La dichiarazione di Berlusconi di non correre per il premierato alle prossime votazioni ha suscitato tanta euforia in tutta la sinistra, nell’area di centro, nella destra e in parte della Lega.
I giornali hanno fatto titoloni sulla decisione di Berlusconi. La stessa notizia riempie i talk show.
Nessuno ha inteso parlare di mossa intelligentissima di Berlusconi, che con una battuta fa fuori tutti amici e nemici.
Bersani, quindi, farebbe bene a rimettere in cantina le bottiglie che dovevano essere stappate tra amici al realizzarsi del suo grande sogno di primo ministro nel 2013.
A intuire il gioco politico del momento è stato VELTRONI circa un mese fa quando annunciò che non si sarebbe presentato in liste alle elezioni del 2013.
Veltroni è stato l’unico, nel marasma della sinistra, a capire come bisognava ammorbidire Berlusconi, ma la cecità della congregazione malpensante del PD lo fece fuori dalla zona verde del partito.
Bersani è in una fase di ubriacatura politica e non si controlla quando fa delle affermazioni che lo squalificano sempre più. Il difficile momento politico consiglierebbe il massimo silenzio, Bersani a tutta voce boccia l’idea di un Monti bis. Così facendo, precipita ulteriormente verso il barato della sconfitta alle primarie perché dimostra, anche ai suoi fedeli sostenitori, che il suo vero scopo è il premierato e non salvare l’Italia dalla crisi economica.
Nella sinistra, allo stato delle cose, a vincere le primarie dovrebbe essere il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi. La guerra dichiarata da D’Alema a Renzi ha fatto scendere di molto le azioni di affidabilità politica di D’Alema sempre sornione e scaltro come una volpe.
Il sogno di poter finire la sua longeva esistenza politica occupando la più alta carica della Repubblica è svanito e, per tale ragione, non riesce più a controllare le parole, i gesti, le provocazioni, che sono, poi, dei bumerang.
Piaccia o no a Bersani, a D’Alema e agli altri che la pensano come i due, il nome di Mario Monti diventa, per volere dell’Ue, il più gettonato per il premierato del futuro Governo.
L’Ue, i Poteri forti, la Chiesa, le Banche, l’America, il nostro amato Presidente della Repubblica e persino Casini sostengono apertamente Monti a capo anche del futuro Governo. La nomina a senatore a vita e a Capo del Governo Tecnico è stata un passo propedeutico per il governo del 2013.
Chi non aveva capito nulla è stato Bersani che si era illuso di aver fatto un passo in avanti, per le sue aspirazioni, sostenendo Monti e il Governo dei Tecnici. Berlusconi, che non avrebbe potuto più reggere ai tanti nemici che gli marciavano contro, si dimise con tutti gli onori degli avversari politici.
Dopo la decisione di Berlusconi il PD potrebbe tirare i remi in barca e smetterla di dividere irreparabilmente quello che è rimasto del partito dopo la flagellazione inferta dai Magistrati alla sinistra nel suo insieme e a Bersani mettendo sotto torchio la sua segretaria.
A rimescolare, in un baleno le carte politiche, e rimettere in gioco Berlusconi è stata ancora la Magistratura. Il 26.10.2012 il Tribunale di Milano ha condannando, in primo grado, Berlusconi a quattro anni di carcere e a cinque d’interdizione dai pubblici uffici.
La reazione di Berlusconi è stata immediata. Egli ha definito la sentenza, una vera condanna politica e per ciò è necessaria riprendere la lotta per riformare la giustizia malata e la Costituzione.
La lotta più urgente che gli italiani devono avvertire come assolutamente necessaria è liberare l’Italia dalla supremazia della Germania che sta facendo dell’Italia una sua colonia dopo che ha imposto il governo tecnico guidato da un uomo di fiducia della Cancelliere Merkel, il prof. Mario Monti che affronta la crisi economica rubando ai poveri per dare ai ricchi, alias poteri forti.
L’uomo più indicato oggi per combattere e vincere tali battaglie secondo una larga opinione popolare è Berlusconi.

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