In politica, ma non solo, i modi di dire, le allocuzioni che
sintetizzano un pensiero, la versione “non dotta” delle citazioni letterarie e
storiche, servono a dare sostanza e forza al proprio pensiero quando si
interloquisce. Esempi ce ne sono a iosa, anche divertenti. A mo’ di freddura
inglese, quando le ascolti ti fanno fermare un attimo, rifletti per creare i
necessari collegamenti e poi prosegui nel comprendere e interloquire; anche
stimolato, per sentirti all’altezza della situazione colloquiale che si è
determinata, ad utilizzare altrettanti modi di dire, meglio se con espliciti
riferimenti a propri parenti (“mia nonna mi diceva…”) o genealogie
territoriali (“dalle mie parti si dice…”).
Oggi è nata una stella! Un nuovo modo di dire si
è affacciato nell’agorà politica. “L’insegnate di Novara”. Trattasi di una
signora della provincia di questa città, nota nel suo territorio, che,
parafrasando un bieco altrettanto modo di dire delle “estreme sinistre che
furono” nel nostro Paese, riferendosi al carabiniere ucciso nei giorni scorsi a
Roma da un balordo, non ha trovato di meglio che apostrofare l’avvenimento con
“uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la
mancanza”. Sembra si sia scusata.
La nostra insegnante non si è resa conto che, al
pari della mitica casalinga di Voghera, è entrata nel lessico politico, e
crediamo ci resterà per tanto tempo. Entrambe donne, casalinga ed insegnante,
in una società e cultura maschile e maschilista, sono l’archetipo giusto della
debolezza e inferiorità umana di fronte ai fatti e alle avversità. “Poverine”,
la loro gracilità di genere le fa assurgere a simbolo delle debolezze umane,
maschili e femminili. La casalinga di Voghera, evocata a simbolo della
semplicità che necessitano i fatti e le soluzioni di ogni tipo per essere da
lei compresi (donna e casalinga… n’est pas?)… l’insegnante di Novara, oggi
evocata a simbolo di quanto si possa essere stupidi (le cose che ha detto) e
nel contempo dotte (è pur sempre un’insegnante), ma mosse dal cieco
schieramento preconcetto di parte (“uno di meno”… tra i presunti nemici di
qualcosa che a lei non sembra giusta).
Credo che ne sentiremo delle belle in materia.
Fortunato (suo malgrado) il Piemonte (Novara è nella regione piemontese), che
ha trovato il suo posto accanto alla Lombardia (Voghera, in provincia di Pavia
è in questa regione). Aspettiamo ora l’imprimatur della Treccani!!
ps
Sempre nel lessico politico è spuntato fuori di
recente anche un “parliamo di Bibbiano” (contenta Reggio Emilia e contenta
l’Emilia Romagna…): espressione diffusa nelle allocuzioni di alcune destre
contro il Partito Democratico, evocando un tutto da dimostrare coinvolgimento
di questo partito in fatti di presunta violenza istituzionale ed educativa su
bimbi. Espressione in genere usata quando si sta parlando di altro e, volendo
l’oratore sminuire il valore dell’avversario (in genere del Pd), pronuncia il
fatidico “parliamo di Bibbiano” per alludere ad una “macchia” (ancor più tale
visto che sono coinvolti dei bimbi) che di per sé svalorizza ogni posizione
dell’interlocutore.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
L’irriverente dotto. La casalinga di Voghera e l’insegnante di Novara… vivere sui modi di dire
Riferendosi al carabiniere ucciso nei giorni scorsi a Roma da un balordo, non ha trovato di meglio che apostrofare l’avvenimento con “uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza”.

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