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L’emotività dei consumatori cinesi

Lo scorso anno erano oltre 240 milioni i cinesi appartenenti alla cosiddetta forza lavoro flessibile, con una crescita esponenziale delle figure professionali emergenti. Non solo accompagnatori per gli animali domestici, anziani e medici online: la richiesta di ruoli, come i “game booster/companion”, persone ingaggiate come coach o per giocare insieme ai clienti a videogame multiplayer, quali Game for Peace e Honor of Kings, è aumentata addirittura di quasi il 280%.

di China Files | 13 Settembre 2026

 di Alessandra Colarizi*

Lo scorso anno erano oltre 240 milioni i cinesi appartenenti alla cosiddetta forza lavoro flessibile, con una crescita esponenziale delle figure professionali emergenti. Non solo accompagnatori per gli animali domestici, anziani e medici online: la richiesta di ruoli, come i “game booster/companion”, persone ingaggiate come coach o per giocare insieme ai clienti a videogame multiplayer, quali Game for Peace e Honor of Kings, è aumentata addirittura di quasi il 280%. Se per qualcuno è un modo per sbarcare il lunario o (quantomeno arrotondare) per qualcun altro – chi cerca il servizio – è un modo per dedicare il proprio tempo a qualcosa di più appagante, e sfuggire alle pressioni sociali o lavorative. Insomma pagare qualcuno per fare quello che non si ha voglia di fare oppure per ottenere supporto emotivo. 

Cao, 28 anni di Pechino, aveva bisogno di accedere ad alcuni libri a pagamento su WeChat, ma non voleva pagare il prezzo intero per un abbonamento mensile. Così ha trovato un rivenditore che prometteva di garantire la consultazione dei testi per 9,9 yuan (1,44 dollari), cinque yuan in meno del prezzo ufficiale. Ma per attivare il servizio era necessario superare prima una prova: leggere in trenta giorni il Zizhi Tongjian, una delle opere storiche più importanti e monumentali della tradizione cinese. Non avendo voglia né tempo, la ragazza ha deciso di cercare qualcuno disposto a farlo al proprio posto. Così si è rivolta all’app Xianyu 闲鱼 (“pesce ozioso”).

Lanciata da Alibaba nel 2012, la piattaforma era stata originariamente concepita per la rivendita peer-to-peer occasionale di prodotti di seconda mano: vecchi libri di testo, elettrodomestici da cucina usurati, vestiti in saldo. Ma con il tempo è diventata molto di più. Con oltre 600 milioni di utenti, ora funziona come una bacheca di lavoro informale. Gli annunci includono assistenza per la stesura del curriculum, noleggio di dispositivi per il gaming, prenotazioni di palestre e servizi di cura degli animali domestici. Alcuni user si offrono di disdire piani telefonici, facendo risparmiare ai committenti lunghe discussioni con il personale delle società di telecomunicazioni. Altri forniscono persino compagnia a chi si sente solo o ha bisogno di sostegno psicologico.

Il design aperto di Xianyu contribuisce a rendere tutto ciò possibile: facilita gli scambi diretti e incoraggia gli utenti a monetizzare non solo i beni, ma anche tempo e competenze. Secondo uno studio di Sinolink Securities, condotto nel 2019 con il coinvolgimento di 76.728 giovani rispondenti nati tra il 1995 e il 2005, le nuove generazioni sono abituate a trascorrere la loro vita online: utilizzando normalmente le app per le esigenze quotidiane, come ordinare cibo, fare acquisti e pagare i trasporti, per loro diventa naturale rivolgersi a internet anche per risolvere scocciature e cercare compagnia. 

Ma il fenomeno Xianyu è il prodotto di dinamiche sociali più ampie. In parte risponde all’incremento della disoccupazione giovanile, dal 2023 ormai fissa sopra il 16%. Con il tracollo dell’immobiliare e la stretta normativa sul settore finanziario, trovare un buon posto nei comparti tradizionali è sempre più difficile. Aumenta invece l’interesse per gli incarichi occasionali e tutto quanto orbita attorno alla gig economy.

Lo scorso anno erano oltre 240 milioni i cinesi appartenenti alla cosiddetta forza lavoro flessibile, con una crescita esponenziale delle figure professionali emergenti. Non solo accompagnatori per gli animali domestici, anziani e medici online: la richiesta di ruoli, come i “game booster/companion”, persone ingaggiate come coach o per giocare insieme ai clienti a videogame multiplayer, quali Game for Peace e Honor of Kings, è aumentata addirittura di quasi il 280%. 

Come spiega a Sixth Tone, Mao Yufei, ricercatore del  China Institute for Employment Research, “molti giovani non sono pienamente soddisfatti del loro lavoro principale, quindi cercano attività laterali, spesso solo per fare qualcosa che apprezzano davvero”.  Secondo il Rapporto di indagine sulla mentalità sociale dei giovani utenti di Internet cinesi (《中国青年网民社会心态调查报告(2024)》), realizzato dalla Fudan University di Shanghai, nel 2024 9,454 milioni di giovani hanno offerto attività secondarie su Xianyu, di cui il 40,8% risultava nato dopo il 2000. Il guadagno medio per utente si è attestato a 3.660,5 yuan (529,66 dollari).

Ma non è solo questione di soldi. Se per qualcuno l’app è uno strumento per sbarcare il lunario o (quantomeno arrotondare) per qualcun altro – chi cerca il servizio – è un modo per dedicare il proprio tempo a qualcosa di più appagante, e sfuggire alle pressioni sociali o lavorative. Insomma pagare qualcuno per fare quello che non si ha voglia di fare oppure per ottenere supporto emotivo. 

Meno disposte ad assecondare le richieste famigliari, le nuove generazioni sono più inclini a coccolarsi cedendo a piccole forme di gratificazione personale. È un trend che il web cinese lo scorso anno ha cristallizzato nel meme “ai ni laoji ” — “ti amo, mio ​​caro io” —, contrapposto al “chi ku jiaoyu “, ovvero l’”educazione attraverso le difficoltà” impartita da genitori e nonni.

Cercare un “amico in affitto” o un sostituto per sbrigare il superfluo è il sintomo di una maggiore indipendenza finanziaria, ma anche di un crescente isolamento emotivo. Soprattutto per chi vive nelle grandi metropoli, magari lontano dal luogo di origine. Quando mancano reti sociali solide ed è difficile costruire relazioni autentiche in contesti ipercompetitivi, l’offerta di un aiuto esterno o di compagnia prezzolata soddisfa il bisogno di intimità senza le complicazioni emozionali di una relazione reale. 

Dalla “generazione solitaria”, quella nata sotto la politica del figlio unico, alla “sindrome del nido vuoto”, fenomeno che vede il 60% degli over 60 vivere senza l’appoggio della famiglia. Una fetta consistente della popolazione cinese necessita compagnia. Numeri destinati a crescere di pari passo con la diminuzione dei matrimoni, interrotta solo nel 2025 dopo un calo consecutivo di quasi dieci anni. Tanto che, secondo il ministero degli Affari civili e l’ufficio nazionale di Statistica, nel 2022 i single erano già 240 milioni e un quarto delle famiglie cinesi risultava monocomponente.

Il giro d’affari va ben oltre Xianyu. Da WeChat a piattaforme più specifiche come Mitangpeiliao, Uki, e Lieyou: diventa sempre più esteso l’ecosistema della “peiban jingji” 陪伴经济, l’”economia della compagnia”. Quella in cui il rapporto di vendita-acquisto riguarda beni o servizi in grado di dare assistenza emotiva o arricchire l’esperienza sociale del consumatore con l’obiettivo di ottenere conforto psicologico. Questo tipo di scambio, che ha la “compagnia” come valore fondamentale, riflette un profondo cambiamento nella domanda dal livello materiale a quello spirituale. E, stando a Sinolink Securities, è un mercato che lo scorso anno ha raggiunto un valore di circa 50 miliardi di yuan (oltre 7,2 miliardi di dollari). Uno studente universitario ha guadagnato quasi 20.000 yuan in un mese fornendo 28 servizi diversi a 150 yuan l’ora.

Sebbene il concetto di “economia della compagnia” si sovrapponga a quello dell’economia tradizionale, la prima trascende la mera funzionalità enfatizzando l’interazione personale nel processo di fruizione del servizio. E a volte, anche se indotta da una retribuzione, funziona meglio della compagnia “spontanea” di amici e parenti.  È  il fascino dello sconosciuto: puoi fare quello che vuoi senza dover scendere a compromessi. 

Non è una prerogativa solo cinese. Man mano che la società entra in una fase di sviluppo più avanzata le persone  aspirano a una vita migliore e alla felicità. Come spiega sul Zhongguo Qingnian Bao 中国青年报 (China Youth Daily) Chen Guang, ricercatore associato presso l’Accademia delle scienze sociali dello Shaanxi, la fiorente “economia della compagnia” rivela chiaramente l’evoluzione delle industrie dei servizi di lifestyle verso una maggiore qualità e diversificazione dell’offerta. “Secondo la piramide di Maslow, una volta soddisfatte le esigenze materiali di base, i bisogni di appartenenza, amore e stima diventano sempre più intensi. Le persone moderne non solo cercano la comodità, ma desiderano anche essere ascoltate, comprese, perseguendo un riconoscimento sociale e l’affermazione del proprio valore”.

Il rapido sviluppo dell’”economia della compagnia” riflette quindi i cambiamenti nella domanda, ma pone anche nuovi requisiti dal lato dell’offerta, imprimendo nuovo slancio alla trasformazione dei settori correlati. In primo luogo, ha stimolato l’emergere di nuovi modelli e formati di business”. Segmenti tradizionali come la ristorazione, il turismo, il fitness e l’assistenza agli anziani, passano dalla fornitura di servizi standardizzati all’offerta di esperienze coinvolgenti e interattive. Chen la definisce come l’integrazione tra innovazione tecnologica e assistenza umana: strumenti, quali l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose e la realtà virtuale, vengono ampiamente utilizzati per sviluppare prodotti di compagnia più interattivi e simili all’uomo come robot e dispositivi intelligenti per animali domestici.

La buona notizia, per il governo di Pechino, è che nonostante il mercato del lavoro stagnante, i giovani spendono. In modo diverso ma spendono: blind box, concerti, cura del copro e molto altro. Secondo uno studio sulle abitudini di consumo della della Generazione Z ripreso dal People’s Daily, il 56,3% dei rispondenti si è detto disposto ad aprire il portafoglio per prodotti che portano felicità e conforto emotivo, mentre il 46,8% dichiara di considerare gli acquisti un rimedio a stress e ansia. “Il consumo esperienziale è diventato uno sfogo fondamentale per alleviare la pressione, esprimere se stessi e trovare la felicità, regalando momenti di calma e appagamento in mezzo a vite frenetiche”, spiega il quotidiano del Partito.Per quanto ancora marginale, la companion economy potrebbe quindi favorire la ripresa del mercato interno, su cui la leadership cinese punta per sostenere la crescita nazionale.

 La notizia cattiva è non solo che il fenomeno riporta i riflettori sul diffuso pessimismo delle nuove generazioni, con il rischio che la ricerca di conforto virtuale induca a un ulteriore ripiegamento dalla vita sociale reale; insomma, all’”involuzione” (neijuan) per usare un termine ormai popolare. Il successo dei nuovi servizi presenta anche varie insidie. D’altronde Xianyu deve la sua popolarità alla natura peer-to-peer della piattaforma: con chat dirette senza moderazione esterna, ha permesso agli utenti di pubblicare annunci ambigui sotto categorie generiche come “servizi su richiesta” o “consulenza”, inserendosi in una zona grigia ancora scarsamente regolamentata. 

Stando a un sondaggio del 2021 condotto dal China Youth Daily Social Survey Center su 1.535 giovani,  il 56,3% degli intervistati ha dichiarato di essersi imbattuto in situazioni in cui la personalità nei servizi di compagnia non corrispondeva a quella reale. Tra le problematiche più ricorrenti figurano la pubblicazione di contenuti pornografici, video espliciti e la vendita a minori.

“È essenziale stabilire e migliorare tempestivamente gli standard di settore, le specifiche dei servizi e i sistemi di certificazione delle qualifiche professionali, chiarire i confini di diritti e responsabilità, garantire la qualità del servizio e tutelare i consumatori, in particolare prevenendo potenziali rischi per la sicurezza e questioni etiche”, spiega Chen. Soprattutto “il pubblico dovrebbe essere guidato a riconoscere che la ‘companion economy’ è un’integrazione utile all’interazione sociale nel mondo reale, non un suo sostituto”.

Alessandra Colarizi

*China Files

Pubblicato in : Dossier

Info China Files

China Files è un collettivo di giornalisti, sinologi ed esperti di comunicazione specializzati in affari asiatici. Una redazione nata nel 2008 a Pechino come agenzia di stampa e comunicazione focalizzata sulla Cina che si è in seguito ampliata fino a coprire l’intera area asiatica, svolgendo funzioni di think tank e di mediazione tra le principali realtà del paese, divenendo un’Associazione di Promozione Sociale impegnata nell’approfondire e migliorare la conoscenza dei paesi asiatici in Italia e in Europa attraverso attività istituzionali, editoriali, formative, analitiche e consultive per enti, aziende, scuole e organizzazioni civiche.

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