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Landini riuscirà a leggere Keynes, se lo leggerà lo capirà e se lo capirà sarà in grado di spiegarlo agli elettori della sinistra italiana?

di Giacomo Properzj | 6 Dicembre 2015

È difficile pensare che l’estrema sinistra riesca a uscire da schemi ormai superati e antichi e abbia il coraggio di definirsi “liberale”.

Martedì scorso è stato presentato al corriere l’ultimo libro di
Giorgio La Malfa “John Maynard Keynes”: la sala era gremita da un
pubblico attento e qualificato. Dopo la caduta del muro di Berlino, ha
spiegato La Malfa, i liberali di sinistra non hanno più vincoli di
collocazione politica. La sua collocazione di netta opposizione,
soprattutto in materia economica, all’attuale governo lo porta ad
essere confinante con la Sinistra Italiana di Stefano Fassina che si
dichiara keynesiano. D’altra parte Keynes sosteneva il pareggio di
bilancio per le partite correnti ma il deficit per gli investimenti
che avrebbero dovuto portare allo sviluppo e diminuire, se non
cancellare, la disoccupazione. Il pubblico seguiva con attenzione lo
sviluppo di questi ragionamenti che comportano un’attitudine culturale
più che politica cioè un’idea politica svincolata dagli interessi
elettorali cosa che in Italia si è vista poco se non dai tempi in cui,
per l’appunto, Ugo La Malfa dialogava con i comunisti Amendola e
Inglao. Allora il vincolo della politica estera rendeva tutto più
difficile ma oggi, dopo il crollo del muro di Berlino, questo vincolo
non esiste più e la sinistra, come negli Stati Uniti, può muoversi
liberamente senza essere accusata aprioristicamente di marxismo.
Mieli, che presentava la serata, risultava perplesso in ragione della
sua impostazione storicistica. Dispersi nella sala vecchi repubblicani
parevano passerotti d’inverno, ma l’esposizione di La Malfa così
diversa e così superiore a quella che normalmente l’attuale classe
dirigente riesce a offrire bloccava tutti intorno al ragionamento
politico. Veniva naturale, sentendolo, confrontarlo con la pochezza
culturale dell’attuale classe dirigente politica del Paese e pensare
che forse questo, la decadenza della classe dirigente, è il problema
dell’Italia.
La difficoltà di questa posizione sta nel fatto che essa è
completamente perdente sul piano della politica elettorale quanto è
invece vincente sul piano della politica culturale. È difficile
pensare che l’estrema sinistra riesca a uscire da schemi ormai
superati e antichi e abbia il coraggio di definirsi “liberale”. Quasi
scomparse le riviste di cultura politica non so dove il dibattito
potrà svolgersi. Forse non si svolgerà mai se non in questi brevi
squarci di rievocazione dell’ingegno e della storia di John Maynard
Keynes.

Pubblicato in : Primo pianoTag: caduta del muro, classe dirigente, cultura politica, giorgio la malfa, governo, italia, La Malfa, Liberali, opposizione, sinistra italiana, stati uniti, sviluppo, ugo la malfa

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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