• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’incertezza domina ancora la scena

Chi infatti ha prodotto risultati, vorrà evitare di rimanere incastrato in situazioni svantaggiose, e molto probabilmente assisteremo ad operazioni di chiusura di posizioni da qui a fine anno. Ecco perché il mercato, nonostante il trend del dollaro, sembrerebbe rallentare e in qualche occasione anche invertire, non offre segnali chiari di un cambiamento ora, ma evidenzia la probabilità che ciò potrà avvenire solo il prossimo anno, mentre l’anno in corso terminerà probabilmente intorno ai livelli attuali o comunque non molto distante da queste aree.

di Saverio Berlinzani | 26 Ottobre 2022

Le sessioni di trading continuano a manifestare grande incertezza tra investitori e operatori, che appaiono consapevoli delle difficoltà dei mercati, tanto da evitare, soprattutto in questa fase, mosse avventate. Ci avviciniamo a grandi passi alla fine dell’anno e molto probabilmente, i grandi operatori istituzionali hanno già iniziato a tirare i remi in barca. Chi infatti ha prodotto risultati, vorrà evitare di rimanere incastrato in situazioni svantaggiose, e molto probabilmente assisteremo ad operazioni di chiusura di posizioni da qui a fine anno. Ecco perché il mercato, nonostante il trend del dollaro, sembrerebbe rallentare e in qualche occasione anche invertire, non offre segnali chiari di un cambiamento ora, ma evidenzia la probabilità che ciò potrà avvenire solo il prossimo anno, mentre l’anno in corso terminerà probabilmente intorno ai livelli attuali o comunque non molto distante da queste aree. La volatilità però, rimarrà alta, perché la tensione sui mercati è evidente, nonostante sia alternata a momenti di appetito al rischio che permettono di tirare il fiato. Sul fronte valutario, da qui a fine anno dovremmo osservare ancora molta tensione sullo Jpy e probabilmente, altri interventi sul mercato da parte della Boj. Non bastano certamente i primi due, ovvero quello messo in atto quando il UsdJpy era a 145.00 e il secondo a 152.00, che hanno per ora costretto le autorità monetarie a vendere almeno 50 miliardi di dollari, 36 nella sola giornata di venerdì scorso, secondo fonti non ufficiali ma ritenute attendibili. In ogni caso la stessa Boj vuole per ora solo rallentare la discesa della valuta e quando vorrà uno Jpy più forte, utilizzerà altri strumenti e non solo l’intervento sul mercato spot, ma anche politica monetaria e tassi, con la chiusura del Qqe, che prima o poi arriverà ed eventualmente il disancoramento dei rendimenti dei titoli di stato decennale dallo zero. E quando succederà ce ne accorgeremo. La Boj questa notte, attraverso un suo portavoce, si è affrettata a comunicare che la politica monetaria espansiva non sarebbe in contraddizione con l’intervento sul mercato dei cambi, per evitare il crollo dello Jpy, ma sono due strumenti che in questo momento hanno due differenti obiettivi. Intanto lo Jpy, prima o poi tornerà appetibile, specie se il risk off dominerà la scena, nella eventualità di una recessione di tutto l’occidente nel 2023. Per il momento invece, anche osservando la price action, si assiste ad una salita lentissima, pip dopo pip, per andare letteralmente a “cercare“ i livelli a cui la Boj ha intenzione di vendere. E quindi assistiamo a ore e ore di lentissima salita, e poi improvvisamene 100 150 pips di ribasso sulle voci di interventi (non confermati, e ciò significa che sono solo rumors per muovere i prezzi che qualcuno mette in giro ad arte). Non appena non viene confermato l’intervento, il prezzo torna a salire velocemente fino ai livelli dove era partita la discesa e poi la volatilità si stringe e si ricomincia a salire lentamente, allo scopo di ricominciare con il trucco della salita esplorativa della presenza eventuale della Boj. Questo tipo di price action tende a creare nuove posizioni short sul mercato, perché la maggior parte degli investitori vuole prendere il movimento rapido al ribasso, e si mette short posizionando lo stop sopra i massimi. E così la salita speculativa si autoalimenta continuamente, perché il mercato va a cercare questi stop. Ci vorrà tempo per vedere l’inversione, ma non è comunque lontanissima. Sugli altri rapporti di cambio, sorprende la tenuta dell’EurUsd nonostante i dati negativi sui Pmi usciti ieri, anche se probabilmente la motivazione della sua ripresa sopra quota 0.9850, dipende dal fatto che anche negli Usa i pmi, pubblicati ieri sono usciti negativi e inferiori al consensus. Segnaliamo, stamani, anche i nuovi massimi storici del UsdYuan che ha toccato quota 7.3770, in seguito alle decisioni del Congresso del Partito comunista che ha visto il rafforzamento del Presidente Xi Jinping, che agli occhi degli investitori significa politica Covid zero, che sta pesando sugli aggregati macro. Ci avviciniamo comunque a mercoledì, prima giornata di decisione sui tassi (Bank of Canada) e cui seguirà la Bce il giorno seguente. Probabilmente vedremo ancora rialzi dei tassi, ma sicuramente negli statement emergeranno preoccupazioni per l’andamento degli aggregati macro e congiuntura. Insomma tutto fa pensare che presto sui mercati avremo a che fare con la recessione. Si tratterà di capire se sarà hard o soft landing.

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, Primo pianoTag: bce, fine anno, mercati, mercato, movimento, politica monetaria, recessione, usa

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti