Leggo con piacere la proposta del Presidente Enrico Rossi di un progetto dedicato ai giovani. Un progetto articolato nel tempo e da sviluppare per argomenti di cruciale interesse per i giovani, come lo studio, il lavoro, la casa, la salute o l’avviamento alla libera professione. Una iniziativa reale, pratica, importante quindi per i giovani. Una iniziativa che ha preceduto nei suoi intenti generali, le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del suo consueto discorso di fine anno, preoccupato per il futuro dei nostri figli. La proposta di Rossi rappresenta qualcosa di piu’ di un semplice intervento volto a migliorare le condizioni di tanti giovani attualmente in difficoltà. E’ il segnale che la questione non è piu’ rimandabile, è la consapevolezza che l’unico modo per uscire dalla crisi che attanaglia la società è investire sul futuro, sull’autonomia dei giovani. E’ un segnale che significa che bisogna muoversi e subito. Un segnale che anche altre Regioni dovrebbero saper cogliere, per fare sistema, per ricordare ancora una volta a chi ci governa, che non sono piu’ sufficenti interventi tamponi prive di soluzioni reali, oppure dare risposte consolatorie ad un malessere diffuso, con la conseguenza di creare fratture generazionali, emarginazione delle nuove generazioni e, cio’ che piu’ preoccupa, sfiducia generalizzata nei confronti di tutto e di tutti, cosi’ come è possibile apprendere dalle dichiarazioni degli stessi interessati.
In piu’ occasione anche Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, ha espresso le sue preoccupazioni in merito al declino economico e che i giovani per primi subiranno le conseguenze peggiori. La risposta del Governo Berlusconi a questo avvertimento è stata quello di smentire i dati di uno dei piu’ autorevoli centro studi del paese, promettendo provvedimenti temporanei ed inappropriati, come lo strumento enormemente discrezionale della cassa integrazione “in deroga” dalle politiche del welfare, senza criteri universali, senza affrontare strutturalemente il problema. Scelte emergenziali che sempre Draghi non ha mancato di criticare, chiedendo per l’ennesima volta una riforma organica degli ammortizzatori sociali e serie politiche del lavoro per venire incontro ai tanti lavoratori, in particolare giovani, che rischiano di finire in disoccupazione o non trovare mai un lavoro degno di essere considerato tale e quindi cadere nelle sacche della povertà o a carico perenne delle famiglie. Per finire, si aggiunge al danno anche la beffa : “ Dobbiamo fare un bel bagno di ottimismo“, questa la dichiarazione del Cavaliere nella sua conferenza di fine anno.
Come possiamo notare tutto ruota intorno alla parola Lavoro, quale condizione necessaria per affrontare un futuro carico di dignità per la persona. Condizione che si lega sempre piu’ spesso alle parole precariato e flessibilità, termini che non sono sinonimi ma che insieme producono qualcosa di piu’ profondo che trasforma un giovane in un precario vero e proprio : la mancanza di prospettive. E’ la flessibilità lavorativa reiterata troppo nel tempo, con la mancanza di protezioni adeguate nei periodi di disoccupazione, del salario troppo basso, che nega sia ai giovani che ai meno giovani una speranza per il futuro. Soprattutto se i giovani ambiscono a fondare una famiglia.
Discorsi, discorsi, affermano i piu’ delusi che segnalano così la collera di chi vede spezzarsi uno dopo l’altro i fili che dovrebbero tenere stretta la società.
Favole, frottole si affrettano a dire alcuni per partito preso, in merito alla proposta del Presidente della Regione Toscana Rossi, evidenziando pero’ in modo implicito che il problema esiste, che è di grande portata, difficile da nascondere, come la protesta giovanile sulla riforma universitaria, la crisi di governo o la forte recessione economica in atto.
Ma fra le dichiarazioni che risaltano agli occhi, fra le varie che hanno espresso il proprio parere in merito alla proposta del Progetto del Presidente Rossi, sono quelle di tanti genitori, ancora in età di lavoro dai 40 in su, che si interrogano non solo sul futuro dei propri figli ma anche sulla propria sorte, vista l’impossibilità di ricollocazione in caso di perdita di lavoro che metterebbe o sta mettendo in crisi l’andamento familiare e, di conseguenza, il sostegno allo studio ed alla formazione da garantire ai propri figli.
Al Presidente Rossi l’invito ad andare avanti e a proseguire con il Progetto Giovani.
Ai giovani, che sono tanti e preparati, invisibili, sprecati, traditi od in quanti modi si è voluto etichettarli, l’invito a raccogliere la sfida e farsi avanti, chiedendo sempre più attenzioni e diritti da cittadini democratici.
Alle Istituzioni, anche le più piccole e con limitati mezzi, come quella dei Quartieri dove operiamo, a stretto contatto con i cittadini ed il territorio, il compito di sostenere la proposta, di facilitare e di promuovere l’iniziativa intrapresa dalla Regione.
Marco Colangelo
Presidente Commissione politiche giovanili, Consiglio di Quartiere 2 Firenze

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