Altro che il becerume di Roma. La nuova sinistra è qui! No, meglio, il partito della Nazione è qui! Il partito della Nazione? No, no, meglio il paese che soffre e lotta è qui!?? Va beh, comunque la storia passa di qui!
Non potevo mancare. Dopo quattro edizioni bucare proprio quella della vittoria mi pareva brutto, quasi un tradimento. E allora, non senza fatica, via verso la Leopolda. Parcheggio l’auto lontano in previsione di eventuali difficoltà logistiche per la grande affluenza. A piedi mi avvio verso l’antica stazione e incrocio gruppi di giovani che sciamano in varie direzioni. Noto il trionfo dei tacchi 12, 14, 16, scarpe colorate, maculate, leopardate . Impazzano i tailleur, gonna o pantaloni, interi o spezzati. Giovani uomini in vestiti interi blu o grigi. Mi ricordavo jeans e scarpe da ginnastica, look diversi. Ci sarà qualche convention negli alberghi della zona penso. Accelero il passo, entro nello spazio antistante alla mitica stazione. L’età media si deve essere alzata. Sette, otto enormi display campeggiano sulla facciata. Passano immagini delle sale interne, foto, frasi memorabili. Guardo il logo dell’edizione 2014 e mi viene di controllare se ho rimesso la Master Card nel portafoglio. Controllo. C’è per fortuna! “Andare al governo non ha prezzo, per il resto c’è Master Card”. Chissà perché mi vengono in mente queste frasi idiote. Mi fermo a leggere i display e ho un sussulto d’orgoglio. C’è l’elogio di chi cade e si rialza, di quelli che non si estraniano dalla lotta, di chi marcia e non si lascia marcire. Frasi di gente di successo: Walt Disney, Steve jobs, Pietro Mennea, Frank Zappa e Jon Bon Jovi. Un Pantheon di tutto rispetto. Entro e vado al desk per l’accreditamento. Per la prima volta non mi chiedono il contributo. Meglio! Accedo alla sala e inizio a girellare ascoltando gli interventi. Bello come sempre il palco. Il format è quello di sempre: interventi di cinque minuti e rotazione continua degli oratori (forse oratòri, boh). Me ne rimangono impressi nella mente due. La giovanissima neoconsigliera comunale e il navigato capitano d’industria alla guida di un colosso del made in Italy. La prima c’informa che il paese è bloccato e il governo deve fare le riforme per non lasciar partire i giovani. Una cosa importante, magari non del tutto nuova ma è bene che il governo (in sala) senta questa verità. Bertelli ci racconta che è nato nel 1946 e a sedici anni ha fondato un’azienda. Che era irrequieto ed entusiasta. Poi ha sposato Miuccia Prada e ha costruito un grande gruppo industriale. Mi pareva di averla già sentita questa storia e ora ne ho la conferma. Mi scuoto quando Bertelli afferma, con grande lucidità, che in Italia c’è troppa burocrazia e che occorre snellirla. Il governo (in sala) ne avrà presa nota. Bello “il cinque” tra mister Prada e Matteo, segno di affetto e senso di squadra. Il clou della Leopolda comunque sono i tavoli di lavoro tematici e la straordinaria interazione con gli speaker sul palco. Roba da far impallidire il ricordo delle radiocronache domenicali sul calcio di tanto tempo fa. “Al tavolo x si parla di Papa Francesco. Bene Marianna al tavolo y sulla pubblica amministrazione. Gennaro se la vede con i giovani sulla teoria delle scie chimiche”. Poi, puntuale come i ritardi di Trenitalia, la battuta: “Al tavolo z vogliono quattro pizze e quattro birre”. Ilarità generale che stempera la fatica delle profonde riflessioni. Un format fresco, al passo con i tempi. Testimonial efficaci, linguaggi moderni, tempi televisivi. Altro che il becerume di Roma. La nuova sinistra è qui! No, meglio, il partito della Nazione è qui! Il partito della Nazione? No, no, meglio il paese che soffre e lotta è qui!?? Va beh, comunque la storia passa di qui! Esco e mentre cerco l’auto, mi torna in mente un episodio dei primi anni Novanta. Torno a casa e la mia compagna dell’epoca mi accoglie entusiasta: “Abbiamo vinto una settimana di vacanza in Spagna. Sabato dobbiamo andare all’hotel w a ritirare il premio”. Penso che sia una bufala ma è sconsigliabile frenare l’entusiasmo, fare il gufo. Il sabato, all’hotel w, una folla gioiosa e gaudente. Ci introducono in una grande sala e siamo assegnati a uno dei cento tavoli presenti. Cinque coppie per tavolo. In fondo alla sala un palco con una scalmanata che ci da continuamente indicazioni, musica di sottofondo, grande display con immagini di spiagge fantastiche. Andrea (mi pare) conduce i lavori al tavolo. Si complimenta con tutti noi per la vincita, sottolinea quanto siamo fortunati e prevede che ci divertiremo da pazzi. Comincia a farci vedere cataloghi di appartamenti e introduce la parola “magica”: multiproprietà. L’investimento del e per il futuro. La vacanza assicurata per sempre grazie ad una modica cifra che ci permetterà anche di ritirare il premio. La musica di sottofondo aumenta gradatamente. La scalmanata sul palco grida: “ Un applauso ad Alessandra e Claudio (mi pare) del tavolo dieci che si sono assicurati un sogno! Una bottiglia di champagne al tavolo trentotto. Hanno bisogno di scaldarsi.” Alessandra e Claudio raggiungono il palco e ringraziano per l’applauso. Apro la portiera dell’auto e infilo la chiave. Sono invecchiato e mi tornano in mente strani ricordi. Dobbiamo pensare il futuro. Grande la Leopolda 2014!

Caro Vincenzo, purtroppo l’analogia con i venditori di pentole (e multiproprietà) è quanto mai azzeccata.