
“Ministro Assaad al-Shaibani, ammetterà che è difficile prendere sul serio un Bashar al-Assad, anzi una dittatura con a capo Bashar al-Assad.”
Il ministro degli Esteri siriano Assaad al-Shaibani in visita all’Onu ha chiesto la revoca delle sanzioni contro il suo Paese. Il titolare della diplomazia delle nuove autorità islamiste, che hanno preso il potere a Damasco l’8 dicembre scorso con la caduta dell’ex presidente Basharal-Assad, ha issato la nuova bandiera fuori dal Palazzo di Vetro, definendolo un “momento storico” che “ha consacrato lavittoria del popolo siriano”. “Il popolo ha bisogno innanzitutto della revoca delle sanzioni – ha detto il ministro ad Al Jazeera- Le sanzioni ostacolano il ritorno dei rifugiati, la stabilità, gli investimenti e la ricostruzione delle infrastrutture distrutte dal regime di Assad”.
Il World Food Program delle Nazioni Unite ha reso noto di aver esaurito tutte le sue scorte alimentari per le famiglie di Gaza. “La situazione all’interno della Striscia di Gaza ha nuovamente raggiunto un punto di rottura – si legge sul sito dell’organizzazione – la gente non sa più come reagire e i fragili progressi ottenuti durante il breve cessate il fuoco si sono infranti. Senza un’azione urgente per aprire le frontiere all’ingresso di aiuti e scambi commerciali, l’assistenza fondamentale del Wfp potrebbe essere costretta a cessare”. Il Wfp quindi “esorta tutte le parti a dare priorità alle esigenze dei civili e a consentire l’ingresso immediato degli aiuti a Gaza, rispettando i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario”. Una squadra israeliana di livello operativo si trovava al Cairo lunedì per parlare con i mediatori, e una delegazione di Hamas si è recata nella capitale egiziana martedì. L’incontro sembra segnare il ritorno di Barnea. (Direttore del Mossad.
David Barnea è un agente segreto israeliano e direttore del Mossad dal 1º giugno 2021. Il Mossad opera nel campo della prevenzione e del contrasto al terrorismo (non solo di matrice islamica) e nell’ambito delle operazioni all’estero aventi come scopo la raccolta di informazioni segrete di interesse statale. Mossad, è l’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele, focalizzato sulle operazioni all’estero). Al coinvolgimento nei negoziati sulla presa degli ostaggi, dopo essere stato sostituito come capo negoziatore dal ministro per gli Affari Strategici Ron Dermer, fedelissimo del premier Benjamin Netanyahu. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha invitato il suo omologo statunitense, Donald Trump, a lavorare per un accordo “equo” tra Israele e i palestinesi, simile a quello che pose fine al conflitto tra l’Egitto e lo Stato ebraico più di quattro decenni fa. Al-Sisi, uno dei principali mediatori per una tregua a Gaza, ha insistito sul fatto che la creazione di uno Stato palestinese accanto a quello israeliano “è l’unica garanzia per porre fine alla violenza e alla vendetta e stabilire una pace duratura”. Con il Trattato di pace del 1979, l’Egitto normalizzò i suoi rapporti con lo Stato ebraico e divenne così il primo Paese arabo a riconoscere lo Stato di Israele, seguito dalla Giordania (1914), dagli Emirati Arabi Uniti e dal Bahrein (2020), tutto grazie alla mediazione degli Stati Uniti. Al Sisi ha nuovamente ribadito “la tragica situazione nella Striscia di Gaza”, avvertendo che essa pone “all’intera regione (del Medioriente) sfide senza precedenti”. Ha insistito, infine, sul fatto che “l’Egitto non permetterà la liquidazione della causa palestinese” attraverso un possibile “sfollamento dei palestinesi”, qualcosa che il Cairo considera anche – secondo Al-Sisi – una “minaccia alla sua sicurezza nazionale”. È arrivato a 52 il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza da ieri mattina, con 39 persone uccise nei raid su Gaza City e nelle aree settentrionali dell’enclave. Lo ha riportato la tv satellitare araba al Jazeera, citando fonti sanitarie palestinesi. Gli attacchi sono stati effettuati anche sulle città di Jabalia, Deir al Balah e Khan Yunis, comprese le case in cui erano ospitati i rifugiati, secondo quanto riportato. Alcune aree nel nord dell’enclave palestinese sono state bersaglio di bombardamenti di artiglieria, ha aggiunto l’emittente. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi è atteso domani a Muscat, in Oman, per un terzo round di negoziati con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai, auspicando “possibili progressi” se Washington “farà prova di buona volontà, serietà e realismo”. È così?
Giuseppe Basilico

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