare dell’inclusività. Il problema è che tollerare tutto spesso significa non credere in niente.

Per Karp i nemici interni da combattere senza tregua sono tutti gli ingegneri dell’élite della Silicon Valley, Google, Meta e company per intederci. “…la più capace di costruire i sistemi di intelligenza artificiale che costituiranno il deterrente di questo secolo, è anche la più ambivalente all’idea di lavorare per le forze armate statunitensi. Un’intera generazione di ingegneri informatici (pag.70) in grado di fabbricare armi IA di nuova generazione, ha voltato le spalle allo Stato-nazione, disinteressandosi del caos e delle complessità morali della geopolitica… e la stragrande maggioranza del denaro e dei talenti continua a essere orientata al consumatore…

Per ironia della sorte la pace e la libertà di cui gode chi nella Silicon Valley si oppone alla collaborazione con le forze armate statunitensi sono rese possibili proprio dalla minaccia credibile del ricorso alla forza da parte di queste ultime (pag. 71″. E via così. Palantir, come potete immaginare, è legata con l’amministrazione Trump a cui sta vendendo i suoi sistemi di controllo già operativi in alcune città e a disposizione delle forze armate e di sicurezza (Cia e Fbi). Non solo, Palantir è arrivato anche dalle nostre parti. Di recente il Ministero della Difesa della Gran Bretagna, senza gara, ha firmato un accordo miliardario con Palantir per la modernizzazione delle loro forze armate.

Nico Perrone

(direttore responsabile “Agenzia Dire.it”)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

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