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LAICI E SOCIALISTI: MA QUALE RIUNIFICAZIONE DI PARTITINI, SI TRATTA CASOMAI DI FARNE UNO NUOVO!

Smettiamola, cari amici, ogni volta che si affronta questo argomento, di tirare in ballo le vecchie storie dei (e tra i ) partiti laici e socialisti. Sono, appunto, consegnate alla storia con le loro luci e con le loro meschinitá. Ma ora si parla di politica, cioé di oggi. Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 10 Gennaio 2011

L’appello, pubblicato la scorsa settimana, per una iniziativa “in campo aperto” dei laici e dei riformisti, autonoma, unitaria e innovativa, ha provocato tali e tanti reazioni e commenti, da indurci a tornare sull’argomento. Non per dare risposte a chicchessia, , per le quali non abbiamo titoli, ma per precisare meglio e possibilmente spingerci piú avanti, rispetto a quanto giá scritto ed ai molti commenti che ne sono seguiti. Scandiamo per punti, allo scopo di essere chiari ed a costo di argomentare in maniera insufficiente le nostre affermazioni.
Punto primo: nella cosidetta prima repubblica, molti e diversi furono i tentativi di dare vita all’unitá dei laici e dei socialisti. La vita dei socialisti e dei socialdemocratici fu caratterizzata da unificazioni e scissioni, ma anche liberali e repubblicani tentarono iniziative unitarie, quasi sempre finalizzate ad accordi elettorali. Ma erano tutte operazioni all’insegna del motto “l’unione fa la forza”. La spinta a mettersi assieme era il bisogno di meglio contrastare lo strapotere DC e PCI. L’ostacolo che fece fallire tutti i tentativi erano le gelosie e le ambizioni confliggenti dei gruppi dirigenti nazionale e locali.
Punto secondo: oggi il disegno é diverso. Una forza “unica” di ispirazione laica e riformista é necessaria per introdurre un elemento innovatore nel sistema. L’Italia é in un vicolo cieco. La maggioranza di centrodestra frana, l’opposizione é giá sgretolata, senza qualcosa di nuovo é difficile dare una qualsiasi prospettiva.
Punto terzo: per questo sono fuori di luogo discussioni che riportano al passato dei partiti laici e socialisti. Saremmo tutti matti se pensassimo a  mettere assieme i cocci degli attuali microscopici partitini che sono, diciamolo, soltanto sigle vuote fondate sulla nostalgia e sulla illusione di improbabilissimi benefici. Non si puó fare la riunificazione del niente. E non c’é il tempo per stare dietro ai bilancini e alle virgole. Chi fosse convinto di avere in mano un capitale perché titolare di sigle e simboli, se li tenga e stia alla larga.
Punto quarto: una nuova forza, deve nascere per un moto che realmente parte dal territorio. Per rompere nettamente con il passato, la via migliore é quella di assemblee provinciali che eleggano delegati per una grande assemblea costituente nazionale. Sará cosí possible sfuggire all’abbraccio dei partitini ancora in vita e si eviterá di ripetere quanto avvenuto con il “movimento” di Bertinoro sul quale finí per mettere le mani il gruppo dirigente del PSI di Boselli.
Punto quinto: detto in sintesi, non di una riunificazione c’é bisogno, ma di fondare, casomai, un nuovo partito. Fatto di persone che si ritrovino attorno a pochi e chiari principi della cultura, della storia e della politica laica, liberale e socialista: la concezione di uno Stato non dirigista ma ben presente nel fornire ai cittadini servizi e garanzie tali da legittimare il prelievo fiscale, il giusto equilibrio fra riconoscimento dei meriti e dei bisogni, affermazione delle libertá e dei diritti individuali con il solo limite di non ledere quelli altrui, etc. Certo, sembra tutto scontato. Ma provate a porre mente a tutto ció che avviene ed é avvenuto in Italia negli ultimo tempi!
Infine: smettiamola, cari amici, ogni volta che si affronta questo argomento, di tirare in ballo le vecchie storie dei  (e tra i) partiti laici e socialisti. Sono, appunto, consegnate alla storia con le loro luci e con le loro meschinitá. Ma ora si parla di politica, cioé di oggi.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. ACHILLE CANZI

    25 Febbraio 2011 alle 11:40

    In ogni paese c’è un rapporto fisiologico tra legalità e illegalità. Questa è tollerabile solo entro certi limiti oltre i quali mette in seria discussione i rapporti sociali e lo sviluppo del paese. Il livello di illegalità altera la concorrenza e la normale competizione sociale, creando situazioni di monopolio in diversi settori. Queste posizioni monopolistiche nel creare una rete di ragnatele affaristiche avvantaggiano solo quelli che sono protetti da queste, mentre danneggiano tutti.
    Il livello di corruzione attualmente in Italia è giunto al punto di rottura, perchè sta creando grossi sconquassi nella società civile. Quindi “voltar pagina” significa un cambiamento radicale della politica, dei partiti, delle persone che li rappresentano e del modo di porre i problemi che diventano sempre più complessi.
    In Italia i socialisti non riescono a svolgere la loro funzione naturale perchè sono arroccati a Craxi e a quella mentalità di essere sempre ubbidienti ad un capo, che storicamente ci ha portato al fascismo. Inoltre permangono ancora tutti i vecchi rapporti legati al periodo delle tangenti, considerato che moltissimi “cosiddetti socialisti e socialdemocratici” si sono ricompattati nel PDL. Non mi stupirei che un giorno l’estrosità di Berlusconi porti il PDL a trasformarsi in un Partito socialdemocratico!!!!!!!!! Nessuno ha pensato a questa furbata?????????????????

    Rispondi
  2. Giuseppe Selvaggi

    17 Gennaio 2011 alle 23:05

    Gentile Cariglia,
    sabato 22 gennaio 2011 a Roma (Teatro sala Umberto ore 10.00) ci sarà un incontro dei REPUBBLICANI per discutere sulla possibilità di dare vita ad un nuovo soggetto politico in grado di guardare oltre questo fallimentare bipolarismo imposto al nostro Paese da una sciagurata legge elettorale. E’ dal lontano 1994 che siamo ingabbiati in un sistema che obbliga i partiti laici a scelte difficili per non dire assurde e del tutto contrarie alla propria vocazione liberale. E’ ora di salpare per altri lidi e di tentare per lo meno la riunificazione dei cosìddetti partiti laici che tanto hanno fatto e dato in passato per far progredire l’Italia della prima Repubblica. E’ un tentativo che ci consentirà per lo meno di tener lontana e forse sconfiggere la tanto temuta “maledizione dei laici”. E’ una sfida che deve essere accettata.
    Tutti a Roma sabato 22 gennaio per la libertà e il progresso della Nazione.

    Rispondi
  3. Nicola Cariglia

    14 Gennaio 2011 alle 11:40

    Risposta a Trevigiano

    Caro Luigi,
    non ho la risposta perché da un partitino siffato io sarei fuori.
    Ma c’é ua domanda piú importante alla quale rispondere: mettiamo che ci siano attualmente “partitoni” come PDL o PD e partiti come Lega, IDV e UDC. E mettiamo che i risultati siano scarsi.
    Che facciamo?
    Non ti pare che dovremmo cercare di rispondere prima di tutto a questa domanda?

    Rispondi
  4. Trevigiano

    14 Gennaio 2011 alle 10:25

    Dunque Nicola,
    prima del prossimo articolo del Lunedì, cerchiamo di capire questo.
    Supponiamo presto, dei Cittadini si riuniscono, per fondare una nuova compagine che riunisca le forze laiche socialiste e liberali, dopo parecchi caffè, se ne escono con dei comunicati stampa, che dopo attento vaglio, ti fanno esclamare, bravi intendevo proprio questo…
    Supponiamo ancora un’estensione prevalentemente Toscana ma con propaggini a varie altre zone, da sempre simpatizzanti.
    Una decina di Sindaci, moltissimi Assessori, tre Deputati, un Senatore che la supporta.
    Ho capito bene?
    Poi che si farà?

    Rispondi
  5. Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta'

    12 Gennaio 2011 alle 20:10

    Sono d’accordo e probabilmente il futuro della politica italiana sara’ impostata proprio con una divisione tra cattolici da una parte e laici, liberali dall’altra. Verra’ meno la ormai sorpassata divisione destra sinistra. Anche il percorso politico di Fini e’ andato o almeno ha tentato di andare in questa direzione. Bisogna ricordare che Berlusconi e’ stato legato alla Democrazia Cristiana la sua vicinanza attuale alla chiesa viene da lontano.

    Rispondi
  6. Giuseppe Selvaggi

    12 Gennaio 2011 alle 08:42

    Noto con rammarico che le parole pronunciate da Benedetto XVI contro “l’educazione sessuale e civile” hanno lasciato tutti i laici indifferenti.
    Capisco l’indifferenza dei politici cattolici, difficilmente riesco a comprendere e a scusare quella dei laici.
    Tempi più civili erano quelli che vedevano come protagonisti Cavour e Pio IX. Prendo atto che dopo il concordato mussoliniano con Santa Romana Chiesa sia quasi difficile ottenere una seria parola di condanna da parte dei liberali o socialisti nei confronti delle alte gerarchie vaticane. Forse il timore dell’inferno serra le bocche!
    Mi chiedo a questo punto di quale laicità andiamo cianciando.

    Rispondi
  7. Nicola Cariglia

    12 Gennaio 2011 alle 07:33

    Semplifico ulteriormente per spiegarmi meglio.
    I casi sono due: o si crede che esista un filone culturale laico-socialista diffuso nel Paese ma senza rappresentanza, oppure si nega questo presupposto.
    Nel primo caso, questa rappresentanza occorre trovarla. I leaders? Non mi fascerei il capo: dove sono i giganti?
    Se, invece, si ritiene che la cultura laico-socialista sia defunta assieme ai partiti che la rappresentavano polticamente, allora non resta che farsene una ragione senza inutili tentativi di riesumazione.
    Io penso che sia tutt’altro che defunta…
    Ma forse sono un romantico o soltanto un ostinato!

    Rispondi
  8. Milena Samà

    11 Gennaio 2011 alle 22:19

    Ma allora, tu stai pensando a….Niccolò!!Oppure questi processi “creativi “anche senza la grana del Berlusca possono essere rapidi? Lo stesso Di Pietro, nonostante l’appoggio indiscriminato del popolo bue e di tanta Magistratura ,ci ha impiegato più di dieci anni prima di raccogliere( ahimè ) qualche frutto…E nell’attesa utopica di organizzare un altro grande partito( perchè DEVE essere grande) che si fa? Ci si conta? Scusa l’impertinenza, ma sono solo- e come me molti altri- una spettatrice della politica e non certo una velleitaria di protagonismo della stessa.

    Rispondi
  9. Domenico Civitano

    11 Gennaio 2011 alle 21:58

    E’ impossibile ipotizzare un futuro senza geni ereditari di un passato sia remoto, sia prossimo. Ai difetti o meglio dire al DNA proprio di ogni italiano c’è d’aggiungere l’altra preoccupante realtà: Il fanatismo e il disfattismo che negano ogni aspirazione per il futuro.
    Il nuovo, il diverso dal presente e dal passato non può nascere da basso perché manca il presupposto storico per ambire a una “Costituente” che si ponga il problema di riappacificare gli italiani e di studiare i problemi, i più urgenti per una ripresa economica e culturale del Paese.
    Condannato storicamente il progressismo comunista, la via da percorrere sarebbe una sola: Il riformismo democratico. In una parola il Socialismo democratico.

    Rispondi
  10. Nicola Cariglia

    11 Gennaio 2011 alle 12:47

    Per Milena Samá
    Cara Milena, i nomi, in nquesta fase, non sono necessari. Se si vuole un taglio netto con il passato, anzi, sarebbero controproducenti. Si riuniscano assemblee locali, da queste escano i delegati per una assemblea nazionale fondativa. E da questa escano dei dirigenti e poche linee guida.
    Tutto il resto verrá dopo. Una processo come quello descritto consentirebbe un taglio netto con la storia passata dei partitini laici superstiti i cui dirigenti, temo, si illudono ancora di rappresentare qualcosa e, quindi, di imporre condizioni e mediazioni. Insomma: un movimento nuovo, dal basso, si sceglierá al momento opportuno i propri dirigenti: che, sono sicuro, non sfigureranno al confronto con i dirigenti attuali dei grandi partiti di massa e dei piccoli partiti laici “cartolari” ( definizione del mio amico Gino Di Maro).

    Rispondi
  11. Milena Samà

    11 Gennaio 2011 alle 12:25

    E chi dovrebbe guidare questo nuovo partito? Nè a destra nè a sinistra odo uno squillo se non di…. “tromba”!Il Cavaliere, una volta messo a dimora al Quirinale o nelle patrie galere, non lascia, mi pare, eredi capaci. Che fare quindi? Chi votare? A chi affidare tutte le nostre esigenze- sono tante e tutte diversamente intese-di giustizia,cultura, economia,libertà e democrazia vera? Datemi dei nomi…, vi prego! Milena Samà

    Rispondi
  12. Trevigiano

    11 Gennaio 2011 alle 08:03

    Vedi Nicola,
    quando si è in guerra, contrariamente all’andazzo di molti, anche vincere deve essere considerato.
    Perché purtroppo siamo in guerra e al solito i nostri bravi compatrioti, prima non ci pensano, poi lo negano, infine si preparano a perdere, salvandosi.
    Così propongo di accettare tutti che, a malincuore, ma siamo in guerra contro il terrorismo e che possiamo perdere o vincere: Dipende anche da noi, da voi, dai terron… e dall’Iman.
    Tu sai che secondo me il modo per vincere questa guerra , doveva essere di servirla fredda, come quella con la Russia, per poi vincere in un colpo solo, per defezione degli avversari, cosa già sperimentata e facile da ripetere.
    Purtroppo le cose sono andate diversamente ma cerchiamo comunque di far nascere qualcosa che possa vincere, perciò meno rotture per i Cittadini e maggiori risorse per una crescita delle realtà locali senza lotte, un laicismo liberale che lasci spazio non solo alla cultura, ma anche a una religione che possa insegnare anche nelle Moschee il rispetto della laicità e il consumo sacerdotale del vino Padano oltre che, ovviamente, del Chianti, ma soprattutto la coscienza storica che la nostra Italia Fascista, ne ha combinate tante, che fatto il federalismo, dovremo poi comunque lottare per ottenere, quello che solo la vittoria può dare…

    Rispondi
  13. puccio cartoni

    10 Gennaio 2011 alle 22:07

    Mi pare ancora non troppo chiaro che si deve trattare di realtà nuova ,e non di un riassunto di passate esperienze .
    Non vedo troppo bene chi parla ancora di individuare a chi legarsi … sarebbe una consapevole ricerca solo ,e ripeto solo, dopo la costituzione di ” una nuova forza, (che ) deve nascere per un moto che realmente parte dal territorio” e dalla realtà odierna. Prima si nasce , e poi ci si sposa….

    Rispondi
  14. Adalberto Scarlino

    10 Gennaio 2011 alle 21:12

    Da aggiungere al punto quinto : salvaguardia, tutela e valorizzazione del nostro territorio ( il più bello del mondo ed uno dei …peggio trattati ) , difesa e – posso dire ? – esaltazione dei nostri beni, dei nostri tesori ambientali , storici e culturali.

    Rispondi
  15. Giuseppe Selvaggi

    10 Gennaio 2011 alle 18:07

    “Non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione ai corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”. (parole di S.S. Benedetto XVI)
    Azionisti, socialisti, socialdemocratici, liberali, liberalsocialisti, repubblicani, mazziniani, laici, cavouriani, crociani, radicali, gobettiani, salveminiani, illuministi di tutti i paesi, garibaldini etc… (mi scuso se ho scordato qualcuno) se ci siete battete un colpo.
    Partito nuovo sì, ma per favore partiamo dalla cultura. Non solo economia. Cosa rispondiamo a chi parla di “retta ragione”? Come reagiscono i politici italiani alle parole del Pontefice Romano?
    Silenzio, tutto tace…

    Rispondi
  16. pinzimonio

    10 Gennaio 2011 alle 17:38

    Sono assolutamente d’accordo sull’ *infine*.

    Rispondi
  17. alessandro silvestri

    10 Gennaio 2011 alle 16:43

    Caro Nicola,
    Non sai quanto io sia d’accordo con la tua visione. Ma sempre con quell’altro Nicola, quello di Terlizzi, bisognerà confrontarci, così come con l’implosione del PD, che prima o poi, una volta finita l’era berlusconiana, con le sue enormi contraddizioni dovrà fare i conti.
    Che prospettive ci sono però al netto di questi due fattori, per un area lib-lab oggi in Italia e a quale esperienza politica europea legarla?
    A queste due domande certo occorrerà dare una risposta prima di avventurarci alla ricerca del nostro passaggio a Nordo-Ovest.

    Rispondi

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