
Giovedì 14 novembre, ore 20.30 – Venerdì 15 novembre, ore 20.30 il teatro Goldoni inaugurerà la sua stagione lirica con questo importante titolo.
Accolta al suo debutto da reazioni contrastanti, Carmen si è affermata nel corso dell’ultimo Ottocento e nella prima metà del secolo scorso, come una delle opere-cardine del grande repertorio operistico mondiale. Salutata da Friedrich Nietzsche come una sorta di ‘antidoto’ solare e mediterraneo alle brume nordiche del dramma musicale di Richard Wagner, Carmen ha imposto alla cultura europeo ottocentesca un vero e proprio mito, che nasce dallo spirito di libertà coniato da Mozart con il suo Don Giovanni: il tema della femme fatale, ovvero della donna che vive liberamente i suoi istinti, le sue passioni. Come il Don Giovanni mozartiano, la gitana di Bizet e Mérimée seduce e abbandona e corre impassibile verso il proprio destino e un tragico finale. La crudezza realistica con cui Bizet tratteggia personaggi, ambienti e situazioni rappresenta uno degli aspetti più innovativi della drammaturgia di Carmen, autentica tragedia ‘mediterranea’ che apre le porte al naturalismo in musica.
Il capolavoro di Bizet – titolo unico del cartellone lirico regionale per il 2013 – torna nel nuovo allestimento curato dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, in coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa ed il Teatro del Giglio di Lucca, in collaborazione con il Teatro della Fortuna di Fano, nella versione originale opéra-comique, con i dialoghi parlati: una scelta che accresce l’eclettismo stilistico della partitura, capace di spaziare con straordinaria sottigliezza dalla levità e alla brillantezza proprie dell’operetta francese alle oasi liriche rappresentate dai personaggi di José e Micaela ed alle impennate drammatiche della catastrofe finale.
La Fondazione Teatro Goldoni, che negli anni ha posto la figura femminile al centro delle proprie stagioni, fornendo attraverso questo una lettura in filigrana dei cartelloni, intende caratterizzare e dedicare la proposta di Carmen come manifesto ideale contro uno degli argomenti più tragici ed attuali delle cronache italiane: il femminicidio. “Jamais Carmen ne cédera… – canta la protagonista nel duetto finale – Libre elle est neé e libre elle mourra!”: un mito atemporale, quello di Carmen, che diventa appello ed impegno a difesa della libertà delle donne in una situazione di quotidiana drammaticità.
Sul podio della nostra edizione sarà il triestino Carlo Goldstein, vincitore nel 2009 del primo premio dell’International Conducting Competition di Graz; Goldstein ha già diretto con successo Carmen alla Fenice di Venezia e si sta affermando come uno dei giovani direttori italiani di talento, sia nel repertorio sinfonico che in quello operistico ed è assai attivo anche in campo discografico. Al suo fianco un regista italiano di grande esperienza internazionale, Francesco Esposito, reduce dal successo ottenuto dai suoi allestimenti della Trilogia verdiana a Lisbona e della rarità donizettiana Il furioso all’isola di San Domingo coprodotta dal Teatro Donizetti di Bergamo con altri importanti Teatri di Tradizione italiani: Esposito punterà su una lettura ‘atemporale’ e asciutta dell’opera di Bizet, puntando sul fascino enigmatico e seduttivo della protagonista, vista come incarnazione delle pulsioni di libertà e di emancipazione della donna moderna. Le scene saranno firmate da Nicola Bruschi, i costumi sono della Fondazione Teatro Goldoni e Teatro Alighieri di Ravenna; ideazione costumi di Alessandro Lai, collaboratore di noti cineasti tra i quali Ferzan Ozpetek. I due cast che si alterneranno nel corso delle recite punteranno su artisti già affermati, alcuni dei quali selezionati tramite audizioni, insieme a giovani elementi tra cui LTL Opera Studio (Premio Abbiati 2012) e nel Cantiere Lirico della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno: nel ruolo di Carmen si alterneranno due mezzosoprani italiani emergenti, Laura Brioli, Annunziata Vestri e Agata Bienkowska. Agata Bienkowska, affermata belcantista, che vanta brillanti successi nel repertorio mozartiano, rossiniano e donizettiano, nonché escursioni nel repertorio verdiano, al suo primo approccio – come Annunziata Vestri – con la sigaraia di Mérimée e Bizet; in quello del geloso e violento Don José si avvicenderanno il tenore belga Mickael Spadaccini, riconfermato dopo i grandi consensi ottenuti proprio al Teatro Goldoni nel 2011 con il ‘dittico’ Cavalleria rusticana–Pagliacci, e collaudato interprete di Don Josè in Carmen nei Teatri del Circuito Lombardo ed a Cagliari; nello stesso ruolo, il giovane pugliese Dario Di Vietri, che ha recentemente inaugurato con Macbeth la stagione lirica al Teatro Coccia di Novara con la regia di Dario Argento ed in quelli di Escamillo un altro artista già noto al pubblico livornese quale il basso-baritono Paolo Pecchioli, applaudito al Teatro Petruzzelli di Bari nella Sonnambula belliniana, e il baritono lettone Valdis Jansons, altro artista apprezzato al Goldoni ne Il tabarro di Puccini, e fresco delle affermazioni in Cavalleria rusticana al Carlo Felice di Genova e al Festival di Taormina. Da sottolineare, nel ruolo della delicata e virginale Micaela, autentica ‘antagonista’ della sensualità della protagonista, la presenza di un’illustre belcantista italiana, il soprano Valeria Esposito, affermatasi nei più importanti teatri europei sotto la guida di Maestri quali Abbado, Muti e Barenboin al suo debutto nell’opera di Bizet, con la quale si alternerà la giovane georgiana Ilona Mataradze, reduce dalla brillante affermazione nell’Otello verdiano alla New Israeli Opera di Tel Aviv.

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