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Libertà ed eversione

In realtà non si è capito che l’essenza dell’idea di libertà che caratterizza i no vax si riassume nel motto “me ne frego”. Un motto che noi italiani dovremmo conoscere molto bene.

di Valentino Baldacci | 7 Settembre 2021

Le aggressioni contro l’infettivologo Matteo Bassetti e il giornalista Francesco Giovannetti hanno messo in evidenza, se ce n’era ancora bisogno, la natura eversiva con forti componenti delinquenziali del movimento no vax.
Ma bisogna anche dire che l’espansione di questo movimento eversivo è aiutata da una errata concezione della libertà che sembra aver coinvolto gran parte, se non tutte, delle forze politiche italiane. Ne è la prova la dichiarazione del ministero dell’Interno, immediatamente dopo le due aggressioni, nella quale si affermava la “piena libertà di manifestazione”. Ma si direbbe la stessa cosa di fronte a una manifestazione pubblica della camorra o della mafia? E si ritiene davvero che il movimento no vax – che mette a rischio la salute e la vita di milioni di persone – sia meno pericoloso e meno eversivo di quella che viene definita “criminalità organizzata”? In realtà non si è capito che l’essenza dell’idea di libertà che caratterizza i no vax si riassume nel motto “me ne frego”. Un motto che noi italiani dovremmo conoscere molto bene e che se è stato una delle insegne ufficiali del fascismo ha caratterizzato anche, in filigrana, l’intera storia politica e culturale del nostro Paese.
Una volta di più si contrappongono due diverse concezioni della libertà: quella di Giuseppe Prezzolini, che all’inizio degli anni Venti del Novecento voleva costituire la Società degli Apoti, la società di “coloro che non la bevono”, e quella di Piero Gobetti che gli rispondeva che davanti al fascismo trionfante avrebbe voluto non la Società degli Apoti ma la Compagnia della morte. Gli Apoti di oggi sono i no vax, quelli che non la bevono, che la sanno lunga, che se ne fregano della scienza e della sua lunga e faticosa lotta per migliorare le condizioni del genere umano. Ma per i politici di oggi Piero Gobetti è, tutt’al più, il nome di una strada.

Valentino Baldacci

Libertà ed eversione – Moked
https://moked.it/blog/2021/09/02/liberta-ed-eversione/

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, anni venti, fascismo, manifestazione, movimento, natura, persone, piero gobetti

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

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