Le Regioni hanno aumentato le tasse e nello stesso tempo i debiti.

Saremmo, in primo luogo, preoccupati perché qualcuno ha violato il nostro domicilio e, nel contempo, saremmo molto spaventati per la possibilità di ulteriori sortite ladresche; accuseremmo poi il cane del vicino che, in questa occasione, non ha abbaiato abbastanza. E infine, non sapendo con chi prendercela, ci ricorderemmo di quell’amico che molte volte ci aveva avvertito del clima cambiato in città, del verificarsi di episodi analoghi in altri quartieri, del suo suggerimento di mettere un allarme anche nella nostra casa.
Così è avvenuto anche per gli ultimi scandalosi episodi di malcostume politico-istituzionale che hanno coinvolto Regioni spendaccione e consiglieri regionali, metaforicamente mascherati da maiali che mangiano tutto e ingrassano in maniera precoce, abusando del denaro pubblico in modo sfrontato e criminale. Utilizzando espedienti giuridici legali fantasiosi si sono appropriati dei soldi di tutti i cittadini, con una sfacciata volgarità, specie in questo tempo di crisi profonda e dilagante in tutti gli strati sociali del Paese.
Quel che è peggio, hanno distrutto ogni residua credibilità della politica, e ora, agli occhi dei cittadini, non c’è alcuna differenza tra i delinquenti patentati, gli indifferenti e gli amministratori onesti che pure ci sono. Ma i ladri sono oramai entrati nelle case degli italiani, di chi l’anno prossimo dovrà di nuovo recarsi alle urne. Quale sarà la risposta? La paura di eleggere personaggi analoghi, se non peggiori, sarà grande: alcuni preferiranno non votare, altri daranno fiducia a comici populisti o a pifferai magici, altri ancora si rifugeranno nell’’estremismo.
La colpa maggiore dei vari Batman della penisola sta proprio nell’aver minato completamente la fiducia dei cittadini. I soldi messi in tasca propria sono soltanto la punta dell’iceberg dei comportamenti truffaldini che stanno distruggendo la nostra democrazia. Tuttavia, ritornando alla metafora iniziale, qualcuno – pochi analisti e ancor meno politici – aveva avvertito che il clima stava rapidamente cambiando, che il federalismo, tanto auspicato, si stava trasformando nella moltiplicazione del centralismo, fieramente antiautonomista; ma soprattutto è stato sottovalutato il dilagante fenomeno del malaffare anche a livello degli enti locali. Non sono stati ascoltati poiché erano percepiti come profeti di sventura. Il governo Berlusconi alimentava questo circuito vizioso, mentre il governo Monti poco può fare con questo Parlamento, anche se i suoi provvedimenti vanno nella giusta direzione, ma a duro prezzo per i cittadini.
Le Regioni sono diventate un buco nero, hanno aumentato le tasse e nello stesso tempo i debiti, hanno gonfiato la burocrazia e diminuito i servizi. E fa bene questo giornale a evidenziare con cifre inequivocabili la dimensione del fallimento. Gli scandali e i ripetuti episodi di immoralità alimentano un clima di sfiducia e qualunquismo. Ruba tu che rubo anch’io. Formigoni è indagato e cosa risponde? Guardate Penati!. Belsito, Lusi e Fiorito potrebbero fare un coro: gli altri sono come noi, sono peggio di noi. Così si rischia di buttare via anche buone riforme in senso federalista, si rischia un grave collasso dell’intero sistema istituzionale.
Cosa fare? È difficile trovare una soluzione che non sia di lungo periodo. Guardiamo solo al Trentino. Di fronte all’indecoroso spettacolo delle altre Regioni dobbiamo rivendicare, con forza, il nostro buon governo. Ma questa non è la soluzione. Per mesi abbiamo accusato lo Stato centrale di appropriarsi delle risorse e delle competenze della autonomia speciale, lanciando grida di sdegno ma non pensando a mettere un “sistema di antifurto” basato sulla riduzione delle spese per la politica, su una legislazione all’avanguardia, sull’obbligo di trasparenza delle nomine. Abbiamo fatto e facciamo troppo poco in direzione della sobrietà. E ancora adesso il Consiglio Provinciale tergiversa goffamente. Anche da noi, la classe politica nel suo complesso, non dimostra di essere in grado di rispondere con determinazione al clima del paese.
I ladri veri ci stanno rubando la democrazia. Ma anche chi attende troppo, e fa il “benaltrista” rischia di diventare complice di questa situazione. Occorre agire, altrimenti il Trentino finirà per subire gli eventi. Se vogliamo che i Consiglieri della nostra provincia non si riducano a una ventina, con un pericoloso restringimento della democrazia rappresentativa (meno consiglieri significa meno possibilità delle forze minori di avere una voce), dobbiamo ridurre drasticamente i costi. E soprattutto cambiare mentalità.

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