C’è da vergognarsi al sol pensiero di essere corresponsabile di aver eletto gli attuali parlamentari.
Riesce difficile giustificare l’inquietudine fisica e psichica dei rappresentanti dell’opposizione, tutti nervosi perché sono senza potere ed esposti a sussulti interni che compromettono la loro immagine politica.
Tale giudizio negativo invade anche l’area dei parlamentari della maggioranza.
Sembra che gli attuali onorevoli ignorino lo spirito di coloro che, dopo la seconda guerra mondiale s’impegnarono, senza distinzione di parte a ricostruire l’Italia distrutta dalla guerra.
Nessun parlamentare osò allora chiedere petulantemente alla Democrazia Cristiana, alquanto prepotente e arrogante, di fare un passo indietro.
Togliatti quando il PCI fu espulso dal Governo continuò a fare politica in difesa dei lavoratori e senza trascurare gli interessi generali della Nazione.
Farebbe bene Bersani comportarsi come i vecchi dirigenti del PCI e smetterla di ripetere ogni minuto: “Berlusconi deve andare a casa”. E’ una litania noiosa e irritante la sua, sapendo che ci sono tanti problemi che assillano il Paese per la grave crisi economica mondiale con pesanti riflessi sulla zona dell’Euro.
Il fenomeno che affligge Bersani è il suo incerto futuro, minato da Vendola, Di Pietro e anche dal giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi che invita la sinistra a rottamare i dirigenti nazionali del PD.
La partecipazione di Bersani allo sciopero della CGIL spiega tutto il suo dramma interno per la propria sopravvivenza politica.
Egli, infatti, preferisce ignorare gli appelli del Capo dello Stato per dimostrare al suo elettorato di essere il nemico del governo e del suo capo Berlusconi.
Il comportamento irresponsabile non è solo di Bersani. Oggi si metterebbe in primo piano Susanna Camusso e poi Di Pietro, Casini, Rutelli, Bocchino, Vendola, Giovanna d’Arco italiana, Rosy Bindi e infine Bersani.
Tali personaggi danno l’impressione di non credere alla crisi del Paese.
I parlamentari dell’opposizione sono consapevoli di quanto, sta succedendo in tutti i nostri settori produttivi, ma l’odio viscerale verso il Governo li rende disfattisti e incuranti del futuro dei giovani che non possono formare una propria famiglia, perché senza lavoro. Essi lamentano che il Governo ricorre al voto di fiducia per approvare le leggi in Parlamento, ma non parlano dell’ostruzionismo messo in atto in ogni occasione pur di ostacolare il Governo.
Il terremoto in atto nella Bce, a seguito delle dimissioni del tedesco Juergen Stark, perché contrario ai provvedimenti della Bce per salvare l’Italia, non preoccupa la minoranza, che vede il tedesco Stark, l’uomo che può mandare a casa il governo Berlusconi. L’addebito che bisogna fare a Berlusconi per la parola “Me……” in un momento di forte nervosismo è che sbagliò indirizzo.
Domenico Civitano

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