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Le ambiguita’ del Centro Sinistra su Russia e Cina sono inaccettabili

Parsi ha ragione quando afferma che si tratta di un problema “enorme” per il centro sinistra perche’ rischia di minarne alle radici la credibilita’ come alternativa di governo. In un passaggio della sua intervista a Formiche Parsi si chiede le ragioni della persistente ambivalenza rappresentata non solo dalle recenti uscite di Conte e Patuanelli, ma anche dai silenzi di Elly Schlein.

di Marco Mayer | 19 Luglio 2026

Nei giorni scorsi Vittorio Emanuele Parsi ha acceso i riflettori sulle perduranti ambiguita’ e divisioni del “campo largo” in materia di politica estera.https://formiche.net/2026/07/ricatto-estremisti-i-filo-russi-versione-di-parsi/ . 

Parsi ha ragione quando afferma che si tratta di un problema “enorme” per il centro sinistra perche’ rischia di minarne alle radici la credibilita’ come alternativa di governo. In un passaggio della sua intervista a Formiche Parsi si chiede le ragioni  della persistente ambivalenza rappresentata non solo dalle recenti uscite di Conte e Patuanelli, ma anche dai silenzi di Elly Schlein.

Un primo fattore esplicativo e’ che anche il centro sinistra e’ vittima della diffusa sindrome dell'”eterno presente” ovvero dell’ incapacita’ di cogliere i processi che legano in profondita’ i singoli accadimenti. Uno dei casi piu’ evidenti  e’ l’ incapacita’ di prendere atto dell’ involuzione autoritaria che ha caratterizzato la Russia nell’ ultimo ventennio. Cito un solo esempio tra i tanti.  Nel 2013 Alexei Navalny ha potuto candidarsi alle elezioni per il sindaco di Mosca ed e’ arrivato secondo con il 27% dei voti. Undici anni piu’ tardi e’ morto in circostanze sospette mentre era rinchiuso in un area artica della  Siberia in una colonia penale di massima sicurezza. Nel corso di alcuni anni  i pochi spazi che esistevano per l’opposizione nella Federazione Russa si sono completamente chiusi. Negli ultimi anni il regime di Putin si e’ sempre piu’ caratterizzato come un regime del terrore, ma il centrosinistra in Italia sembra non essersene accorto. Dove sono finite le storiche battaglie per i diritti umani e in difesa dei giornalisti indipendenti e dei dissidenti poltici? Ma il punto centrale che viene eluso e’ a mio avviso  un altro. 

L’ involuzione sempre piu’  autoritaria del regime politico della Federazione  Russa e’ alla radice del riarmo e delle aspirazioni imperiali di cui l’ invasione dell’ Ucraina e’ l’ espressione piu’ eclatante.  

Negare come ha fatto Giuseppe Conte  la minaccia russa e’ inoltre una posizione insostenibile perche’ l’ asse Mosca/Pechino si presenta  sempre piu’ inquietante. 

Forse e’ in ultima analisi  proprio la Cina il tema su cui il centro sinistra e il PD mostrano il massimo della ambiguita’ politica (per esempio per fare un nome mi vengono in mente le posizioni di Goffredo Bettini). 

Sappiamo bene che per la rilevanza di alcune interdipendenze l’ Europa deve mantenere un certo grado di cooperazione con la Cina. Proprio in questi giorni la UE ha autorizzato l’ Ucraina ad usare una parte dei finanziamenti accordati  per comprare alcune componenti per la produzione di droni da aziende del Dragone. 

Ma le domande che intendo porre  sono altre. Cosa pensa il centro sinistra della potente macchina di sorveglianza digitale di massa costruita dai vertici del Partito Comunista Cinese? Cosa pensa del riarmo cinese? Cosa pensa della politica predatoria che Pechino ha messo in atto in Africa? L’ elenco potrebbe continuare parlando di Corea del Nord, di Birmania e di Cambogia, ecc 

Ma tenendo conto dell’ appello alla cooperazione globale lanciato ieri dal Presidente Xi Jinping concentrero’ l’ attenzione sull’ intelligenza artificiale. Non so quanti lettori di Formiche utilizzino Deepseek, il sottoscritto si, di tanto in tanto. 

La notizia dominante sui media internazionale   e’ che il suo fondatore e proprietario e’ il piu’ ricco del mondo tra gli imprenditori di Intelligenza Artificiale piu’ di Open AI e di Antropich

https://www.bloomberg.com/billionaires/profiles/wenfeng-liang

Per me viceversa la notizia su cui accendere i riflettori e’ ben diversa. E’ davvero impressionante il numero di domande a cui Deepseek non puo’ rispondere per effetto della censura effettuata dal governo cinese.Si va dal Covid alle minoranze etniche, dall’ arte alla burocrazia per non parlare di molti apetti della politica interna e internazionale.  

La domanda che pongo ai dirigenti del centrosinistra a partire da Elly Schlein. E’ accettabile una alleanza globale per l’ Intelligenza Artificiale che rinunci al valore della liberta’ di informazione? Tutti per motivi ampiamente  condivisibili mettiamo nel mirino i Big Tech americani  per non parlare delle politiche di Trump. Niente da dire, anzi. 

Ma in Cina le criticita’ sono sistemiche sia sul piano economico che tecnologico. La Cina nega da sempre liberta’ di iniziativa alle imprese straniere per poter attuare una politica protezionistica nonostante iricorrenti  proclami sul libero mercato. Ma con la rivoluzione digitale  e piu’ recentemente con l’ uso  mirato dell’AI  Pechino ha instaurato una dittatura sofisticata,  una inedita combinazione tra sorveglianza e censura, una vera e propria forma di totalitarismo tecnologico. Quanto dobbiamo aspettare ancora perche’ il centrosinistra prenda coscienza  di cosa rappresenta oggi il Dragone? Quanto tempo per capire  che  il solido asse Cina/Russia evoca prospettive inquietanti per il futuro dell’ Italia e dell’ Europa.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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