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Lettera aperta ai ragazzi del Manzoni su Israele

Cari ragazzi,

due riflessioni preliminari: non credo che la Kurva Antifa vi rappresenti. Secondo me siete meglio di così. Seconda cosa, da liberale credo che il diritto di parola sia sacro. Questo mi mette in un universo a parte rispetto alla Kurva, che vorrebbe impormi la Schwa, ma poi piange quando Valditara li vuole in galera per aver esultato di fronte alla strage di Israeliani per mano di Hamas. Io credo che i sessi siano due, i generi non esistano nella realtà e che essere deficienti non sia reato. Tutto ciò premesso, penso anche che più di qualcuno (dei pochi a cui la notizia è arrivata e degli ancora meno a cui è interessata) abbia pensato: se la sono cercata.

di Luca Rampazzo | 10 Ottobre 2023
“Se è vero che alcuni collettivi scolastici hanno inneggiato ad Hamas alla morte dei ragazzi israeliani, vanno perseguiti dalla legge. Farò partire immediatamente nostre ispezioni nelle scuole coinvolte, chiedendo alla Procura di promuovere un’azione penale per odio razziale, 09 ottobre 2023. L’azione di Hamas è infame, queste persone devono essere perseguite dalla Procura della Repubblica e spero finiscano in prigione, sono di mentalità nazista, personaggi che devono essere isolati e condannati senza se e senza ma”. Così, apprende l’ANSA, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ora alla scuola ebraica di Milano dove porta solidarietà. NPK Instagram / Giovani Palestinesi +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++

Cari ragazzi,

due riflessioni preliminari: non credo che la Kurva Antifa vi rappresenti. Secondo me siete meglio di così. Seconda cosa, da liberale credo che il diritto di parola sia sacro. Questo mi mette in un universo a parte rispetto alla Kurva, che vorrebbe impormi la Schwa, ma poi piange quando Valditara li vuole in galera per aver esultato di fronte alla strage di Israeliani per mano di Hamas. Io credo che i sessi siano due, i generi non esistano nella realtà e che essere deficienti non sia reato. Tutto ciò premesso, penso anche che più di qualcuno (dei pochi a cui la notizia è arrivata e degli ancora meno a cui è interessata) abbia pensato: se la sono cercata.

Ecco, consentitemi una prima riflessione: alcune vittime sono più vittime di altre nella nostra società. Non farò esempi, ma ci siamo capiti. La famiglia di Sderot a cui uno Shabbat mattina, senza elettricità, senza lavoro, con le prime preghiere sulle labbra che muore per mano di un terrorista palestinese non è così vittima per la Kurva. Loro se la sono sicuramente cercata. D’altronde questi sedicenti Antifa, lo avrete notato anche voi, sono specializzati nel dividere il mondo in caste. Gli eletti del loro mondo hanno ragione in quanto esistono. I dannati hanno torto qualsiasi cosa dicano e facciano. Pure vivere è un torto a qualcuno. E sabato, secondo loro, sono stati solo raddrizzati dei torti. Scrivere queste cose è difficile, fa venire voglia che la stupidità fosse per davvero reato.

Ma restiamo saldi nella nostra idea di libertà. Io però ho una domanda per voi. Se i coloni sono cattivi e oppressori, che colpa aveva Ortel, che era nel deserto di Re’im a ballare in un rave party? Di lei non sappiamo nulla, ma aveva probabilmente 20 anni. Era poco più vecchia di molti di voi. Probabilmente ha manifestato contro il Governo Israeliano e votato una coalizione di partiti di sinistra e arabi. Lei, come molti di voi, probabilmente crede nell’ecologismo, nella svolta verde, nei 51 generi e nella gestazione per altri. Stava partecipando a un rave con dj da tutto il mondo. Perché Ortel, probabilmente, non crede nei confini.

Ortel ha visto i razzi calare dall’alto. Ha sentito le raffiche di mitragliatrici. E altri 260 come lei sono morti. Morti per la sola colpa di essere ebrei (e no, non erano tutti ebrei), Israeliani (e no, non erano tutti Israeliani). Di trovarsi in mezzo al deserto, divertendosi. Danzando. Potevate essere voi quelli che Ortel ha visto morire. Ognuno di voi. Per Hamas non fa alcuna differenza cosa pensate, che pronomi avete, che genere sentite di avere. Per Hamas voi, proprio voi, siete bersagli. E non pensate, per un solo istante, che se uccidervi potesse portare loro qualche beneficio non vi ammazzerebbero senza battere ciglio.

Ora, vi chiedo: è davvero più bello quando succede a Tel Aviv? Siete davvero felici che Ortel, sporca di sabbia e sangue, abbia visto le sue amiche venire squarciate dai missili di Hamas o trapassate da decine di proiettili di Hamas? E fosse successo a voi, avreste chiesto di non vendicarvi? Avreste sostenuto la pace e il dialogo? Siate onesti, per una volta.

Io spero che avrete, quindi, il coraggio di dire assieme a me, senza coercizione o minacce di processi penali, alla Kurva che non sanno cosa sia la democrazia, che non sanno cosa sia la nobiltà d’animo e che sono, ancora e oggi come sempre, dei poveri comunisti.

Con osservanza.

Luca Rampazzo 

Ispettori nelle scuole dove si è inneggiato ad Hamas (Ansa)

Ispezioni nei licei Setti Carraro e Manzoni di Milano e denunce alla Procura della Repubblica per odio razziale: li ha annunciati il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che, in visita allo storico liceo Parini di Milano, ha appreso che gli studenti del liceo Setti Carraro e della Kurva Manzoni Antifa – gruppo che sostiene la squadra di calcetto del Liceo Manzoni – pubblicando una foto di palestinesi esultanti dopo l’attacco a Israele, hanno scritto in una storia su Instagram: “Quant’è bello quando brucia Tel Aviv”.

“L’azione di Hamas è infame, queste persone devono essere perseguite dalla Procura della Repubblica e spero finiscano in prigione, sono di mentalità nazista, personaggi che devono essere isolati e condannati senza se e senza ma”, è sbottato il ministro Valditara, mentre in tarda mattinata si trovava a far visita alla Scuola della comunità ebraica di via Sally Mayer a Milano per portare solidarietà. In realtà in serata, dai primi accertamenti della polizia, l’episodio risulterebbe riconducibile a un solo studente “politicizzato” del liceo Manzoni – non ancora identificato – e non a un Collettivo, la storia che inneggia all’attacco di Hamas. Ma il ministro Valditara ha subito disposto l’invio di ispettori nelle scuole dove vi sarebbe stata la esaltazione delle stragi commesse da Hamas. E a seguito della loro attività di verifica lo stesso Valditara ha dato mandato alla direttrice dell’ufficio scolastico regionale di predisporre una dettagliata relazione alla questura per i seguiti di competenza. Il Manzoni è uno degli storici licei classici milanesi, si trova in centro città ed è stato frequentato alla fine degli anni ’80 anche dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

 Due associazioni giovanili milanesi, a quanto si apprende, avrebbero appoggiato sui social gli attacchi, arrivando ad esultare per i massacri di civili. “Non è plausibile che alcuni sindacati o partiti li difendano”, ha aggiunto Valditara, riferendosi ai Collettivi milanesi e alle presunte frasi che avrebbero pronunciato.
    Alla visita alla scuola ebraica di Milano era presente anche il segreterio generale Alfonso Sassun. Il ministro è stato accolto da tutto il personale della scuola, dal vicepresidente della comunità Ilan Boni, dal consigliere e vicepresidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) Milo Hasbani e dal rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib. Durante la visita del ministro si è collegato telefonicamente il presidente della comunità Walker Meghnagi.

(Ansa)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, caste, democrazia, giovani, governo, lavoro, lettera aperta, milano, mondo, notizia, personaggi, persone, polizia, repubblica, scuola, sindacati, studenti

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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