
In seguito al ritiro delle forze israeliane martedi sera nel giro di trenta minuti tra le 19 e le 1930 le forze armate libanesi hanno preso il controllo della prima pilot zone nel sud del Libano.
Mentre scrivo la situazione sul terreno appare in via di consolidamento.
Il successo dell’ operazione e’ stato confermato dal coordinamento MCG-4L, ovvero il meccanismo instaurato tra i 4 layers previsti dall’ inedito accordo tra Israele e Libano firmato il 28 giugno scorso a Washington presso il Dipartimento di Stato.
Il MCG-4L e’ composto da LAF, IDF, USA e UNIFIL. Per inciso e’ da segnalare l’ importanza del delicatissimo ruolo di monitoraggio affidato “in questa fase al contingente delle Nazioni Unite guidato dal Generale Diodato Abagnara.
Dopo un’ altra notte di guerra nel Golfo mi sembra opportuno mettere in evidenza che nel sud del Libano si e’ accesa una luce in fondo al tunnel. Gli interrogativi non mancano. Come reagiranno i guardiani della rivoluzione che paiono aver assunto – almeno provvisioramente – il potere a Teheran?
L’ incontro di ieri pomeriggio alla Casa Bianca del Presidente libanese Aoun con Donal Trump ha portato frutti concreti sul piano dei reciproci impegni miltari e civili. Tra questi ultimi segnalo l’ impegno a stabilire dopo decenni voli diretti tra Stati Uniti e Libano.
Certo l’ incognita piu’ rilevante resta la reazione dei miliziani di Hezbollah. Negli ultimi tempi l’ organizzazione terroristica libanese e’ apparsa completamente eterodiretta da Al Quds, il reparto speciale p dei Guardiani della Rivoluzione (ICGR). E’ d’ obbligo la massima cautela, tuttavia (pur nel contesto della crisi generale in cui stiamo vivendo) non e’ da escludere che il dialogo tra Libano e Israele faccia sostanziali passi in avanti. Il prossimo incontro sara’ a Roma il 4 agosto…
Marco Mayer

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