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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE OBAMA

di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 4 Ottobre 2010

Signor Presidente:

Come tutti gli emigrati seguo con attenzione online i fatti di casa mia, ovvero dell’Italia, il mio Paese di origine.

Questo un passaggio dell’intervento del Premier Berlusconi al Senato durante il dibattito per il voto di fiducia al governo italiano.

“Ho convinto io gli Stati Uniti a stanziare 700 miliardi di dollari per salvare le banche. Sono stato io a fermare il conflitto tra Russia e Georgia”.

Come Americano e suo elettore credevo che il lavoro da Lei svolto durante questi venti mesi per tentare di sanare una critica situazione finanziaria, economica e morale ereditata dal suo predecessore George Bush, fosse farina del suo sacco.
Ed invece, stando alle dichiarazioni del Sig. Berlusconi il merito del parziale riaggiustamento dell’economia americana non spetta a Lei, ma al flamboyant imprenditore-politico italiano che ‘carinamente’ ebbe a definire il Presidente degli Stati Uniti “un abbronzato”.

Il 2 novembre torniamo alle urne per le elezioni di medio termine. E mi creda non sara’ facile votare per Lei di nuovo, (ovvero per i candidati democratici) dopo che il Sig. Berlusconi ha messo in evidenza che il Presidente degli Stati Uniti e’ un poveraccio senza idee. Per fortuna che Silvio c’e’.

Il capo del governo italiano oltre ad avere sette vite politiche ha anche un forte e spiccato potere taumaturgico. Dove tocca risana, un Padre Pio Bis. Come ha dichiarato e’ riuscito a convincere l’amico in affari Putin a scongiurare il conflitto Russia-Georgia.

Da quanto precede ci permettiamo di rivolgerLe, Signor Presidente, un sommesso consiglio: chieda lumi ogni giorno al Sig. Berlusconi sui principali temi monetari, finanziari, economici, morali, internazionali, galattici. E si convinca che gli Italiani sono fortunati ad avere da venti anni un Personaggio di tale schiatta che calca le scene del palcoscenico nazionale ed internazionale.

E se c’e’ qualcuno che osa pensare male del suddetto sara’ punito con terribili strali mediatici, cosi’ come sta succedendo a quelli che nel suo partito si permettono di pensarla in maniera lievemente indipendente.

Quanto a chi scrive non viene certamente in mente la favola di Esopo, poi ripresa da Fedro e da La Fontaine sulla “Mosca cocchiera”.

Un carrozzone tirato da sei cavalli saliva su per una via erta, rotta,
sabbiosa. I viaggiatori erano scesi e facevano a piedi il tratto di strada
per alleggerire ai cavalli il peso e la fatica; tuttavia i cavalli
sudavano e soffiavano. Sopraggiunse una mosca.

“Per fortuna sono arrivata io! ” esclamò.

E cominciò a ronzare negli orecchi degli animali, a pungere ora questo ora
quello, or sul muso or sul dorso. Poi si sedette sul timone, poi si posò
sul naso del cocchiere, poi volò sul tetto della carrozza. Andava, veniva,
affannata, e brontolava e squillava:
“Bel modo di fare! Se non ci fossi io! Guarda! Il prete legge il
breviario. Quella donna canta. Quei due parlano dei loro affari. Il
cocchiere sonnecchia. A darmi pena sono io sola. Tocca a me far tutto.
Tutto cade sulle mie spalle. Ah che lavoro!”

Finalmente dalli e dalli, la carrozza giunse al termine della salita, dove
ricominciava la via piana. I viaggiatori ripresero il loro posto; il
cocchiere fece schioccare la frusta; i cavalli si rimisero al trotto. Sul
tetto del carrozzone la mosca trionfava.

“Li ho condotti, eh, fin quassù! Se non c’ero io!” – si lagnava.

“Nemmeno grazie mi dicono. Dopo tutto ciò che ho fatto.”

Mi creda con immutata ed accresciuta stima nonostante gli attacchi che subisce ogni giorno.

Oscar Bartoli
Washington DC

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE OBAMA

di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 17 Giugno 2009

Gentile Signor Presidente:
Sono bastati due storms per mettere fuori uso decine di migliaia di collegamenti telefonici, Internet e televisivi nella Capitale. E questo perché, forse Lei non lo sa, le imprese che distribuiscono l’ energia elettrica, il telefono e la televisione preferiscono far passare decine di cavi sopra le nostre teste, sospesi a pali di legno. Succede che quando il vento è robusto e la pioggia molto insistente gli alberi di Washington (che hanno radici orizzontali perché la falda acquifera è molto vicina alla superficie e perciò non devono scendere in profondità), insomma: questi alberi cadono facilmente trascinando con sé i pali e relativi cavi. Tenga presente che i trasformatori ad olio dell’energia elettrica sono montati in alto su pali. Nei mesi invernali il gelo si accumula sui rami. Ed anche in questo caso gli alberi cadono sui cavi e centinaia di migliaia di cittadini sono costretti a sopportare inauditi disagi per il freddo a causa della mancanza di energia elettrica con la quale riscaldare le case. E le cronache dei giornali ripubblicano sempre lo stesso articolo.
Caro Signor Presidente vorrei farLe presente che ogni villaggio in Italia ha i cavi installati in trincea. Questa è la foto del reticolo che si snoda nella mia strada in una delle zone più selezionate di Washington.
Lei potrà dire: si rivolga al suo sindaco. L’ho fatto altre volte e mi sono rivolto anche al cronista del Post che in genere tratta questi argomenti. La risposta (piuttosto variegata e in qualche caso risentita) è stata che pali e cavi sono un sistema per consentire di riparare in breve tempo i guasti. Tesi illogica perché i guasti non si verificherebbero se la distribuzione di telefono, televisione e Internet fosse assicurata propriamente in trincea.
Dato che Lei, Signor Presidente, abita ora nella Capitale penso che questa segnalazione potrebbe esserLe utile per valutare quanto, anche in questo settore, gli Stati Uniti siano rimasti indietro di decine di anni rispetto al resto d’Europa.
Mi rendo conto che Lei deve confrontarsi in questo momento con ben altri problemi. Ma, se qualcuno dei suoi collaboratori, avrà la sensibilità di prospettarLe questo problema, Lei sicuramente si renderà conto che forzare le aziende del settore ad ammodernare le proprie strutture distributive, può consentire di evitare a centinaia di migliaia di cittadini forti e ripetuti disagi, pericoli per la propria salute e nello stesso tempo offrire la possibilità di impiegare migliaia di risorse umane.
Grazie per quello che sta facendo.
Mi creda con viva stima

Oscar Bartoli

DIALOGO PLATONICO DOPO LE ELEZIONI EUROPEE

Fedone:
Maestro di sublime saggezza, dopo tanto errare per le terre del mondo sono qui di nuovo ai vostri piedi per suggere il distillato del vostro pensiero. Ci troviamo sul monte Olimpo a guardare alle cose della Terra ed in particolare a quanto e’ successo nella penisola fatta a stivale dove, come nel resto dell’Europa Unita, si sono tenute le elezioni. Leggendo la stampa mi sono imbattuto in un titolo terrificante ” Plebiscito mancato”. Che vuol dire?
Platone:
Amato discepolo. Si tratta del solito contorcimento della stampa comunista italiana che vuol negare al Cavaliere di avere ancora una volta scompaginato le orde mediatiche che nell’ultimo mese si sono accanite contro di lui.
Fedone:
Guardi, Maestro, che al Cavaliere e’ stato chiesto di rispondere a domande pertinenti sulle sue frequentazioni di minorenni, feste e baccanali nella villa sarda, utilizzo degli aerei di stato per scarrozzare nani e ballerine, come del resto faceva il suo tutore Craxi. E poi ci metta la richiesta di divorzio della moglie e la preghiera a chi gli sta vicino di avere cura della sua salute, perche’ non dimentichiamolo, Silvio nazionale e’ stato operato di tumore alla prostata e, stando alle informazioni che mi hanno dato i palafrenieri di Arcore, gli hanno messo un pacemaker due anni fa a Cleveland.
Platone:
Vedo che continui a farti portavoce delle accuse che la suburra di sinistra rivolge al Benefattore Massimo. Ma la realta’ smentisce queste feroci aggressioni: le elezioni hanno visto un calo rispetto alle politiche del 2%. Ma il Partito della Liberta’ si conferma come la forza politica di destra piu’ importante in Europa.
Fedone:
Io non sono portavoce di alcuno, Luminosa Mente dell’Empireo. Vedo che Voi continuate a difendere l’indifendibile. I comportamenti personali, le tonnellate di bugie e di mancate risposte, sono un affronto all’opinione pubblica. Perche’ la vita di un uomo pubblico, non e’ privata ma di pubblico dominio.
Platone:
Esprimo il mio dissenso assoluto. Le vicende sessuali di un uomo politico non devono intaccare la validita’ delle sue scelte compiute in nome ed a favore della collettivita’ che lo ha eletto a quella alta carica.
Fedone:
Negli Stati Uniti ed in altri paesi occidentali le licenze sessuali di un politico, se scoperte, rappresentano la fine della sua carriera. Veda quello che e’ successo al senatore John Edwards, quel democratico che ha tradito la moglie ammalata terminale di cancro. Una volta che il National Enquirer, un tabloid, ha scoperto la tresca, il senatore, che doveva essere il candidato naturale di Obama alla vicepresidenza degli Usa, e’ sparito dalla circolazione.
Platone:
L’America non fa testo in Italia. Comunque il risultato delle elezioni non sara’ stato un plebiscito per il Berlusca, il quale da buon venditore alza sempre il livello delle sue affermazioni. Ma e’ comunque la conferma che gli italiani lo amano e lo seguono in massa.
Fedone:
Generoso Maestro: anche questa volta sono quelli che definisco ‘magari-fossi-lui’ e ‘magari-fossi-lei’, il popolo beota dei guardoni, di quelli che sospirano vedendo e seguendo la soap opera e confidano che LUI prevalga alla fine sui malevoli, sulla donna che lo accusa solo per interessi economici. Milioni e milioni di italiani allevati oppure nati e cresciuti con le sue televisioni, quelli che odiano gli intrusi dalla pelle scura e dagli occhi a mandorla. Insomma: plebiscito mancato sta a significare che si e’ aperta una crepa per il Cavaliere che potrebbe diventare un crepaccio.
Platone:
Si tratta solo di assurdita’, discepolo amato piu’ volte nella carne e nello spirito. Il Cavaliere si rechera’ a Washington nei prossimi giorni e l’abbronzato della Casa Bianca fara’ bene ad ascoltare i suggerimenti che il Gagliardo Italico gli dispensera’ gratuitamente per un pronto ristabilimento dell’economia mondiale, la soluzione dei grandi conflitti culturali, la diffusione di milioni di generatori elettrici a pedali per ridurre la dipendenza petrolifera. E adesso basta perche’ mi sono rotto e voglio vedere Porta a Porta.

Oscar Bartoli

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