Il “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini per conto di M5S e Lega contiene vari punti molto discutibili e anche propositi del tutto contrastanti con la Costituzione vigente. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per buona sorte custode della Carta e delle libertà dei cittadini, non mancherà di rilevarlo e di farlo rilevare.
Secondo il punto 5 del titolo I uno del “Contratto” (codice etico dei membri del Governo), “non possono entrare a far parte del governo soggetti (sic!) che appartengano alla massoneria”. E perché mai? Nessuna spiegazione. Ora va ricordato che “i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale” (Art.18 della Costituzione). La Massoneria non è in alcun modo in contrasto con le leggi vigenti. Essa venne vietata dal fascismo nel 1925 e dal suo “derivato”, la Repubblica sociale italiana, nel 1943. Venne anche vietata dalla Terza Internazionale di Lenin e tali condivisa da Togliatti e dal PCI. Non sono precedenti encomiabili. Essa è anche combattuta dal fondamentalismo islamico e, in certi paesi, da integralisti clericali, le cui opinioni sulla scomunica dei massoni, però, non hanno alcun valore agli effetti civili.
Ed è questo il punto: in Italia nessuna legge vieta a cittadini di aderire a logge massoniche italiane o straniere. Le associazioni private sono libere di decidere chi ammettere e chi rifiutare. Ma nessuna associazione ha diritto di limitare le libertà dei cittadini. Vietare l’accesso a cariche pubbliche sulla base delle proprie opinioni è un altro paio di maniche: è semplicemente anticostituzionale. Ed è anche profondamente illiberale. E’ inconcepibile che la proposta venga avanzata da due partiti presenti in Parlamento, nel silenzio supino dei propri membri. Il “Contratto” Di Maio-Salvini, così come è, comunque non rappresenta tanti elettori che nei collegi uninominali hanno votato candidati iscritti alla Lega ma non si riconoscono certo in un programma liberticida come quello enunciato dal “Contratto”.
Tutto può essere oggetto di trattative, tranne diritti di libertà civili non negoziabili, garantiti dall’articolo 2 della Carta Costituzionale.
Aldo A. Mola

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