Mi si prospetta un ferragosto caldissimo. Niente di drammatico, per carità. Il fatto è che mi è giunto un invito a partecipare, proprio nei giorni 14 e 15 agosto, agli “Stati Generali dei Socialisti” che si svolgeranno a Bologna. Per spiegare di cosa si tratti, cito i due primi punti all’ordine del giorno:
- Unire i Socialisti
- Presentare un simbolo socialista alle elezioni
Sfidando la immancabile e fin troppo facile ironia sul “vasto programma” dell’appuntamento, dico subito che ci sarò. Se si terrà veramente. Perché gli stessi promotori dell’iniziativa, appartenenti ad una associazione che si chiama “PSI Componente Autonomista”, con grande onestà intellettuale e realismo affermano che “Quanto sopra pubblicato è solo una proposta. Se ci sono i presupposti, cioè almeno una trentina di adesioni preventive (di associazioni e gruppi), l’iniziativa si farà altrimenti si soprassiederà.
Non mi sfugge, perché in parte li ho vissuti, che di questi tentativi ne sono stati fatti molti. Troppi, però, avevano un vizio di origine. Un retropensiero: mettere assieme un po’ di gente come “tesoretto” da spendere a qualche improbabile tavolo di trattativa e spartizione in vista di avventure elettorali eterodirette. Penso che convocare persone a ferragosto sia un formidabile filtro per escludere questo retropensiero. E, dunque, visto che sono stato invitato, ci sarò: per questa ragione, non perché mi è stato fatto l’onore di accompagnare l’invito con un mio recente articolo, con il quale invitavo laici e liberalsocialisti a compattarsi prima di decidere in quale direzione muoversi.
Ce ne sono poi altre, di ragioni, che mi spingono. C’è una assoluta domanda di novità di fronte ad una offerta politica e di governo che da un quarto di secolo propone le stesse cose e le stesse persone. E la cultura liberalsocialista è in grado di dare la risposta. Questa iniziativa, inoltre, mi pare onesta già dal tono: non sappiamo se ci riusciremo, ma ci vogliamo provare. Ed io apprezzo a tal punto questa modestia che, se ci riuniremo, non mancherò di dire che la forza di una lista autonoma potremmo non avercela. Quindi, assieme e non alla spicciolata, potremmo dover decidere di convergere dove si prospettino spazi di manovra. Dirò anche che, secondo me, una eventuale lista e l’orizzonte nostro dovrebbero essere più estesi rispetto alla riproposizione di una aggregazione strettamente socialista. Ad ogni modo, per chi avesse un qualche interesse, le adesioni possono essere indirizzate via mail a: ps-pse@libero.it. A Pensalibero possono essere indirizzati commenti che non mancheremo di pubblicare.nicola
Gli Stati Generali del socialismo: leggi il manifesto
Nicola Cariglia

Sì, Paolo, i filmacci anni sessanta novanta, sono preferibili al filmaccio della politica italiana proiettato da decenni. Dove l’unica preoccupazione è credere di fare politica organizzando dibattiti e incontri, i cui contenuti sono la data del prossimo dibattito e incontro, mentre i contenuti veri fanno la fine del dessert, restano quasi intatti nel vassoio perché i convenevoli hanno già impastato le bocche. Alla mia critica di rispondere con battute si risponde con altre battute, ergendosi su un cucuzzolo di esperienze non piccine perché locali, ma piccine perché piccine, accorte e vigili, coerenti con le battute dei Renzi, dei Grillo, dei Gentiloni, e Salvini e Berlusconi, anche se Salvini e Grillo stanno pian piano giganteggiando, grazie alle altrui pochezze. Tutti personaggi degni di un remake dei Vanzina, sotto l’ombrellone tra culi e tette a Rimini o Viareggio. No, meglio Rimini dove l’acqua è più pulita, non lo si crederebbe ma è così.
Leggo tra 100 cose da fare i vostri scambi, mi pare che il progetto ferragostano sia destinato ad appassire ed essiccarsi come una medusa al sole sulla sabbia……
Il post di Marzio meritava qualche sforzo supplementare, suvvia Nicola, la battuta va bene e in effetti 200 sarebbero già molti, saranno in effetti meno (potrai smentirmi, ma la sensazione di scegliere tale data pare proprio quella di “nascondere” una debacle con la scusa del gavettone ferragostano, rispetto ad una data per esempio del 15 ottobre, la si sarebbe visto davvero…..), e questo spirito umanamente comprensibile di ritrovare idee e pensieri morti o moribondi, è destinato a naufragare.
Come si fa ad invocare il socialismo? Quale? Non esiste piu, Hollande in Francia ha fatto il contrario di quanto aveva annunciato da socialista, gabbando gli elettori e facendo politica capitalista e e anti.sociale (messo a parte la legge del matrimonio per tutti, che cosi come l’ha fatta approvare spacco’ il paese, ma ancora rimase la sola cosa di “sinsitra” attuata).
Macron, che si è fatto eleggere con l’inno alla gioa, fa dei bei discorsi, ma socialista o no (nessuno lo sa, neanche lui, ma con i socialisti ha fatto carriera….) gli immigrati non lo vuole, insomma il socialismo sta morendo o è già morto e voi volete fare “4 amici al bar” per parlare di resuscitarlo?!?
Nicola, non so davvero cosa tu vada a fare la, non penso che sinceramente tu creda ad una qualunque possibilità di riuscita.
Invece, benediamo la RAI che priva di trasmissioni idiote e inutili, ci presenta una programmazione da vera TV, finalmente! Film bellissimi, ieri ancora “i nuovi mostri” con Gasmann, Tognazzi,Sordi, e al mattino una serie deliziosa di Ciccio Ingrassia e Franco Franchi, e allora si assapora la colazione senza inutili discussioni politiche, senza renziani, senza socialisti o grillini o leghisti, qualche telegiornale, piu corto, e tanti bei film che ci fanno sognare e vedere come eravamo.
IL 15 agosto, vedetevi un bel film, perché no, “Scandali al Mare” del 1961 con Raimondo Vianello, e una schiera di attori straordinari e indimenticabili (Valori, Mondaini, Dapporto, Ninchi, Carotenuto, Bramieri) , altro che discussione sul socialismo.
Caro Marzio, tantissime altre cose. Con o senza rimpianto.
Caro Nicola, per me le battute da ragazzino spiritoso sono finite da un pezzo. Per te?
Se si pensa che una “organizzazione” che lavori su idee liberal socialiste sia importante, allora l’importanza è indipendente dalle elezioni. Allora ci si incontra, ci si associa in modo preliminare e si inizia un percorso di analisi e di primi interventi immediati. Alla fine di questo primo periodo, chiarite, verificate e superate le differenze superabili, se resta abbastanza, ci si organizza, se no si va avanti sul lavoro di analisi e di intervento fino a che si aggrega abbastanza da organizzare o magari, ci si rende conto che non è vero che le idee liberal socialiste siano realmente importanti oggi.
Questo sarebbe un ciclo serio e veramente “liberal socialista” per cominciare ad operare. Invece, al solito, come si è fatto sempre dalla crisi del PSI, anche qui ci si aggrega per partecipare alle prossime elezioni. Come se dopo le elezioni ci fosse il vuoto, e questa fosse l’ultima occasione. Allora il sospetto che l’ultima occasione sia in realtà quella di chi disperatamente vuole rientrare nella politica nazionale e l’occasione è ultima o per la sua età o per le sua finanze, è, scusatemi, più che giustificata.
Se le idee liberal socialiste hanno un senso, come io penso, allora non ci si incontra per partecipare alle elezioni, ma per ricostruire ed aggiornare un pensiero liberal socialista e costruirne l’organizzazione. Solo quando questo processo avrà avuto successo si penserà al momento elettorale.
Se togliete l’inutile appello elettorale ed organizzate effettivamente le giornate di studio ci sarò, se no tanti auguri e addio.
Continuo a trovarlo, da almeno dieci anni, un progetto velleitario.
Innanzitutto è privo di una critica al socialismo europeo, che ha abbracciato il capitalismo assoluto, superando finanche il liberalismo.
Vedasi il caso Francia ove il Ps è così praticamente scomparso e l avanzare del macronismo, ovvero dei poteri finanziari sdoganati dalla gauche au caviar.
E vedasi il renzismo, ovvero il liberal capitalismo che ha superato, a destra, persino il primo berlisconismo.
I socialisti delle origini lottavano, non pensavano ad alleanze elettoralistiche.
I socialisti originari erano populisti nel senso più democratico e partecipazionista del termine.
Il resto è solo un inseguire il capitalismo sul suo medesimo terreno.
Caro Marzio,
duecento? Troppa grazia!
Caro Nicola, tempo fa mutuasti da Russell applicandolo alla socialdemocrazia il detto “ non possiamo non dirci cristiani “. Certo i cristiani esistevano prima di Cristo, e nessuno nega che anche Aristotele o Platone fossero cristiani o socialdemocratici, come dire che di certo avevano due gambe e due braccia. Intendo che quando un profilo antropologico appartiene ai connotati che di per sé distinguono l’uomo, non se ne può poi distillarne un’ideologia, la quale per sua natura appartiene all’incerto e al risibile, ossia al politico. Quindi mutuare il detto di Russell è un’arma a doppio taglio perché dimostra quanto sia inutile ripetere la sollecitazione degli oggetti in questione, il socialismo o il liberalismo, a manifestarsi nel politico. La famosa frase di Russell risente della meraviglia dell’ateo novecentesco che si apre al religioso, e sappiamo i guai creati da simili aperture fasulle. Ora il nuovo sforzo del ferragosto bolognese per ricompattare un’idea e una forza socialista e liberale rientra a mio avviso nella volontà di far calare idee da dati naturali come il socialismo e il liberalismo, processo irripetibile che avvenne già una volta tra il XVII e il XIX secolo, e che è vaniloquio riproporre perché si tratta di dati inconfutabili e propri della modernità. A meno che i modelli alla fine non ritornino ad essere i tanto deprecati sugheri di sempre, i Nencini o i Tagliasacchi. Proprio perché non possiamo non dirci socialisti, l’operazione ha il sapore di tirare martellate a chiodi ben piantati nel legno, nulla più. E poi ci sono i tic terribili e vecchi, la foto in testa all’articolo del popolo che avanza, e peggio ancora quel ricorso stucchevole agli “ stati generali “ i quali appena richiamati garantiscono il fallimento sicuro dell’oggetto che li richiama. E la scelta del Ferragosto come garanzia di pochi ma buoni, per sentirsi baciati dall’idea e non dal sole di spiaggia, questo è davvero patetico. Ma vogliamo renderci conto che Otto e Novecento sono morti per sempre? E ci saranno mai ” stati generali ” per un socialismo non accogliente o un liberalismo senza liberismo? Caro Nicola, se mi dici quando e dove ci saranno questi ” stati generali “, affitto un camper e pianto le tende fin dall’alba. Ma dibattere tra i puri dell’idea nell’aria condizionata del bolognese hotel Cosmopolitan a Ferragosto, credimi, sarete duecento Nencini.