“Le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia in un interscambio produttivo sulla realtà”. Così il Cav. ha declinato l’invito del segretario del Pd per un “faccia a faccia” pre-elezioni-regionali. Niente da fare, anche questa volta non vedremo un confronto in campagna elettorale. Il Cav. cavalca la formula che lo ha reso vincente negli ultimi quindici anni. Il primo ingrediente lo conosciamo molto bene: “attaccare i giudici”. Come? ” C’e’ un partito dei giudici che interviene nella politica con il fine di cambiare i governi voluti e votati dagli elettori”. Il secondo ingrediente è il papello distribuito ai candidati durante la manifestazione di sabato. Non è un contratto, è il “Patto per la libertà”: meno tasse per tutti, piano casa, nucleare (Ma come? Tutti i suoi candidato non lo vogliono), un ddl sulle intercettazioni, le fantomatiche “riforme istituzionali”, “la grande riforma della giustizia” ( ma non era il processo breve?), il federalismo (per far contento Bossi). E “mandare a casa le giunte rosse”. Il Cav. non si rinnova, il fautore di una politica moderna è rimasto indietro di 15 anni. “Sarà qual che sarà”, ma domenica sarà il solito referendum: Berlusconi sì, Berlusconi no. C’è chi si asterrà convintamente, dicono che saranno in tanti, c’è chi avrà ascoltato le parole del Cardinal Bagnasco, “ non votate chi vuole l’aborto, i contraccettivi, etc..”( come dire:” non votate la Bonino”), c’è chi sosterrà il Cav., c’è chi sosterrà Bersani, c’è chi sosterrà Casini. Ma questa volta il numero dei votanti o degli astenuti sarà esatto. Non si potranno “dare di certo i numeri”.
Giuseppe Alberto Falci (www.leragioni.it)

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