
Il Presidente Napolitano ha fatto ciò, per tentare di salvare l’Italia dalla grave crisi economica, di carattere mondiale e soprattutto di non alimentare la misera lotta politica tra la maggioranza e la minoranza a tutto danno dell’immagine dei politici e delle Istituzioni.
E’ stato avvilente seguire la pedante azione politica del PD basata sulla noiosa proposta, stonata nei toni e priva di contenuti propositivi per il futuro, d’invitare Berlusconi a dimettersi.
Non poteva essere diversamente per un PD assillato dai conflitti interni alimentati dai rottamatori e dalle difficili decisioni sulle alleanze con Vendola o con Di Pietro, guardando al Terzo Polo.
L’altro problema di disturbo per il PD è stato ed è ancora quello concernente le primarie: “Votazioni interne al partito per la scelta del leader”.
E se non bastasse tutto ciò, si aggiungono lampi e tuoni del Presidente Napolitano per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati in Italia.
Sotto l’aspetto umano nulla da eccepire sul provvedimento legislativo. Non si può condividere la motivazione politica della sinistra secondo cui la presenza in Italia di bambini stranieri è un bene cui l’Italia aspira in considerazione delle poche nascite di bimbi italiani.
A chi sostiene simili idiozie, bisogna ricordare le cause di tale fenomeno. Una coppia di sposi che vive con il timore della disoccupazione, con il ridotto potere d’acquisto dell’Euro, con la preoccupazione di arrivare senza un centesimo di euro alla fine del mese, come può mettere al mondo un figlio?
Il PD farebbe bene a dire le vere ragioni che lo inducono a sostenere la tesi della cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati in Italia.
Il PD comunista tenterà di indottrinare i futuri giovani, considerati a tutti gli effetti italiani, come hanno agito con gli studenti delle scuole superiori, dell’università, con i professori delle scuole, con le reti televisive, con i giornali e, ancora più sfacciatamente, con i magistrati.
E’ la logica comunista quella di essere politicamente forti per comandare e punire chi non la pensa come loro.
Basti vedere come parla, come lotta politicamente Rosy Bindi, ex democristiana, per notare com’è totalmente cambiata facendo parte del PD a guida comunista.
In TV, oltre Rosy Bindi, mancato ministro dell’ipotizzato governo di unità nazionale, ma senza Berlusconi, si può citare Enrico Letta che si era convinto essere il rappresentante del PD, anche nel Governo Monti, per i meriti conquistati sul campo nella lotta a Berlusconi.
I politici del PD, dell’IdV, del Terzo Polo, nemici di Berlusconi, con il livore in corpo contro il Presidente Napolitano, cantano vittoria per le dimissioni del Governo senza rendersi conto che anche loro, insieme al Popolo Italiano, sono sotto le forche Caudine dei poteri forti che oggi sono a guidare le sferzate annunciate dal prof. Mario Monti.
A non cantare vittoria sono i Magistrati comunisti intelligenti, che avvertendo il pericolo di un risorgimento alla maniera della Santa Pasqua lottano contro il tempo per costringere il loro nemico a fare la fine di Craxi.

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