
Torna “La Traviata di Verdi” al Teatro del Maggio e per Firenze si tratta della rappresentazione n. 126 – secondo alcuni calcoli approssimati per difetto – a partire da quel lontano 1854, quando venne messa in scena per la prima volta alla “Pergola”. Sono sei le recite previste: il 19, 21, 26 e 30 novembre alle ore 20 e il 24 novembre e 1º dicembre alle ore 15:30. Sul podio, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Renato Palumbo, che torna al teatro fiorentino dopo le recite di un altro grande capolavoro verdiano, Rigoletto, andato in scena nel 2019. La regia è di Stefania Grazioli, il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.
Nel ruolo della protagonista Violetta, reduce dal caloroso successo ottenuto come Madama Butterfly, spicca il soprano Carolina Lopez Moreno (sostituita da Julia Muzychenko – al suo debutto assoluto al Maggio – nelle recite del 21, 26 novembre e 1° dicembre), mentre nei panni di Alfredo Germont figura il tenore Giovanni Sala, che si alterna con Matheus Pompeu) e in quelli di Giorgio Germont i baritoni Lodovico Filippo Ravizza e Min Kim.
Il direttore Renato Palumbo ricorda di aver debuttato quasi vent’anni fa – nel 2005 – al Teatro del Maggio proprio con “La traviata”e a proposito di questa produzione sottolinea che “è decisamente marcata da tratti classici e stiamo lavorando per cercare di seguire quelli che sono i canoni scritti da Verdi nella partitura”. Prosegue Palumbo: “Posso dire che quest’opera mi ha accompagnato in parte per tutta la mia vita ed è un’opera che – quasi come tutte quelle verdiane – ‘cambia’ attraverso la propria crescita; la grande bellezza di Traviata risiede proprio in questo: matura insieme a te, ogni volta che la si affronta”.
Riguardo invece all’allestimento scenico, la regista Stefania Grazioli, ha affermato che si tratta di una “una produzione che ha preso forma ed è stata realizzata interamente con le risorse interne del Maggio Musicale Fiorentino, e che ha coinvolto negli ultimi mesi tutti i reparti del Teatro. Per questo allestimento abbiamo voluto mantenere un’ambientazione e dei costumi d’epoca ottocentesca, dove tuttavia gli ambienti evocano, piuttosto che raccontare filologicamente, la realtà del demi-monde parigino e dove la cifra registica, seppur del tutto fedele tanto alla partitura verdiana quanto al libretto di Piave, ripercorre il dramma degli ultimi mesi di vita di Violetta Valery in un’atmosfera visionaria ed intimista”.
Va ricordato che in questa Traviata si farà riferimento a Marie Duplessis, l’autentica Violetta cui si ispirò Alexander Dumas figlio per il suo celebre romanzo La signora delle camelie e che morì a Parigi nel 1847 a soli 23 anni.
Luca Summer
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