
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa hanno tenuto una conferenza stampa congiunta al valico di frontiera di Rafah. Abdelatty ha affermato che “l’Egitto respinge categoricamente qualsiasi tentativo o piano volto a spostare o minare la presenza palestinese sulla propria terra, sia attraverso l’imposizione di una politica della terra bruciata, la creazione di condizioni invivibili e l’espansione degli insediamenti, sia attraverso altre pratiche che imporrebbero una nuova realtà politica o demografica volta a liquidare la causa palestinese”. Questo include, chiude Abdelatty, ”l’intenzione dichiarata di rimanere nella Striscia di Gaza con qualsiasi pretesto, le dichiarazioni provocatorie e irresponsabili che invocano l’annessione della Cisgiordania o le illusioni di quello che viene chiamato Grande Israele. Non lontano da tutto questo ci sono le palesi violazioni che stanno avvenendo in Cisgiordania, la confisca di terre, l’annessione, la continua politica di insediamento e gli attacchi contro i civili.” L’Egitto ha affermato che il piano per una tregua a Gaza accettato da Hamas è stato inviato a Israele, ribadendo che “la partita è ora nel campo israeliano”. Le famiglie degli ostaggi ancora prigionieri a Gaza hanno inviato lunedì una lettera al presidente americano Donald Trump chiedendo il suo impegno per la fine della guerra di Israele con Hamas.”Abbiamo bisogno che lei ponga fine a questa guerra e riporti a casa gli ostaggi”, ha scritto il forum delle famiglie nella lettera, sottolineando che Trump è stato “il leader che ha ripetutamente dimostrato che riportare a casa persone innocenti non è solo una questione politica, ma un dovere sacro”.in una lettera a Trump. “Ho sentito le notizie dei media e da questo emerge una cosa: Hamas è sotto un’enorme pressione”. E’ questa la dichiarazione diffusa da Benjamin Netanyahu, e ripresa da Barak Ravid, a commento della risposta con cui Hamas ha accettato la proposta di cessate il fuoco a Gaza avanzata dai mediatori di Qatar e Egitto. “Per la prima volta dopo settimane Hamas è disposto a discutere un accordo per la liberazione degli ostaggi, e lo fa solo per il timore che intendiamo seriamente conquistare Gaza City”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una visita alla Divisione Gaza insieme al premier Benjamin Netanyahu e al capo di stato maggiore Eyal Zamir. Katz ha ribadito che la conquista della città “porterà alla sconfitta di Hamas”. Lo riporta il Times of Israel.
Katz ha concluso affermando che “la ragione è chiara: solo il timore che intendiamo seriamente conquistare Gaza City spinge Hamas a discutere”. Intanto, l’Idf ha ricevuto il via libera dal generale Zamir ai piani per un’offensiva mirata alla presa della città. Il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha avvertito lunedì che una nuova guerra con Israele potrebbe scoppiare “in qualsiasi momento”, più di due mesi dopo un sanguinoso conflitto tra i due paesi nemici. Il 13 giugno Israele ha lanciato un attacco a sorpresa contro il territorio iraniano, dove ha condotto centinaia di raid contro siti militari e nucleari, uccidendo scienziati legati al programma nucleare iraniano e alti ufficiali. Oggi non siamo nemmeno in una situazione di cessate il fuoco, ma piuttosto di cessazione delle ostilità“, ha dichiarato Aref. L’Iran ”sta preparando piani per lo scenario peggiore”, aveva affermato in precedenza Yahya Rahim Safavi, consigliere militare della guida suprema iraniana Ali Khamenei, citato domenica dal quotidiano Shargh. Hamas ha informato i mediatori di approvare l’ultima proposta di cessate il fuoco a Gaza, secondo quanto riferito lunedì da un funzionario del gruppo all’agenzia Reuters. “Hamas ha consegnato la sua risposta ai mediatori e ha confermato che il movimento e le fazioni (palestinesi) hanno accettato la nuova proposta di cessate il fuoco senza richiedere modifiche”, dice una fonte anonima all’agenzia France-Presse. Anche il network della monarchia qatariota, al-Jazeera, riporta la notizia citando proprie fonti.
il piano prevede un cessate il fuoco di 60 giorni in cambio della liberazione di 10 ostaggi israeliani e della restituzione di un certo numero di corpi dei prigionieri. “I prigionieri rimanenti sarebbero liberati in una seconda fase, seguita da negoziati immediati per un accordo più ampio” volto a porre fine alla guerra, con garanzie internazionali. E che lei li abbia privati di molti privilegi costituzionali, è vero, primo ministro Benjamin Netanyahu?
Giuseppe Basilico

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