• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Iran è un colabrodo: come il Mossad entra dove nessuno dovrebbe entrare

Per oltre quarant’anni la Repubblica islamica ha coltivato e diffuso l’immagine di una fortezza. Un sistema chiuso, impenetrabile, costruito su controllo capillare, apparati di sicurezza onnipresenti e un potere politico saldamente ancorato all’ideologia. Negli ultimi anni quella rappresentazione ha iniziato a sgretolarsi; le operazioni attribuite ai servizi israeliani all’interno dell’Iran non sono episodi isolati né incidenti occasionali. Se osservate nel loro insieme compongono una sequenza coerente di operazioni mirate che hanno colpito il cuore stesso dell’apparato strategico iraniano. Il quadro che emerge è chiaro: strutture considerate tra le più protette del paese sono state penetrate più volte.

di Piero Terracina | 8 Marzo 2026

Per oltre quarant’anni la Repubblica islamica ha coltivato e diffuso l’immagine di una fortezza. Un sistema chiuso, impenetrabile, costruito su controllo capillare, apparati di sicurezza onnipresenti e un potere politico saldamente ancorato all’ideologia.

Negli ultimi anni quella rappresentazione ha iniziato a sgretolarsi; le operazioni attribuite ai servizi israeliani all’interno dell’Iran non sono episodi isolati né incidenti occasionali. Se osservate nel loro insieme compongono una sequenza coerente di operazioni mirate che hanno colpito il cuore stesso dell’apparato strategico iraniano. Il quadro che emerge è chiaro: strutture considerate tra le più protette del paese sono state penetrate più volte.

Il caso più emblematico resta il furto dell’archivio nucleare iraniano. Un’operazione che, per modalità e risultati, ha assunto quasi i contorni di un’azione cinematografica. Un gruppo di agenti riesce a entrare in un deposito alla periferia di Teheran, apre decine di casseforti e porta via tonnellate di documenti, dischi rigidi e dossier relativi al programma nucleare militare iraniano. Quel materiale, migliaia di pagine di documenti classificati, esce dal paese e finisce all’estero senza che l’operazione venga fermata.

Un’azione di questo tipo non è concepibile senza una rete di supporto interno o senza una conoscenza estremamente dettagliata delle strutture di sicurezza.

A questo episodio si aggiunge l’eliminazione di Mohsen Fakhrizadeh, la figura scientifica più importante legata allo sviluppo nucleare militare iraniano. L’operazione che ha portato alla sua morte è stata preparata con un livello di pianificazione e precisione che ha inevitabilmente sollevato interrogativi sulla capacità di penetrazione delle reti di intelligence straniere all’interno del paese.

Nel frattempo anche le infrastrutture nucleari sono diventate bersagli ripetuti di sabotaggi. Il sito di Natanz è stato colpito più volte da esplosioni e operazioni clandestine che hanno distrutto centrifughe e rallentato il programma di arricchimento dell’uranio.

Di fronte a una sequenza di eventi di questo tipo, all’interno del sistema politico iraniano è emersa una domanda inevitabile: come è possibile che operazioni di tale portata riescano a realizzarsi nel cuore di uno degli apparati di sicurezza più rigidi del Medio Oriente?

In un sistema politico fondato sul controllo e sulla sorveglianza, ogni fallimento di sicurezza genera automaticamente il sospetto di infiltrazioni o tradimenti interni. Non sorprende quindi che, ciclicamente, emergano sospetti e accuse anche nei confronti di figure di alto livello dell’apparato militare e di sicurezza.

Tra i nomi che talvolta circolano in queste speculazioni compare anche quello di Esmail Qaani, comandante della Quds Force, l’unità dei Pasdaran incaricata delle operazioni esterne. Non esistono attualmente prove ufficiali che indichino infiltrazioni a quel livello, ma la frequenza e la precisione delle operazioni nemiche alimentano inevitabilmente il clima di sospetto.

Il problema, tuttavia, appare più strutturale che personale, il sistema di potere iraniano non è monolitico. Al suo interno convivono diversi centri di potere: il clero politico, i Pasdaran, i servizi di sicurezza e le reti economiche legate al regime. Si tratta di un equilibrio complesso, attraversato da rivalità, competizioni e tensioni interne.

In un contesto simile ogni frattura può trasformarsi in una vulnerabilità. Ogni rivalità può aprire uno spazio che un servizio di intelligence straniero è in grado di sfruttare.

Negli ultimi anni Israele ha costruito un sistema di raccolta informazioni sull’Iran estremamente sofisticato, fondato su una combinazione di intelligence umana, tecnologia, operazioni cyber e infiltrazioni mirate. Operazioni che spesso richiedono anni di preparazione e che vengono portate a termine solo quando tutte le condizioni sono favorevoli.

Il risultato tuttavia è un paradosso sempre più evidente: la Repubblica islamica continua a presentarsi come una fortezza ideologica e militare, ma gli eventi degli ultimi anni suggeriscono che quella fortezza non sia impermeabile come il regime vorrebbe far credere.

Quando un sistema di sicurezza viene penetrato ripetutamente, la domanda che inizia a circolare nei corridoi del potere non riguarda più soltanto il modo in cui è stata condotta l’operazione.

La domanda diventa un’altra: Chi ha aperto la porta?

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti