È chiaro, ha posto temi veri, reali, come dire nel merito ha ragione, ma basta trangugiare un paio di bottiglie tavernello e sparare le allucinazioni derivate su qualsivoglia governo italiano per passare, al bancone del bar, per statisti, profeti, indovini e presunti geni.
Le lacune della nostra bella Italia post ’92 sono ovunque tu muova la lingua: giustizia, disoccupazione, sanità, corruzione, scuola, fisco, a continuare sino a superare le pagine di 3 Bibbie e 2 Mein Kamph.
Matteone, Don Matteo, testa ambidestra, nemmeno un neurone di sinistra, l’ho scritto tra il serio ed il faceto giorni e giorni fa, dopo lo “stai sereno” a Enrico, un calcio nel c….a San Matteo, sta coniando “un caro saluto” a Giuseppi, solo che stavolta non sa dove si andrà a parare, salvo l’obiettivo non sia un segreto superiore condiviso da lui e pochi Ignotocrati del mondo di un piano più su.
La degenerazione fa apparire Matteone più un antipatico Forrest Gump che lo statista per cui si vorrebbe fare passare.
Vero che come tale viene lautamente pagato.
Pare, riporto dal Corriere della sera, che abbia detto, dopo aver ben lubrificato il deretano di Bin Salman che non mi appare molto più democratico di Donald Trump, ” sono geloso del vostro costo lavoro”.
Per questa frase mi faccio promotore di una class action per una sua riqualificazione professionale salariata, ma non da noi come il suo stipendiolo da senatore, direttamente dal titolare di una delle tante imprese che non trova manodopera per questo tipo di lavorazione.
Un anno su un ponteggio, afa o gelo, ad imparare a fare l’intonacatore o gli regaliamo un paio di ginocchiere per fare il posatore o un caschetto aggiornato con piletta led per fare il minatore, il tutto a ben 1200 euro per 8 ore al giorno per 22 giorni al mese!!!
Alle prossime elezioni qualunque macchiavellata si inventi, si trasformi anche in Santa Maria Goretti, non prenderà mai più dell’1% dei voti.
Ha vinto la battaglia con Giuseppi, ma ha perso la guerra con se stesso, si è autosteso.
Un caro saluto anche a te don Matteo.
Fiorenzo Da Ros
È chiaro, ha posto temi veri, reali, come dire nel merito ha ragione, ma basta trangugiare un paio di bottiglie tavernello e sparare le allucinazioni derivate su qualsivoglia governo italiano per passare, al bancone del bar, per statisti, profeti, indovini e presunti geni.
Le lacune della nostra bella Italia post ’92 sono ovunque tu muova la lingua: giustizia, disoccupazione, sanità, corruzione, scuola, fisco, a continuare sino a superare le pagine di 3 Bibbie e 2 Mein Kamph.
Matteone, Don Matteo, testa ambidestra, nemmeno un neurone di sinistra, l’ho scritto tra il serio ed il faceto giorni e giorni fa, dopo lo “stai sereno” a Enrico, un calcio nel c….a San Matteo, sta coniando “un caro saluto” a Giuseppi, solo che stavolta non sa dove si andrà a parare, salvo l’obiettivo non sia un segreto superiore condiviso da lui e pochi Ignotocrati del mondo di un piano più su.
La degenerazione fa apparire Matteone più un antipatico Forrest Gump che lo statista per cui si vorrebbe fare passare.
Vero che come tale viene lautamente pagato.
Pare, riporto dal Corriere della sera, che abbia detto, dopo aver ben lubrificato il deretano di Bin Salman che non mi appare molto più democratico di Donald Trump, ” sono geloso del vostro costo lavoro”.
Per questa frase mi faccio promotore di una class action per una sua riqualificazione professionale salariata, ma non da noi come il suo stipendiòlo da senatore, direttamente dal titolare di una delle tante imprese che non trova manodopera per questo tipo di lavorazione.
Un anno su un ponteggio, afa o gelo, ad imparare a fare l’intonacatore o gli regaliamo un paio di ginocchiere per fare il posatore o un caschetto aggiornato con piletta led per fare il minatore, il tutto a ben 1200 euro per 8 ore al giorno per 22 giorni al mese!!!
Alle prossime elezioni qualunque macchiavellata si inventi, si trasformi anche in Santa Maria Goretti, non prenderà mai più dell’1% dei voti.
Ha vinto la battaglia con Giuseppi, ma ha perso la guerra con se stesso, si è autosteso.
Un caro saluto anche a te don Matteo.
Fiorenzo Da Ros

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