
La fine della prima repubblica, che, coincise con la distruzione, prevalentemente, della Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano fece illudere gli Italiani di dover intraprendere un nuovo percorso politico senza personaggi prepotenti, arivisti e antidemocratici.
Finita la guerra fredda e abbattuto il muro di Berlino, s’ipotizzava di vivere, anche in Italia, un clima diverso tra destra, centro e sinistra, senza “OLIGARCHIA” dei politici annidati nei diversi partiti. Niente più lotte tribali per la conquista del potere e dei privilegi che ne sarebbero derivati conseguentemente.
E la seconda repubblica nasce male per la debolezza culturale ed etica dei nuovi rappresentanti politici e per la grande convinzione e avidità di facile arricchimento e di privilegi incalcolabili.
Tutti i partiti della seconda repubblica hanno affossato La Costituzione, ignorando articoli essenziali e offendendo la dignità dei cittadini per essere stati spogliati della loro sovranità popolare prevista dalla costituzionale.
Per non incorrere negli errori della prima e della seconda repubblica, le nuove liste elettorali devono essere formate di persone che sappiano comprendere le esigenze e le necessità dei cittadini deboli, che siano coscienti delle riforme urgenti da eseguire perché servono all’intera popolazione, che non intendano Montecitorio e il Senato come miniere d’oro da sfruttare. I nuovi parlamentari devono essere consapevoli dell’elevato numero degli onorevoli e soprattutto dell’inutilità di tenere due camere a svolgere le stesse funzioni, appesantendo l’iter parlamentare di una legge. Devono essere consapevoli di usufruire del giusto rimborso spese senza spendere un euro e farsene rimborsare 4,5.
A Fini, a Casini, a Bersani e a tutti quelli che non accettano la tesi di ridurre i rimborsi elettorali, va ricordato che nel 1993 fu votato a larghissima maggioranza il referendum che prevedeva l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti.
Lo Stato è arrivato a spendere 503 milioni di euro per le politiche del 2008 senza spiegare, al popolo tartassato, perché al PDL sono stati liquidati 206 milioni di euro a fronte dei 68, spesi e al PD che spende 18 milioni e ne incassa 180.
Lo stesso rapporto spese contributi è stato applicato a tutti gli altri partiti.
I Parlamentari devono vergognarsi per aver portato da lire 1600 del 1993 a 5 euro attuali l’aliquota, che moltiplicata sempre per il numero degli abitanti della Repubblica determina la somma per il rimborso delle spese elettorali.
Tanta insensibilità della classe politica non è più tollerabile. L’elenco spaventoso dei suicidi, dei fallimenti, delle rapine, dei giovani disoccupati arrestati perché spacciavano droga per ricavare del denaro per vivere, le città piene di donne mature e giovani pronte a cedersi per esigenze di vita non interessa ai nostri parlamentari che non arrossiscono per gli scandali a ripetizione scoppiati nei partiti che fanno scempio dei soldi dei cittadini.
La prima punizione per tali accertati delitti deve essere l’immediata cancellazione della carica elettiva. Un simile provvedimento svuoterebbe il Parlamento, tanto da essere sciolto e andare a nuove elezioni.
Andrebbe a casa anche il Governo dei tecnici che sta maledettamente determinando l’aumento di chi si uccide per porre fine alle proprie sofferenze.
Il ricorso al governo tecnico non ha prodotto i risultati sperati. Il Capo dello Stato, da buon padre di famiglia e per la stima di cui godeva, avrebbe dovuto imporre ai due grossi partiti, PDL e PD, di provvedere insieme a risolvere i problemi del Paese, calmierando i sacrifici dei cittadini in base ai dettami costituzionali.
Il buon Napolitano avrebbe ugualmente aiutato il PD a riprendere i buoni rapporti con i cittadini dopo aver assunto responsabilità di governo del popolo italiano.
Nominando il Governo tecnico si è annullata la figura istituzionale dei partiti, si è colpita l’essenza della democrazia e si è appesantita la spesa pubblica gravando di tasse i cittadini a tutto danno dei giovani disoccupati e con un futuro oscuro e pericoloso.
Oggi bisognerebbe guardare con fiducia chi sta tentando di creare una nuova, onesta, responsabile forza politica in grado di formare un governo che sappia affrontare e risolvere la crisi del Paese. E’ Firenze, oggi, la grande speranza.

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