La situazione politica determina l’andamento della guerra e secondo come sarà composta la nuova Rada Suprema, si potrà capire meglio come l’Ucraina porterà avanti la sua politica internazionale.
In Ucraina quaranta milioni di persone sono state chiamate alle urne per il rinnovo della Rada Suprema, l’equivalente del nostro parlamento. Le elezioni hanno la medesima incertezza dello sguardo del soldato ucraino, che in questo preludio all’invero difende la sua terra dai russi di Putin e dai banditi, Questi, sono finanziati con i soldi degli oligarchi senza scrupoli e dallo stesso Putin che dell’Ucraina vorrebbe farne ancora un pezzo dell’impero. Sono elezioni democratiche. Libere; cosa che non accade in Russia. Sono il punto di partenza, l’opportunità concreta di rinascita ad un anno dalla gloriosa rivolta di Kiev in Maidan contro il satrapo ed inetto Yanukovich. Il popolo, allora, scese in piazza. Uomini, donne, ragazzi di tutte le età attraversarono per giorni e notti, tutto l’inverno, contro le scelte antieuropee del presidente e del primo ministro Nicolaj Azarov. Oggi esiste l’incertezza che nei momenti importanti della vita s’incontra, quando si deve cambiare. Tra pochi giorni l’Ucraina avrà un nuovo motore, ma l’incognita resta e la tensione è alta. Da una parte l’esercito combatte, scava trincee, occupa punti strategici per la difesa di Donesk e Luhansk, dove ancora si muore nei combattimenti. Dall’altra, i cittadini dovranno scegliere tra i partiti, gli uomini nuovi, che li rappresenteranno in questo difficilissimo momento. Sono tutti, eccetto il partito regionalista Silnaja (Ucraina forte) di Tigipko ed Opposizia Blok di Boiko, per la difesa e l’indipendenza. I più accreditati sono: Blok Poroshenko, Batkivcina (Patria) della Timoshenko, Svoboda (Libertà) del leader Tyagniboc, Partija O. Lasko e Grascdanska Posizia del leader Grizenko. La situazione politica determina l’andamento della guerra e secondo come sarà composta la nuova Rada Suprema, si potrà capire meglio come l’Ucraina porterà avanti la sua politica internazionale. L’autodeterminazione dei popoli è un principio fondamentale e con queste elezioni il Paese legittima le sue scelte. Ecco perché l’incertezza elettorale per i candidati in concorrenza crea una certa tensione. Dalla miscela del nuovo parlamento, capiremo quanto sarà forte l’azione e la volontà di chiudere il conflitto. Posto che sia, il rafforzamento dell’esercito nei suoi organi strategici, direttivi ed operativi, valutando soprattutto quanto Putin foraggi con armi e soldi i banditi e i delinquenti del terzo esercito che combatte la legalità e la sovranità del parlamento ucraino. Storicamente Donbass, la regione che ha per capoluogo Doniesk, e da più di venti anni il crocevia di droga, contrabbando ed armi, dove bande rivali si combattono per il nuovo dominio territoriale. Quella era la zona di Yanukovich, che a suo tempo, era riuscito vincitore dalla lotta tra le faide. Ora la situazione è molto complessa e pare una partita a scacchi giocata su una scacchiera a tre. La scacchiera esiste e si chiama appunto, scacchiera polacca (ndr). In questo incastro, Putin cerca la via della riconquista che per adesso non può accelerare. Il motivo è semplice: il gas. E’ buffa la cosa, ma non può spingere sul gas, perché non ha altri compratori che gli europei. Nel complesso l’Ucraina anche se privata della Crimea, e con la spina nel fianco della guerra, sta crescendo in senso democratico.
Un primo passo legislativo è stato raggiunto. La “ Lustracija “ o revisione, cancellazione delle impurità (Devoto Oli ), impone ai funzionari governativi e a tutte quelle figure dello Stato, accertamenti dei loro comportamenti e dei redditi. La corruzione, in un paese finanziariamente povero, dove la ricchezza non è ben ridistribuita, è più alta che altrove. Questo problema ha imposto l’epurazione di tanti funzionari corrotti che hanno vissuto con Yanukovich, ma che già da molto tempo aveva messo radici. L’epurazione, che per i soliti nostalgici del comunismo sovietico, appare un’azione fascista va ricordato che è stata necessaria. Soprattutto non è fascista. Basta ricordare quello che accadde in Italia, quando nel dopo guerra, gli italiani, e tra loro gli amici di Stalin, imposero l’epurazione di quasi tutti i funzionari del regime. Il bisogno di trovare uomini leali ed onesti al sistema repubblicano è una necessità. Le epurazioni avvengono ogni qualvolta, nell’ambito politico, s’impone un regime sull’altro. Con la differenza che in democrazia la libertà d’opinione è garantita e difesa. La piaga della corruzione è l’elemento d’incertezza maggiore, non solo in questa giovane democrazia, che cerca di sollevarsi dai grandi drammi che il suo popolo quotidianamente vive. L’Ucraina cerca di costruire un nuovo Stato che guarda verso l’Europa come un punto di riferimento e di crescita. Ha la necessità di coordinare i suoi movimenti e il comportamento in tal senso. Le libere elezioni daranno un impulso, ma di quanto ancora è precoce valutarlo; dipende da loro e speriamo solo dal popolo sovrano.

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