Leggendo il titolo che
abbiamo messo a queste righe uno potrebbe pensare che sia un grido di protesta
contro le canne che costano troppo. Volendo…. visto che i consumatori di canne
devono spesso acquistare il loro prodotto in un mercato dove la regola è un
profitto selvaggio e nero, cioè senza un minimo di regole e certezze, anche
sanitarie. E visto che il solito consumatore si espone ad offerte di prodotti
“pesanti” (cocaina, metamfetamine varie, etc) che gli vengono presentati
insieme alla classica canna, magari come “offerta di Natale”. Ma si tratterebbe
di un “volendo” per incalliti che, evidente a chiunque abbia un minimo di
cognizione dei danni dei mercati neri, dei nostri consigli se ne fanno un
baffo. Ci muoviamo per l’appunto in un mercato nero e grigio e bianco, dove
quest’ultimo è talmente precario e agli albori e irto di spine che – non ce ne
vogliano i commercianti di cannabis legale che stanno fiorendo come
inflorescenze
pluristagionali – i nuovi adepti corrono il
rischio non di farsi male con canne che canne non sono (e quand’anche lo
fossero, è bene ricordare che l’effetto di una canna vera è come bersi un
bicchiere di vino… e senza le conseguenze dell’alcool), ma rischiano di farsi
male al portafoglio.
Certo, è tutto nuovo. In Usa (alcuni Stati) e in
Canada, dove la cannabis ha superato lo scoglio dell’illegalità, è tutto un
fiorire di business. Qui in Unione europea stiamo per partire col Lussemburgo
(1) e, viste le precedenti e attuali glorie al limite dell’off-shore di questo
granducato, non ci sentiamo azzardati visionari nell’aspettarci scintille di
mercati/nonmercati e stuzzicanti pruriti che assecondino le (volute?) carenze
normative degli altri partner dell’Unione: honi soit qui mal y pense.
E al nuovo ci sono tanti approcci, resi sempre
allettanti dalla novità. Per esempio, il settore alimentare legato alla
cannabis (legale, sempre quella, senza Thc) fa i suoi primi passi. Ai classici
biscotti che – visti in tanti film – danno un po’ di euforia, si affiancano le
tradizioni più o meno locali. Abbiamo letto di un panettone alla cannabis,
ovviamente prodotto nella patria panettona, Milano: “uvetta di primissima
scelta, canditi siciliani premium, con l’aggiunta di Olio CBD e farina di
canapa, compongono parte degli ingredienti di questo panettone classico. Il
tutto ovviamente legale e con assenza totale di THC”. Così lo presenta il suo
produttore (2), che ci informa di possibili acquisti, oltre che nei suo negozi,
anche tramite Amazon (e ti pareva….). Decantandolo anche per nonne e affini e come
“una variante simpatica alla monotonia del solito panettone”, ci dice che lo
vende a 40 euro al pezzo. ‘sti cazzi! Manco il panettone artigianale più caro
della pasticceria che sostanzialmente vende il proprio marchio, di quelle nei
centri storici di lusso, meneghini e non solo. Ci fosse l’effetto inebriante
(con relativo acquisto di materia prima sul mercato nero)… manco quello! Solo
il gusto (molto mentale) di assaporare la farina dell’erba proibita che
proibita non è più ma che si porta dietro lo strascico delle Woodstock dei
tempi che furono (ah, forse è per Woodstock che sono state citate le nonne come
credenziali di gradimento di mercato…).
Noi siamo un’associazione di consumatori, per
quanto irriverenti in questo abito del momento, e non possiamo non mettere sul
“chi va là” chi si appresta a sganciare con bramosia questi 40 euro. Sì, forse
sarà figo e trandy regalare questo panettone all’amico frustrato ogni volta che
ha in tasca un prodotto del mercato nero, magari facendogli l’occhiolino di
complicità e condivisione per consumi che prendano spunti dal dolce quarantino
con l’uvetta e i canditi. Ma è bene sapere che col quarantino si potrebbero
anche comprare una decina di panettoni standard da decorare a piacimento con
tutte le foglioline verdi possibili e immaginabili. Certo, non saranno con
farina di cannabis e senza il marchio meneghino: ma, mentre sul gusto abbiamo
dubbi sulla grande rilevanza della differenza di farine (altri discorsi per le
pregiate farine bio….), sull’effetto Woodstock crediamo che ci abbiamo preso.
Buoni acquisti
1 – https://www.aduc.it/articolo/legalizzazione+cannabis+ricreativa+lussemburgo_28832.php
2 – https://www.impresamia.com/innovazione-il-panettone-alla-cannabis-legale-milano-e-realta-justmary-fun-lancia-il-natale-stupefacente/
Vincenzo
Donvito, presidente Aduc

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