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Le cento opere di Manzi a Villa Rucellai

La nostra visita in esclusiva al Museo di Campi Bisenzio che ripercorre gli oltre 50 anni di attività artistica del Maestro avellinese di nascita ma toscano d’adozione.

di Carla Ceretelli | 16 Maggio 2023
Il maestro Antonio Manzi al lavoro su una recente opera

In una mattinata di maggio,  autunnale, piovosa, dopo un paio di giornate di estate piena, in via riservata  e  su graditissimo invito del Maestro, entriamo in questa location magica. La sala dei marmi, la mia preferita, ci avvolge come per incanto in un’atmosfera  di  candore infinito. Per l’estetica artistica straordinaria ma soprattutto per l’essenza di ciò che l’autore vuole trasmettere.

Non sono un’amante sviscerata dell’arte  e, talvolta,  alcune eposizioni dei musei mi annoiano.

Questo, invece  è attraente e coinvolgente, durante un percorso accompagnato  spesso da brividi  emozionali,  uno straordinario capolavoro culturale di arte moderna. Passando da un salone all’altro si ha la sensazione di uscire da un mondo e entrare in uno diverso.

La sala dei marmi, quella degli affreschi, della grafica,  del bronzo, fino all’apoteosi delle opere in ceramica.

Le oltre 100  opere esposte in cinque sale al piano terreno di Villa Rucellai, creano atmosfere diverse dall’una all’atra, dai primi lavori  di giovanissimo artista a quelle degli ultimi cinque anni.

Il 17 marzo scorso è stata inaugurata inoltre la “Via della Croce” dall’arcivescovo di Firenze  Betori che ha   benedetto le magnifiche, emozionanti,   14 stazioni della nuova Via Crucis, realizzate in bronzo,  che circondano  e ornano le pareti  della Pieve Santo Stefano .

Villa Rucellai che opsita le opere del maestro Manzi

Il Maestro Antonio Manzi ce le ha  illustrate, con dovizia di particolari,  durante il nostro incontro riservato.

Negli ultimi anni  ha ricevuto ingenti donazioni da  mecenati  per  incrementare e mantenere al meglio l’habitat e il contesto museale. Di recente è stato addirittura installato il nuovo impianto illuminotecnico per  la Sala dei marmi che ha reso ancora più eccezionale  l’esposizione  delle opere. Nato  il 22 dicembre 2007 a Villa Rucellai, l’anno scorso è stata festeggiata la ricorrenza dei  15 dalla  inaugurazione.

Purtroppo, senza il minimo avvertimento   il suo futuro, la sede e e l’esposizione museale vengono   messi  in discussione   a causa  di un proponimento della vecchia amministrazione  Fossi, che ha. per altro, lasciato il comune in un discutibile commissariamento.  Con l’intenzione di traslocare in quei locali tutto l’apparato librario oggi presente a Villa Montalvo dove è presente da anni la biblioteca comunale.

La passata amministrazione ha stilato un progetto di ristrutturazione di Villa Rucellai, in cui il museo non troverebbe posto.

Il Maestro Manzi è stato tuttavia  esaltato e apprezzato,  tenuto in grande considerazione   e credito,  per la prestigiosa produzione artistica,  da investitori stranieri.  In particolare  da   un mecenate di Toledo che sarebbe pronto ad accogliere nella sua città  i capolavori , forse unici al mondo, che inorgogliscono l’autore e i cittadini che non vedono di buon occhio questa eventuale, ma ormai sembra certa,  transizione delle  opere ancora presenti nel Museo, ma non è dato sapere per quanto ancora.

In 50 anni di attività artistica  il Maestro non si è mai ripetuto, ispirato comunque e sempre dalle stesse forze  che possiede , aspetto che rende la sua opera così affascinante.  In uno stesso tema riutilizzato ma sempre in modo rinnovato, anche per i diversi materiali usati nelle varie fasi della sua produzione artistica.

L’esclusivo  eccezionale  genio di  Manzi si raffigura  anche nell’autoritratto  che l’artista ha donato  agli  Uffizi ,  esposto  nella Galleria degli autoritratti, approdato  dopo la visita  al Museo  di Campi,  di Elke Schmidt , attuale Direttore della galleria.  Lo ha  definito  uno degli “artisti contemporanei  più interessanti con una grande mente creativa”.

In occasione dei festeggiamenti per il decennale  il Direttore ha richiesto all’ artista un autoritratto da collocare nella  celebre Galleria.

 L’autoritratto, unico   di un artista in vita, arricchirà la prestigiosa collezione iniziata dal cardinal Leopoldo de’ Medici che nel 600 raccolse 80 autoritratti di pittori celebri.

 Una raccolta che nei secoli è diventata la pù grande del mondo superando  i  1500 esemplari.

L’autoritratto di Antonio  Manzi , metafora della sua personalità, è caratterizzata da sette occhi.

L’opera è certamente fuori dagli schemi. Ma non ci si aspetti una somiglianza somatica.

Nel 2016 Lorena Gava, noto  critico e storico dell’arte,  l’aveva descritta come “il ritorno della incorreggibile portentosa vis comunicativa del tratto, del ritmo, in una pirotecnica vorticistica e magnetica esaltazione cromatica” che caratterizza la produzione artistica.

L’autoritratto troverà presto una collocazione eccellente e unica al mondo.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : Arte, Cultura ed eventiTag: 17 marzo, amministrazione, anni, atmosfere, firenze, futuro, lavoro, medici, mondo, nato, stranieri

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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