La violenza sulle donne non ha solo come responsabile chi ne è protagonista materiale, ma è frutto di una subcultura che ancora insiste nella nostra società.
Solo nel 1971 fu abolito il “delitto d’onore” ,uccidere una donna valeva dai 3 ai 7 anni di carcere. Ovviamente la condanna era sempre più vicino ai 3 anni..che nessuno faceva interamente.
Il diritto alle donne di votare è del 1946.
Stenta a morire il concetto che la donna “è cosa ” di proprietà dell’uomo e prima di perderla arriva a bruciarla viva ,Sara non è stata solo uccisa è stata punita.
Chi è passato dal luogo dove la studentessa di 22 anni chiedeva aiuto inseguita dal suo carnefice non solo non si è fermato ma non ha lanciato nemmeno l’allarme.
Femminicidio, stupri ,violenze quotidiane da fidanzati o ex fidanzati,da mariti o ex mariti sono all’ordine del giorno e sulla maggior parte di questi regna il silenzio assordante di chi pensa “che forse se lo meritava”.
Il Comune di Firenze attraverso un apposito ufficio della Polizia Municipale raccoglie informazioni sulle violenze consumate in famiglia allo scopo di intervenire e prevenire .
Il centro Artemisia intitolata a Catia Franci si occupa delle violenze sulle donne e sui minori.
NON BASTA.!
Occorre fare molto di più.
L’avvocatessa Bongiorno propone che quando il reato di violenza colpisce una donna sia considerata l’aggravante.
Io sono d’accordo.
Una campagna di informazione sulla popolazione perchè chi è a conoscenza di situazioni di violenza sulle donne lo comunichi ,con la garanzia dell’anonimato, all’uffico preposto che deve essere istituito in ogni comune.
La questione non può essere lasciata solo al volontariato ci vogliono lo psicologo e l’agente di Polizia Municipale quando è necessario.
Si apra un dibattito in tutti i Consigli Comunali e si pronuncino con fermezza le Istituzioni.

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