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Le quattro giornate

Erano solo alcuni delle migliaia di napoletani che decisero, prima città in tutta Europa, di combattere apertamente i tedeschi e cacciarli solo con le loro forze ed i loro morti.
Gennarino Capuozzo, detto Cazzillo, era un apprendista commesso napoletano di appena 11 anni che, il 27 settembre del 1943, seguì la reazione delle grandi donne napoletane che si opposero alla cattura dei loro uomini e che in un folle gesto di reazione liberarono i propri uomini dai camion nazisti che li avrebbero portati via. Gennarino fu uno dei più giovani insorti e partecipò ai combattimenti contro i nazisti. Come raccontato anche dal film “Le quattro giornate di Napoli”, “Gennarino” sarebbe morto a causa dell’esplosione di una granata nemica, nella battaglia di via Santa Teresa degli Scalzi, mentre lanciava bombe a mano contro i carri armati tedeschi dal terrazzino dell’istituto delle Maestre Pie Filippini. Per questo suo atto di coraggio gli fu attribuita la medaglia d’oro al valor militare.

di Raffaele Romano | 30 Settembre 2023

Era il 1962 ed io tredicenne scesi per strada allo schiamazzo che veniva su fino in casa. Quando scesi sotto al portone di via Gaetano Argento, dove vivevo, vidi un uomo molto alto che comandava e dirigeva molte persone vestite da straccioni e da militari. Era Nanni Loy che stava girando gli esterni del suo film “Le quattro giornate di Napoli”. Non conoscevo nulla di quanto fosse accaduto circa 20 anni prima nella mia città: Napoli.
Cerasuolo Maddalena, Amalia Liguoro, Cazzillo Gennarino Capuozzo, Oliva Giuseppe, Tenente Lembo, Tarsia Antonino, cap. Vincenzo Stimolo chi erano costoro? E qui ci vuole una frase ed un concetto a me caro e che richiamo e ricordo molto volentieri: “Se un Paese non conosce la propria Storia non può capire il presente né può pensare di costruire il proprio futuro!”.
Erano solo alcuni delle migliaia di napoletani che decisero, prima città in tutta Europa, di combattere apertamente i tedeschi e cacciarli solo con le loro forze ed i loro morti.
Gennarino Capuozzo, detto Cazzillo, era un apprendista commesso napoletano di appena 11 anni che, il 27 settembre del 1943, seguì la reazione delle grandi donne napoletane che si opposero alla cattura dei loro uomini e che in un folle gesto di reazione liberarono i propri uomini dai camion nazisti che li avrebbero portati via. Gennarino fu uno dei più giovani insorti e partecipò ai combattimenti contro i nazisti.

Gennarino lancia la bomba contro i carrarmati tedeschi (fonte Wikimedia Commons)

Come raccontato anche dal film “Le quattro giornate di Napoli”, “Gennarino” sarebbe morto a causa dell’esplosione di una granata nemica, nella battaglia di via Santa Teresa degli Scalzi, mentre lanciava bombe a mano contro i carri armati tedeschi dal terrazzino dell’istituto delle Maestre Pie Filippini. Per questo suo atto di coraggio gli fu attribuita la medaglia d’oro al valor militare.
Cerasuolo Maddalena col nome di battaglia di “Maria Esposito”, sigla “C22”, operò dal 23 ottobre 1943 all’8 febbraio 1944, con lo Special Operations Executive (SOE), servizi segreti britannici, partecipando, dopo un periodo di addestramento alle missioni “Hillside II” e “Kelvin”. Ma la sua operazione più importante fu lo scontro armato contro i guastatori tedeschi in difesa del Ponte della Sanità con i partigiani dei rioni Materdei e Stella guidati dal padre Carlo Cerasuolo, dal sottotenente Dino Del Prete e dall’ufficiale dei Vigili del fuoco Vinicio Giacomelli. Contribuendo, in maniera significativa, a conservare l’integrità della più importante via di accesso alla città, nonché dell’acquedotto per l’intera città.
Vincenzo Stimolo, chiamato il capitano, ma in realtà fu un semplice militare, oltre che partigiano ed agente segreto italiano che guidò gi insorti al Vomero.
Amalia Liguoro, Oliva Giuseppe, Tenente Lembo, Tarsia Antonino insieme ad altre centinaia si immolarono dimostrando che, oltre all’improvvisazione delle donne per liberare i loro uomini, c’erano rapporti stretti con apparati di intelligence anglo americani dimostrando così che a Napoli era iniziata la vera resistenza.

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, battaglia, europa, futuro, giovani, missioni, napoli, nazisti, persone, sanità

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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