Non è certo tempo di carnevale e neppure il momento di mettere in scena una recita goldoniana, ma ormai i litigi tra Di Maio e Salvini assomigliano sempre di più alle famose baruffe chiozzotte. Sono fastidiose e certamente non aiutano a risolvere i molteplici problemi del nostro Paese. Molti sostengono che sono una sceneggiata elettorale e che dopo le consultazioni europee tutto tornerà come prima. Ed in effetti la mancanza, ad oggi, di una alternativa di governo all’attuale maggioranza gialloverde, fa pendere la bilancia verso questa tesi. Però si sta facendo anche strada l ‘ ipotesi forte di andare velocemente, in autunno, verso elezioni politiche anticipate, o come seconda ipotesi di trovare i voti in Parlamento per scalzare Salvini e dare vita ad un governo M5S con il PD e qualche ” responsabile ” di Forza Italia. Sotto traccia molti stanno lavorando per questa scelta. Forse addirittura il Presidente Mattarella, molto contrario ad un voto anticipato. Le dichiarazioni dell’ ex ministro Delrio di una apertura verso i grillini vanno verso questo percorso. La segreteria di Zingaretti che ha cancellato Renzi è sicuramente possibilista. Nei cinquestelle il presidente della Camera Fico e il redivivo Di Battista non sopportano più l’ alleanza con la Lega. E poi molti poteri, che finora sono stati a guardare, adesso lavorano apertamente contro Salvini. Molto dipenderà dal voto europeo e da quello amministrativo, a partire dal Piemonte. La recita è appena iniziata. Vi è un primo tempo, un secondo tempo ed il gran finale. Alla faccia degli italiani.
Roberto Caputo

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