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L’eccessivo giovanilismo si paga. Si auspicano concordia e comprensione fra generazioni.

Dice il proverbio africano, Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada.

di Carla Ceretelli | 12 Marzo 2017

Va bene rottamare ma qualche pezzo ancora buono e funzionante conviene tenerlo.

Spesso un vecchio arnese  o un ingranaggio cigolante e un po’ ossidato, se lubrificato con olio nuovo e di ultima generazione può risolvere un guasto raro o improvviso.

Viva  connubio  e consonanza fra generazioni, per quanto è possibile,  ciascuna delle quali può dare il meglio di sè, prendendosi per mano e procedendo insieme.  Basta solo non avere paura e non sentirsi menomati o prevaricati, reciprocamente. E se ci sono punti di vista diversi sviscerare e risolvere.

Il limite di un leader ambizioso è quello di non  avvalersi di eccellenze di cui potersi fidare. Il meglio del meglio del paese. E più sono datate e meno gli fanno ombra. Non di coetanei che spesso hanno soltanto la brillantezza della gioventù   danno poco sostegno e di scarsa sostanza. Quando non sorge l’invidia e la gelosia.

Ma il leader deve guardare il Paese a 360 ° dunque un colpo al cerchio e uno alla botte e forse ha pensato troppo alla moglie ubriaca e alla botte piena

Stessa situazione per  altri e soprattutto per i penta, altrettanto poco eccellenti se non addirittura incompetenti e ignoranti. Ma il popolo segue da sempre il pifferaio magico e più colorito e agghindato da pagliaccio è e più fa colpo.

Ma ecco procedere di gran carriera il baldanzoso  gigino nostro che dà il benservito al conte pregandolo, anzi intimandogli di spegnere la luce e chiudere la porta. Possibilmente senza sbattere.  Attacca il governo dopo l’intervento del premier sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, definendolo Camomilla offerta a un malato terminale. Ripreso dalla Presidente di turno  che lo richiama all’ordine acciocchè rientri sulla retta via e non vada fuori dal  tema dato che  non è un dibattito sulla fiducia,   lui dà in escandescenze.

Ora il delirio di onnipotenza impera e i tronfio penta con le sue giacchettine e le sue cravattine da prima comunione supera il ridicolo. A  Firenze si dice è vestito da omino. Forse anche altrove.

A me il Conte non è così  simpatico,  fa parte del trio sbiadito    insieme al Matta  e all’Orlando   soporoso.

Ma è persona per bene e soprattutto ha un ruolo degno del massimo rispetto. Vero è  che tutti ci divertiamo a ironizzare, ma qui non siamo in Parlamento. E di ufficiale non c’è nulla.

 

“Lei è l’ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri dell’era dei partiti. E come al tramonto di ogni era, l’ultimo in carica gestisce il suo mandato assistendo inerme alle conseguenze drammatiche delle politiche di chi l’ha preceduto, mentre i cortigiani arraffano tutto quello che possono e scappano. Il suo Governo è il più debole, il più silenzioso e per questo anche il più ipocrita. ”

Ipse dixit. E con loro il nuovo Rinascimento.

“Confesso il mio imbarazzo, credevo di partecipare a un dibattito politico e invece mi trovo in un dibattito di Porta a Porta”   esordisce lo sconsolato Cicchito. Questo è il parlamento oggi, bellezza.

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: concordia, consiglio dei ministri, governo, parlamento, presidente del consiglio, punti di vista, sostegno

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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