Dalla crisi economica del 2008 all’immigrazione ed ora al coronavirus, gli eventi internazionali di questi primi anni 2000 hanno iniziato al principio a darci indicazioni ma adesso ad urlarci con violenza di costituire questa benedetta unione europea almeno per quel che riguarda le politiche fiscali, finanziarie e sanitarie. Consapevoli ormai da tempo che di fronte ai colossi economici come Stati Uniti e Cina solo una Europa unita può competere, ci viene spontaneo domandarci quando sarà l’occasione per cacciare (o almeno rendere inoffensivi) questi incompetenti, prepotenti e presuntuosi nostri politici.
E’ sufficiente ascoltare per pochi minuti qualche intervento al senato od alla camera per rendersi conto della inconsistenza e vacuità della stragrande maggioranza di coloro che abbiamo mandato a governarci. Un governo del Paese che sicuramente ha dei limiti oggettivi di competenze, esperienze e capacità (escluso pochissimi) ma certo è che sentirlo criticato con malvagità ed ottusità fa molta tristezza. La classe dirigente continua a non impostare alcun metodo per individuare le priorità in relazione al mutare degli eventi. Purtroppo devo registrare che tali critiche provengono anche da personaggi come il prof. Cacciari che è il primo a sapere che una critica si basa su un confronto con dei pari-grado e quindi, nel nostro caso, con altri governi. Invece il professore ha esposto, in una recente intervista, la sua idea personale in antitesi o contrasto con quella che non solo non è un’idea personale (le decisioni del Primo Ministro) ma una decisione mediata da un’infinità di input – che noi non conosciamo – provenienti da tutto il paese ed a loro volta rapportati ad una capacità di realizzazione.
In questo senso, nei confronti con gli altri paesi, tenuto anche conto del nostro ordinamento repubblicano, facciamo una gran figura: come equilibrio, come coerenza e come popolo (pur con tutte le eccezioni che vogliamo e che riconosco).
Andrea Moroni

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