Dunque, nel Terzo Millennio in Italia accade questo: se il Presidente della Camera enuncia un ovvio principio democratico, che si pone a garanzia del rispetto dei diritti di tutti i cittadini, ovvero: “il Parlamento deve fare leggi non orientate a precetti religiosi”, una persino banale evidenza che nelle repubbliche del mondo occidentale viene data per scontata, si scatenano risposte e reazioni che lasciano sbalorditi per la loro portata e purtroppo la dicono lunga sul bel risultato che l’ecumenismo politico di questi ultimi anni ha conseguito. Ora, che Monsignor Elio Sgreccia, Presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, dichiari: “Non si tratta di precetti religiosi ma di argomenti basati sulla ragione ed il diritto: il fatto che vengano portati avanti dal clero o da organismi cattolici non deve consentire a nessuno di considerarli come prodotto di una razionalità minore”, non solo non ci stupisce, dato che il Monsignore si limita a sostenere il suo ruolo, ma ci fa perfino sorridere per il clamoroso autogoal che le sue parole contengono. Se infatti Fini parla di una giusta tutela dei diritti di tutti e della necessità di non procedere ad una legislazione discriminante sulla base di un principio fideistico non universalmente condiviso, lo Sgreccia ha la coda di paglia e cerca subito di passare per discriminato parlando di “prodotto di una razionalità minore”, ma la definizione è sua, dunque forse le idee tanto chiare sulla ratio dei propri principi non li ha. Chi invece ci fa tirare somme amarissime, e del tutto ascrivibili ad un passivo di bilancio democratico, siede ahinoi in Parlamento e dovrebbe farsi carico, data la propria posizione, di garantire la legittima eguaglianza di tutti i cittadini così come prevista dalla nostra Costituzione che non ci risulta scritta in Vaticano ma nell’ambito di un’assemblea Costituente alla quale hanno partecipato uomini e donne di estrazioni politiche diverse. La dichiarazione dell’onorevole Luca Volontè è stupefacente: questo strepitoso personaggio ha infatti visto nelle parole di Fini il “peggiore attacco laicista della storia repubblicana”, ed ha denunciato che addirittura “siamo alla vergognosa e inaccettabile discriminazione dei credenti, come ai tempi dei totalitarismi neri del ‘900”. Ecco, intanto ci piacerebbe invitare l’onorevole Volontè, al quale siamo disposti a pagare il viaggio organizzando una colletta su questo sito, a fare un giretto laddove i totalitarismi funzionano davvero, per esempio dalle parti dell’ameno luogo dove è segregata da 15 scandalosi anni Aung San Suu Kyi, sulla cui sorte il silenzio del mondo cattolico è assordante come è giusto che sia trattandosi di una donna chiaramente figlia di un Dio minore ed il cui martirio dunque porterebbe lustro ad altre fedi religiose di nessuna importanza di fronte alla grande lobby romana cattolica apostolica. Qualora l’onorevole Volontè tornasse sano e salvo dall’incontro con un vero regime, gli proporremmo quindi di fare due chiacchiere con il segretario del suo partito, l’onorevole Pierferdinando Casini, l’uomo dalle molte famiglie, quello che gode dei Pacs per tutelare le proprie compagne ed i propri figli nell’intervallo fra un matrimonio e l’altro, ma ritiene che la sua delicata coscienza cattolica gli impedisca di battersi affinchè questo privilegio di pochi diventi un diritto di tutti. Si chiariscano le idee fra cattolici praticanti e, semmai, abbiano la bontà di chiarirle anche ai loro elettori, invece di continuare ad ammorbarci con questa solfa del laicismo come demone corrosivo del tessuto sociale, negando la laicità come valore fondante di uno stato che voglia dirsi autenticamente democratico. Poi si incontrino con quell’altro fine politico che risponde al nome di Maurizio Lupi che, a nome del Pdl, ha subito dichiarato: “Non capisco la preoccupazione di Fini, se pensa che certi valori rappresentino dei preconcetti religiosi sbaglia e si pone su un piano di scontro ideologico molto lontano dalla laicità positiva da lui stesso evocata”. Dunque, riaffermare il dovere dello stato di riconoscere eguali diritti ai cittadini, senza discriminazioni di alcun genere, significa, secondo l’onorevole Lupi, porsi in chiave di scontro ideologico: o bella, e questa contraddizione come ce la spiega?! Ha forse notizia, l’onorevole Lupi, di una modifica della carta costituzionale che a noi è sfuggita?! E’stato deciso – come dove quando e da chi? – che in questo paese solo i cittadini cattolici possono vedere riconosciuta la loro piena legittimità di persone portatrici di diritti?! E questa dunque la religione laica della libertà che è stata dichiarata come valore fondante del nascente Pdl?! In questo caso, siamo noi, e non solo Fini, a doverci preoccupare, e seriamente, perché ci aspettano tempi durissimi, dato il nostro sostanziale agnosticismo che di fatto ci priva dello status privilegiato di cattolici e, quel che è peggio, si avvia a mettere in dubbio i nostri diritti di cittadini. Eppure, il mondo cammina come sempre più veloce di noi. Negli stessi giorni in cui Volontè e Lupi ci davano questa splendida dimostrazione del loro autentico spirito democratico, il Presidente Obama ha compiuto un gesto molto importante: lui, che si è dichiarato favorevole alla legislazione sull’aborto, che ha riaperto la strada alla ricerca sulle staminali, che si è dichiarato a favore del riconoscimento dei diritti delle coppie gay – inutile dire che la convivenza è già ampiamente tutelata nel suo paese – ha accettato l’invito della più grande università cattolica americana, la Notre Dame dell’Indiana, centro riconosciuto di tutti i movimenti prolife, ha accettato di sottoporsi ad una violenta contestazione da parte degli oltranzisti del movimento antiabortista ed ha fatto un discorso con il quale ha più volte ribadito la necessità di un dialogo fra parti avverse: “Come possiamo affrontare queste controversie senza demonizzazioni? Credo si debbano cercare punti in comune fra le due correnti che hanno IDENTICO DIRITTO DI CITTADINANZA. Io non ho cambiato la mia posizione: credo che la soluzione sia nell’affrontare questi temi a cuore aperto, senza discriminazioni, e con una mente disposta all’ascolto delle ragioni dell’altro”. Gli applausi hanno superato le contestazioni, il giorno dopo il suo gradimento era salito nel paese: ed ora, chi glielo spiega a Volontè ed a Lupi che un uomo politico che voglia dirsi tale ragiona e soprattutto governa senza pregiudizi e senza dogmi in nome dei pari diritti di tutti i cittadini?!
ChiBo

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