Oggigiorno, è diventata una consuetudine argomentare di problemi e necessità dell’economia italiana; le manovre economiche poco chiare, gli interventi governativi e le disamine legate all’interpretazione dei decreti anche per i semplici spostamenti, hanno gettato gli interlocutori, quindi la cittadinanza italiana, in uno stato confusionale che non indica apparentemente vie d’uscita o soluzioni.
La mia generazione, quella del famoso precariato alla ricerca del posto fisso, da più di cinquanta giorni ha preso consapevolezza che tutto ciò che è stato pensato per progredire è stato distrutto e dobbiamo cominciare a costruire un Paese ex novo, ove i problemi permangono ma al contempo vi sono soluzioni ed opportunità.
Ed è proprio nella costruzione che dobbiamo concentrare le nostre forze, le nostre energie, i nostri pensieri rivendendo l’economia liberale in fatto di pensiero e azione ed ho pensato che coloro che sono un po’ più grandi di noi anagraficamente, che attraverso le loro esperienze di vita vissuta in tutti i contesti ed in tutti gli ambiti, possono offrire pensieri, riflessioni e consigli utili al fine di ricostruire non solo il Paese, ma di indirizzare le nostre coscienze e le nostre idee verso un percorso del bene nei riguardi della collettività nel mondo del libero mercato.
Qual è, allora, il mercato che muove realmente l’economia del Paese?
Il mercato immobiliare.
Chi ha esperienza nel settore, naturalmente, è l’agente immobiliare, figura professionale e poliedrica giacché si interfaccia con tutte le categorie sociali ed economiche che muovono il Paese: impiegati a tempo indeterminato, persone con partita IVA (autonomi), piccole, medie e grandi imprese ed anche le industrie.
In questo periodo, una associazione del ramo immobiliare, ovvero la Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (FIMAA) che è legata a doppio filo con la Confcommercio, sta ponendo quesiti di sostanziale qualità, con annesse soluzioni, per tutelare gli acquirenti di immobili ad uso privato o commerciale, i locatori ed i locatari non solo di immobili privati ma soprattutto di immobili di destinazione commerciale.
Ho avuto l’opportunità di poter sentire due storici membri della FIMAA che hanno fatto la storia del mondo immobiliare in due corrispettive Regione: Sicilia e Toscana.
Per la Sicilia, ho chiesto al dott. Antonino Nicolosi, già Presidente FIMAA Catania, già componente Regionale per la Sicilia ed è stato Presidente Regionale e Nazionale della medesima associazione, che ha espresso il seguente pensiero:
il mercato immobiliare si divide in tre segmenti particolari:
Il primo segmento, riguarda il mercato della piccola/media abitazione che può mostrare una sofferenza che è sottoposta ai potenziali acquirenti che sono attualmente cassa integrati o a rischio perdita impiego, e le banche non darebbero facilmente opportunità di poter accedere ad un mutuo; sempre su questo segmento, questa condizione ha creato comunque una condizione psicologica di una ricerca dell’immobile che abbia degli spazi esterni da abbellire con del verde pur stando in centro storico o addirittura si decide di acquistare un immobile con giardino o spazio verde fuori città perché in questo periodo si è rimasti segregati in casa.
Il secondo segmento è legato alla non speculazione sul mercato immobiliare; in Regione come la Sicilia e la Toscana, il mattone o comunque l’acquisto della casa è uno dei beni primari di chi ha una certezza economica.
Il terzo segmento è legato invece agli immobili che hanno una destinazione commerciale, dove l’incertezza in fatto di consumi e di erogazione dei servizi, alla luce del periodo storico che stiamo vivendo, genera insicurezza nella presa del locale commerciale e quindi della capacità di spesa dell’individuo (locatario) che chiede al proprietario del locale commerciale (locatore) una revisione della spesa o una spesa che sia accessibile.
Superati questi tre segmenti, si volge lo sguardo al mondo dell’impresa e delle aziende agricole in fatto di produzione di olio, vino e primizie che sono pietre miliari dell’economia siciliana, le quali si sono sempre adattate alle nuove tecniche e modalità di produzione previste dalle normative europee e nazionali, garantendo così continuità non solo alla produzione ma anche all’economia del consumo.
La Regione siciliana, inoltre, gode in ogni provincia o area metropolitana, di borghi montanari, collinari e marittimi che hanno vocazione turistica anche in fatto di mercato immobiliare; molti stranieri acquistano gli immobili nella Regione siciliana per via delle bellezze naturalistiche, storiche ed artistiche che vanno dal messinese fino a ragusano passando da Catania e Siracusa, per proseguire verso l’ennese, l’agrigentino il trapanese per concludersi nel palermitano, senza dimenticare le isole che attorniano la stessa isola.
Non sappiamo, dichiara il dott. Nicolosi, con esattezza come andrà a livello speculativo il mercato immobiliare, ma per ciò che concerne la sua esperienza come agente immobiliare, ci insegna che un agente immobiliare conduce con solerzia il cliente (acquirente o venditore) a temporeggiare, a cogliere l’occasione o a effettuare la vendita o l’acquisto con i metodi ed i modi che solo un agente immobiliare è capace di vedere.
Di parere simile se non uguale, lo troviamo anche in Carlo Barbagli che è Presidente FIMAA Arezzo e Presidente Regionale FIMAA Toscana, il quale fornisce una linea di pensiero legata più alla nuova visione che gli italiani stanno avendo sulla casa, elemento essenziale che non può più essere definita un dormitorio o un luogo di passaggio giornaliero, ma deve essere un luogo dove si deve star bene e con i confort su misura.
Difatti, anche per il Barbagli il mercato immobiliare riprenderà, lentamente certo, ma con un’altra visione ed un altro modo di vedere la casa; giardino, spazi verdi, balconi e magari dei terrazzini per godersi i momenti a fine giornata o per conviviali, riconsiderare la propria abitazione come culla o nido dove star bene.
Carlo Barbagli, nel realismo del periodo, vede comunque una “prateria” di opportunità commisurate al ramo immobiliare; nel 2019 si era registrata una buona ripresa delle compravendite, delle locazioni e sui tassi d’interesse favorevoli per i mutuatari ed il 2020 sta subendo un arresto temporaneo ma nel giro di qualche mese si riprenderà la compravendita; l’Italia, come il Giappone, ha una cultura del risparmio del denaro ed il mercato immobiliare per gli italiani è fondamentale al punto che questo conta un giro d’affari del 22% del PIL nazionale.
La Toscana come la Sicilia, gode anch’essa di realtà economiche provenienti dal mondo agricolo come vino ed olio, ed anche quello manifatturiero nella moda e nell’artigianato; raccoglie un turismo con numeri esorbitanti ed ogni provincia toscana gode di magnificenze che lasciano senza fiato tanto che anche questi luoghi sono assediati dal turismo che acquista l’immobile in terra toscana.
Adesso, in questa fase di semi riapertura e semi libertà, dobbiamo cominciare ad osservare con più attenzione e sensibilità i nostri obiettivi giornalieri per evitare di incorrere a periodi bui come quello che stiamo vivendo con uno sguardo al passato, uno al presente ed un altro votato al futuro.
Antonella Leonardi

Questo articolo sempre concepito e scritto nel 1950, un vero esempio di Italia incistata in se stessa e nei propri miti morti e sepolti.