No, dico, invece di pensare a detassare e sburocratizzare, cose per altro promesse in campagna… si occupa di referendum costituzionale e legge elettorale intorcigliati l’uno all’altra.
Che ne sarà di noi?
Spigolando qua e là vedendo quanto i piranha rossi, sinistra pd per gli amici, aspettano la caduta del Signore, mi verrebbe voglia di sostenere questo Governo. perchè fare il Premier e il segretario di partito non è facile. Sono due rotaie parallele.. Non si può fare. Magari su un unico binario si schianteranno due convogli in frontale. E uno dei due perirà. Sarà bene che si affretti a scegliere il conducente, successore di uno dei due. C’è già qualcuno che sta riscaldando i motori, insomma accendendo la luce con l’energia elettrica della riscossa.
Questo referendum è nato male e procede peggio. Parlo a mio nome e a nome del cittadino medio. Che è quello che poi deve votare, e uno vale uno come ci ha ricordato fino alla nausea il buon Beppe. La legge elettorale non è compresa ma è come se lo fosse. Ponendo due cose insieme. Intersecandole, anche se non c’entrano nulla, l’una con l’altra. Il quesito è libero, ma dopo la Costituzione rivista e corretta, se passasse il Si naturalmente, non ci sarebbero contrappesi sufficienti e si squilibrerebbe il sistema democratico. Secondo una delle due scuole di pensiero.
C’è chi dice si, c’è chi lo nega assolutamente.
Ma ecco avanzare il vecchio Kuperlo, di quelli che a volte ritornano, stranamente addolcito avendo lasciato a casa l’aspetto arcignino e seccato di una volta. Costui ci rende contezza del fatto che Renzi fa bene così. Se parla di Legge elettorale.
Ma insomma quello che i cittadini vorrebbero, al di là delle varie pantomime partitiche e politiche, è che la questione fosse trattata con serietà e dovizia di particolari semplificati e non a mo’ di consigli per gli acquisti, come dice un caro amico feisbukkiano, nonchè uno degli autorei più pungenti del Giornale, Franco Luceri. E, per citare un noto costituzionalista che difende le ragioni del NO, Ugo De Siervo, fra i tanti, “Io non sono un catastrofista però certo il governo con la legge elettorale nuova, con l’abolizione della fiducia da parte del Senato, con alcune leggi nuove che può fare su una corsia preferenziale (le leggi che devono essere votate entro 70 giorni) certamente assume, forse anche opportunamente, un forte ruolo istituzionale; il punto più debole di tutto in generale è un altro: questa riforma è una riforma fatta da poco più della maggioranza assoluta dicendo: poi andiamo al popolo per avere il consenso; questo meccanismo è molto pericoloso.”
Ma quando gli si chiede se non si sente a disagio a votare con Casa Pound, con Grillo, con Salvini, risponde che “tanti cittadini che vogliono essere informati sul contenuto di questa riforma, vogliamo confrontarci con il valore della Costituzione; poi strumentalmente ci saranno i partiti di destra, di sinistra, di centro che aderiranno, non aderiranno, faranno gli sgambetti, quella è un’altra dimensione, legittima ma noi parliamo di Costituzione“.
Ora, si rimane con i dubbi di prima.. perchè ad alcuni cittadini non dispiacerebbe avere un Premier più forte, con maggiore autonomia decisionale reale. Quelli che non temono una eventuale deriva fascistoide. È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora, come sosteneva il buon vecchio Winston. Ma quando è ciancicata così, come un cencio da stirare, e si trascina quasi come un malato terminale, sperimentare magari una rinnovata modalità di governare, non sarebbe male. Dove in medio stat virtus. No alla tirannide perbacco, no al bieco assolutismo, no alla terribile dittatura. Ma temo che in Italia ci portiamo dietro il terrore ormai atavico del ventennio, che ha avuto ahinoi una evoluzione negativa. Ma ormai è passato un secolo. Siamo in un occidente democratico conclamato e forse una piccola viratina a destra, nel senso di ordo ab chao non sarebbe così male. Giusto per riequilibrare una deriva sinistra.
Uh che ho detto!
Ma da quando credo che la saggezza abbia preso campo nella mia anima e nella mente matura, per non dir peggio, difendo e auspico la terza via. Laica. Siamo stufi noi cittadini comuni di sentire le zuffe che ci propinano da destra e da manca e anche dalle interiora. Davvero basta.
Ma è solo una mia modesta opinione.
Carla Ceretelli

Come la matematica anche il diritto tende, dico tende, a non essere un’opinione. Nella riforma non c’è deriva fascistoide ma solo analfabetismo linguistico e giuridico. Leggasi l’art.70, è scritto sotto la spinta di un rovello politico piegato dentro una terminologia incerta, che finalmente motiverà le alte prebende dei componenti la Corte Costituzionale, chiamati a lavorare anche in seduta notturna tanti saranno i ricorsi e i rinvii.