La Lega cresce. Alle ultime politiche il risultato è stato più che buono, 8,3 per cento. Ora i sondaggi danno il partito di Bossi in ulteriore avanzata, 11 per cento a livello nazionale per quanto riguarda le intenzioni di voto. Questo significa che nel Nord del Paese la Lega sta diventando il primo partito sul territorio. Le elezioni di Trento sono state da questo punto di vista un campanello di allarme ma i vertici di Forza Italia hanno cercato, come fanno sempre di fronte al voto amministrativo, di ridimensionare il dato attribuendo allo stesso una esclusiva valenza locale. Non siamo di questo avviso. La Lega è ormai saldamente il primo partito nel Veneto e si gioca la partita con gli alleati anche in Lombardia. Come se non bastasse sta crescendo anche in zone difficili, come quelle dell’Italia centrale. L’ultimo sondaggio della Swg dice che la Lega è in crescita anche in Toscana, Umbria e Marche dove raddoppia i voti arrivando a sfiorare il 4%. Le cause sono molteplici. C’è da sottolineare innanzi tutto che i ministri leghisti al governo, Maroni e Zaia, si stanno comportando molto bene. C’è poi, ancora più importante, un doppio dato politico. La Lega ha dato spazio ad una nuova classe dirigente con persone giovani e preparate. Forza Italia invece sta perdendo colpi e soprattutto non sta sfruttando l’occasione offerta dalla nascita del Pdl. E’ il solito vizio di tenere in piedi un partito completamente verticistico. Iscritti e simpatizzanti non contano assolutamente nulla. Tutto viene deciso, quando va bene, nel chiuso di quattro stanze. Fino ad oggi il carisma di Berlusconi, almeno nel voto politico, ha fatto la differenza ma ora le cose stanno cambiando. La nascita del Pdl poteva essere l’occasione per invertire la tendenza. Invece tutto procede come prima. Nessuna partecipazione di popolo. Una sorta di fusione fredda, con qualche mal di pancia in AN che vede il processo come una semplice annessione a Forza Italia. Bossi, da vecchio animale politico, ha fiutato l’aria e ha sottolineato che al posto di Berlusconi avrebbe tenuto i due partiti divisi perché in politica uno più uno non sempre fa due. “I voti che il PDL perderà – ha poi chiosato il leader leghista – li prenderà comunque la Lega”. Secondo noi ha ragione. Sarà proprio quello che succederà, soprattutto quando il voto non è molto politicizzato.
Raimondo Magnini
LEGA OLTRE IL 10 PER CENTO DEI CONSENSI. I SONDAGGI FANNO VOLARE IL PARTITO DI BOSSI CHE SI APPRESTA A SFRUTTARE GLI ERRORI DI FORZA ITALIA
di Raimondo Magnini

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