Il federalismo fallito
Un coro polifonico per una traumatica riforma del federalismo. Prima che sia troppo tardi..

D’altra parte, le Regioni hanno raddoppiato il loro costo fra il 1990 e il 2010, quasi esclusivamente con l’indebitamento finanziario, senza migliorare di un briciolo la vita dei cittadini. Anzi. Basti vedere il servizio sanitario: da quando è diventato regionale, è cresciuto il costo e decresciuta la resa. Inoltre, il loro antico vizio di origine per cui furono create – come svelò Cossiga, costituzionalizzare il Pci e assegnargli qualche poltrona – si ripercuote anche nel presente: fra giunte e consigli regionali prospera la politica amicale, corrotta e un po’ stracciona. Costo totale: 1 miliardo l’anno. Insomma, un indecoroso fallimento dell’essere e dell’apparire.
Da queste pagine abbiamo sempre invocato una vera riorganizzazione dei vari livelli di governo affinché, oltre alla riduzione degli sprechi, delle ruberie e dell’incompetenze, si possano abbattere i sempre crescenti casi di contenzioso fra centro e periferia che bloccano il Paese, e per incamminarsi sulla strada della sburocratizzazione e dello snellimento amministrativo. Abbiamo da sempre chiesto l’eliminazione delle Provincie, che tutti vogliono a parole, ma che nessuno riesce ad attuare nella pratica. Abbiamo da tempo suggerito l’accorpamento dei Comuni sotto i 5000 abitanti, che rappresentano solo 17% della popolazione pur essendo il 70% del totale di 8.100 soggetti, ma adesso, pur senza esultare, ci accontenteremmo dell’unione di quelli sotto i 1000, come approvato alla Camera nel disegno di legge costituzionale. Certo, ci sarebbe anche da cancellare tutta una serie di enti di secondo e terzo grado di dubbia utilità e di certo corporativismo.
L’abolizione delle Regioni, che viene sostenuta oggi da un coro polifonico e trasversale che passa da Caldoro agli editorialisti del Corriere della Sera, dai costituzionalisti alla Società geografica italiana, ci sembrava comprensibile, ma fin troppo drastica. Se siamo stati scavalcati è perché più ci si attarda a curare la ferita più la cancrena avanza. Ai tempi proponevamo un intervento duro ma limitato. Ad oggi pare sia necessario tagliare una gamba. Occhio che domani tocca al cuore. (twitter @ecisnetto)

Le Regioni sono assolutamente da abolire, si sono rivelate solo un doppione del governo centrale e magiasoldi a non fininire, sprechi a volonta, centri di potere polico-discrezionale. Sono da abolire come le Province.