• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La Turchia come la Cina

… e l’Italia ?

di Rosario Amico Roxas | 18 Luglio 2016

La partecipazione popolare alla “restaurazione” di Erdogan, dopo il fallito tentativo di golpe, è la prova che il sistema democratico, quando non è accompagnato da una profonda cultura popolare e democratica, spinge verso forme autoritarie, non importa se con tendenze destrorse o vagamente sinistroidi.

La dimensione socio-politica che rischia di assumere la Turchia, somiglia fin troppo al regime cinese, con un governo dichiaratamente comunista, ma con spazi riservati a forme capitalistiche profonde, ma riservate a pochissimi, diventati ricchissimi, mentre la stragrande maggioranza sopravvive con salari da fame.  Ma il comunismo è al potere, con autorità priva di autorevolezza, idoneo a controllare le masse  e favorire il sorgente, e già affermato, capitalismo liberista.  Come la Cina, anche la Turchia avrà la sua svolta autoritaria, forte di un appoggio popolare carpito con le minacce di ritorsioni già applicate, e che andranno a peggiorare.

Il GAP che divide il governo dai governati non è più politico, bensì economico, sia in Cina, ormai eclatante, che prossimamente in Turchia.

C’è da sperare che la svolta autoritaria, che si rifà al fondamentalismo islamico non sia foriero di nuove alleanza  con il fondamentalismo che sta insanguinando l’intero pianeta.  L’Europa non può fermarsi a guardare gli eventi e subirli, magari con commenti, da parte dei governanti, accomodanti, incapaci di assumere posizioni chiare a favore del dialogo politico.

Attendo un commento di Berlusconi, che si è sempre dichiarato amico intimo di Erdogan, mentre “Il Giornale”, organo ufficiale della famiglia Berlusconi, gira intorno al problema, senza assumere posizioni, anche loro in attesa degli “ illuminanti”  versioni del loro capo e padrone.

Anche l’Italia si sta ritrovando sulla scia che porta all’autoritarismo, ne è la prova il tentativo di Renzi di rendere la Costituzione un veicolo legalizzato che conduce all’anti-democratica condizione DELL’UOMO SOLO AL COMANDO.

Pubblicato in : Primo pianoTag: berlusconi, capitalismo, cina, comunismo, costituzione, dichiarato, erdogan, europa, governo, regime, renzi, turchia

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Aldo Pieri

    19 Luglio 2016 alle 04:12

    Buongiorno. Ho letto con grande interesse il suo articolo e le scrivo per condividere con lei alcune riflessioni che ho fatto nel corso degli ultimi mesi. Da marzo vivo in Cina dove, per conto della mia azienda, svolgo attività di direzione lavori di tipo ferroviario. Qui sono solo e lavoro unicamente con colleghi cinesi. il che mi consente una insolita full immersion in questo mondo così diverso ma anche così simile al nostro. Non sto a tediarla con una noiosa descrizione di questo contesto, ma vorrei porre l’attenzione su alcuni, pochi, aspetti che mi hanno sorpreso molto. E’ vero che qui il regime, il partito, è onnipresente e controlla più o meno tutto. E’ vero che l’emergere dei nuovi ricchi aumenta il divario tra il vertice e la base della società. Ma qui la base in pochi anni, e parlo di milioni di persone, si è sollevata dalla povertà più assoluta a livelli di vita più che accettabili. Qui gli stipendi stanno crescendo a vista. Qui la gente è sorridente, tranquilla, generosa e gentile. Posso circolare liberamente e non sentire alcuna pressione. A Pasqua, cercando una chiesa cattolica, ho chiesto a dei poliziotti e mi hanno aiutato a trovarla con la massima cortesia, senza chiedere documenti o altro. Le infrastrutture sono eccellenti quasi dappertutto, e consentono maggiore mobilità a tutti. In ospedale, dove ho avuto bisogno di cure, sono stato curato rapidamente da personale altamente professionale e a prezzi irrisori se paragonati ai nostri. Qui le donne lavorano tutte, persino nei cantieri, e sono molto fiere di farlo. Qui le donne vestono come vogliono e non sono sottoposte ad alcuna restrizione di genere. Qui donne e uomini trascorrono molto tempo insieme e condividono lavoro e tempo libero. Qui chiunque, specialmente i giovani, può andare all’estero per vacanza o per formazione universitaria. Ora non vorrei che queste mie parole fossero scambiate per un’apologia della Cina o, peggio, per un tributo a chi mi ospita. So benissimo cosa non funziona, cosa non mi piace, e probabilmente ci sono altre cose che ignoro e che non mi piacerebbero. Ma quale società è priva di aspetti oscuri? Per questo mi sono limitato a ciò che ha colpito la mia curiosità, e che le offro con piacere come spunto di ulteriore riflessione. Ho lavorato anche in e per paesi islamici, ma ho la sensazione che nell’immenso continente euro-asiatico i paesi che stanno in mezzo per molti versi somiglino meno a quelli che si trovano agli opposti. Turchia inclusa.
    Cordiali saluti

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti