Va bene rottamare ma qualche pezzo ancora buono e funzionante conviene tenerlo.
Spesso un vecchio arnese o un ingranaggio cigolante e un po’ ossidato, se lubrificato con olio nuovo e di ultima generazione può risolvere un guasto raro o improvviso.
Viva connubio e consonanza fra generazioni, per quanto è possibile, ciascuna delle quali può dare il meglio di sè, prendendosi per mano e procedendo insieme. Basta solo non avere paura e non sentirsi menomati o prevaricati, reciprocamente. E se ci sono punti di vista diversi sviscerare e risolvere.
Il limite di un leader ambizioso è quello di non avvalersi di eccellenze di cui potersi fidare. Il meglio del meglio del paese. E più sono datate e meno gli fanno ombra. Non di coetanei che spesso hanno soltanto la brillantezza della gioventù danno poco sostegno e di scarsa sostanza. Quando non sorge l’invidia e la gelosia.
Ma il leader deve guardare il Paese a 360 ° dunque un colpo al cerchio e uno alla botte e forse ha pensato troppo alla moglie ubriaca e alla botte piena
Stessa situazione per altri e soprattutto per i penta, altrettanto poco eccellenti se non addirittura incompetenti e ignoranti. Ma il popolo segue da sempre il pifferaio magico e più colorito e agghindato da pagliaccio è e più fa colpo.
Ma ecco procedere di gran carriera il baldanzoso gigino nostro che dà il benservito al conte pregandolo, anzi intimandogli di spegnere la luce e chiudere la porta. Possibilmente senza sbattere. Attacca il governo dopo l’intervento del premier sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, definendolo Camomilla offerta a un malato terminale. Ripreso dalla Presidente di turno che lo richiama all’ordine acciocchè rientri sulla retta via e non vada fuori dal tema dato che non è un dibattito sulla fiducia, lui dà in escandescenze.
Ora il delirio di onnipotenza impera e i tronfio penta con le sue giacchettine e le sue cravattine da prima comunione supera il ridicolo. A Firenze si dice è vestito da omino. Forse anche altrove.
A me il Conte non è così simpatico, fa parte del trio sbiadito insieme al Matta e all’Orlando soporoso.
Ma è persona per bene e soprattutto ha un ruolo degno del massimo rispetto. Vero è che tutti ci divertiamo a ironizzare, ma qui non siamo in Parlamento. E di ufficiale non c’è nulla.
“Lei è l’ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri dell’era dei partiti. E come al tramonto di ogni era, l’ultimo in carica gestisce il suo mandato assistendo inerme alle conseguenze drammatiche delle politiche di chi l’ha preceduto, mentre i cortigiani arraffano tutto quello che possono e scappano. Il suo Governo è il più debole, il più silenzioso e per questo anche il più ipocrita. ”
Ipse dixit. E con loro il nuovo Rinascimento.
“Confesso il mio imbarazzo, credevo di partecipare a un dibattito politico e invece mi trovo in un dibattito di Porta a Porta” esordisce lo sconsolato Cicchito. Questo è il parlamento oggi, bellezza.
Carla Ceretelli

Lascia un commento