Se ne accorgono ora di quanto sia stata squallida quella che proprio loro avevano pomposamente battezzato “seconda repubblica”?

“Renzi, Cuperlo e Civati sono diversi fra loro…. ma soprattutto sono molto diversi dalla compagnia di giro televisiva della seconda repubblica. Non sono uomini di potere, conducono vite normali, hanno belle facce, conservano un’ingenuità e una passione che sembravano passate di moda. Per una volta, sono politici che assomigliano a chi li vota”.
Ora, sulle facce di Renzi, Cuperlo e Civati nemmeno noi abbiamo dubbi. Li abbiamo, invece, perché non riusciamo a distinguerle dal culo, sulle facce di quelli di Repubblica, di altri giornali, e di tantissimi maitre a penser che portano il cartello con scritto “affittasi”. Se ne accorgono ora di quanto sia stata squallida quella che proprio loro avevano pomposamente battezzato “seconda repubblica”? Ce l’hanno imposta ( e ne hanno tratto ogni profitto, lecito e illecito) grazie a magistrati conniventi e alla potenza di fuoco dei loro giornali e delle loro finanze. E ora pretendono di insegnare quanto faceva schifo, a noi che lo abbiamo sempre saputo?
Con quale faccia? Con la stessa faccia del prof Roberto D’Alimonte, il quale ora imperversa sui giornali e nei talk-show per spiegare a tutti quanto il porcellum sia brutto e cattivo? Eppure è lo stesso che, come si legge (o si leggeva) nel suo curriculum “Tra il 2002 e il 2004 è stato consulente del Consiglio regionale della Toscana nella predisposizione della nuova legge elettorale e della legge sulle primarie.” Si da il caso che questa biennale consulenza abbia poi portato la Toscana a dover votare per prima con il “porcellum- toscanellum”: a liste bloccate, sbarramenti e soglie tali da anticipare la legge introdotta, solo un anno dopo, a livello nazionale. Con qualcosa, se possibile, di peggio perché la legge toscana, sostenuta da uno scellerato patto tra il presidente della Regione Martini (DS) e Denis Verdini (Forza Italia), venne anche accompagnata da un altrettanto osceno aumento dei consiglieri regionali che passarono da cinquanta a sessantacinque. Nel sonno profondo dei Curzio Maltese, dei Roberto D’Alimonte e di tutta l’industria del riciclo politico, giornalistico e intellettuale della nostra amata Italia.

A me…di più !
Mi piace moltissimo.