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La tragedia di Crotone: serve un gesto riparatorio

Mentre scrivo Medici Senza Frontiere si sta occupando  di sostenere i bambini e i ragazzi  che hanno subito il trauma peggiore che si possa immaginare: aver visto i propri genitori affogare in mare.  Perché questa attività a terra  e’ un servizio di necessità pubblica super apprezzato dalle autorità e invece la nave umanitaria di MSF In  mare No? 

di Marco Mayer | 1 Marzo 2023

Per evitare speculazioni politiche sulla tragedia di Crotone c’ era – a mio avviso – un modo diverso e più intelligente di comunicare e di agire da parte del Governo.

La prima mossa toccava a Matteo Salvini subito dopo il naufragio. Bastava dire: “D’ intesa con il Comando Generale della Guardia Costiera ho disposto una indagine interna con le seguenti finalità: 

a) capire se il Nucleo  Speciale di Intervento della Guardia Costiera (Sezione 1 informazioni e Sezioni 2 operazioni) e/o altre strutture centrali e periferiche del Corpo non abbiano  commesso errori 5 ore successive  alla comunicazione di Frontex alle 22:30 del 25/2/23; 

b) se qualcosa non  abbia  funzionato nel coordinamento interministeriali (Interno, Difesa nonché Presidenza del Consiglio/Protezione Civile per l’ eventuale soccorso a terra);

Perché sono partito dal Ministro Matteo Salvini e dalla Guardia Costiera? 

La Guardia Costiera è il primo punto di contatto per l’ Agenzia Europea Frontex che in questo caso sembra aver assolto bene i suoi compiti di monitoraggio e allerta con i suoi aerei da ricognizione.

Il secondo motivo è che la Guardia Costiera nel nostro ordinamento ha un duplice ruolo: 

1) in qualità di autorità marittima ha responsabilta’ civili di prevenzione,  sanzione e di soccorso in mare;

 2) sotto il profilo militare ha la responsabilità di  sorveglianza delle coste. Nello svolgere   questa attività dipende dallo Stato Maggiore della Marina Militare. 

Sia in ambito civile che miltare  dopo aver individuato un natante in arrivo verso la costa calabra la Guardia Costiera non avrebbe  mai dovuto  perderlo di vista;  tanto meno quando   a e’ arrivato  a qualche centinaio di  metri dalla costa se non condividendo con o  delegando  la sorveglianza ad un’ altra autorità civile o militare. 

Date le competenze in ambito militare assegnate  alla Guardia Costiera   sarebbe  utile conoscere il punto di vista della Marina Militare tramite la voce del Ministro Guido Crosetto 

Il terzo punto che intendo sollevare è noto. É inammissibile che una persona o una famiglia che proviene dalla Somalia o dall’ Afghanistan per trovare un paese di accoglienza ed un porto sicuro debba per forza ricorrere alla criminalità organizzata.

Eppure ne’ l’ Italia ne’ l’ Unione Europea garantiscono questo diritto fondamentale di chi scappa dalla guerra o è perseguitato da regimi dittatoriali.

Sotto questo profilo Giorgia Meloni ha fatto bene a sollevare  il tema con i suoi colleghi dell’ Unione Europea. Ma per essere convincenti serve dare l’ esempio. E questo spetterebbe a Lei e al titolare della Farnesina, Antonio Tajani. 

Esistono per fortuna illustri precedenti. In accordo con OIM come al Viminale Giuliano Amato riuscì ad organizzare voli per richiedenti asilo politico o umanitario dalla Libia. Analoghi corridoi umanitari sono stati aperti dal compianto Franco Frattini quando era  Ministro degli Esteri in collaborazione con la Comunità di Sant’ Egidio, la Regione Toscana e con altre strutture. 

L’ Ambasciatrice Elisabetta Belloni  conosce molto meglio di me queste iniziative  per i suoi precedenti incarichi di guida  della Unità di Crisi e della  DG  Cooperazione, iniziative hanno  contribuito  ad accrescere il prestigio internazionale dell’ Italia.

Ho lasciato per ultimo il Ministro Matteo Piantedosi perché vorrei rivolgere all’ ex Prefetto di Roma un appello personale.  

Qui a Strasburgo ho appena visto i doni al Consiglio d’ Europa (l’organismo paneuropeo che si occupa di tutelare i valori  della democrazia e dello Stato di Diritto)  di Paolo VI e Papa Francesco. 

Mi è tornato alla mente che il Pontefice pochi giorni quanto è  difficile  trovare il giusto equilibrio tra Giustizia e Misericordia. 

Una via è pronunciare parole di verità mentre l’ipocrisia e’ sempre da condannare come ricorda Dante nella Divina Commedia. 

Mentre scrivo Medici Senza Frontiere si sta occupando  di sostenere i bambini e i ragazzi  che hanno subito il trauma peggiore che si possa immaginare: aver visto i propri genitori affogare in mare. 

Perché questa attività a terra  e’ un servizio di necessità pubblica super apprezzato dalle autorità e invece la nave umanitaria di MSF In  mare No? 

Questa ipocrita doppiezza é inaccettabile e del resto sanno che MSF è una organizzazione staordinariamente seria, fu fondata nel 1971 da un  gruppo di medici per far fronte alla terribile crisi umanitaria del Biafra. 

A questo punto Ministro Piantedosi non  servono dichiarazioni, ma un gesto riparatorio. Spedisca ad Izmir un aereo della Presidenza del Consiglio (magari quello di Renzi) per portare in Italia in piena sicurezza un gruppo di persone provenienti dagli stessi paesi da cui provenivano colto  che hanno trovato la morte a Crotone. 

Marco Mayer
https://www.startmag.it/mondo/crotone-guardia-costiera-governo-meloni/

Leggi anche

https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/msf-fra-i-sopravvissuti-di-cutro-situazione-tragica/vi-AA185g1X

Pubblicato in : EditorialeTag: afghanistan, crisi, dante, democrazia, europa, genitori, giuliano amato, governo, italia, libia, mare, medici, meloni, mondo, persone, presidenza del consiglio, punto di vista, regione toscana, renzi, roma, strasburgo, toscana, unione europea

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    1 Marzo 2023 alle 17:46

    Tutte le argomentazioni dell’Autore non sarebbero state riproposte se l’imbarcazione si fosse normalmente spiaggiata come tante altre nel corso di questa lunga storia migratoria. Storia che non potendosi scrivere con i se e i ma, bisogna fare (e si è fatta) con quello che si ha (o non …). E sotto questo profilo è più facile agire applicando la prassi metafilosofica delle “3 F.F.” in sostituzione del “Che fare” sin dall’origine del fenomeno, ancora scarsamente (o volutamente non) ideologizzato dal mondo (Europa ricca, nello specifico) che dovrebbe risolverlo. Esemplificando, la citata prassi:
    1. Operare con mezzi idonei da Facente Funzione, in assenza del Responsabile effettivo (singolo/plurimo/coordinamento);
    2. Operare con quello che si ha … Facendo Finta;
    3. Operare inventando, con quello che si trova, Facendo (i) Fessi.
    La combinazione di questi fattori (Persone, cose e volontà) non ha ancora portato alla soluzione del “complicato” problema esistente sin dall’origine dell’uomo sulla Terra (per quanto a noi riguarda), la cui conquista – metro dopo metro – non è mai stata data “aggratisse”, nemmeno dal “dante causa” che continua a far appello agli uomini di buona volontà …

    Rispondi

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