Negli ultimi giorni i quotidiani francesi si sono soffermati sull’importanza dei sondaggi in questa campagna presidenziale spesso modificando le mosse dei candidati stessi.
Libération, per esempio, ha chiesto ai responsabili delle più importanti società di sondaggi francesi quanto tali sondaggi siano determinanti rispetto alle altre precedenti elezioni.
Per Pierre Giacometti (Ipsos), rispetto al passato (e in particolare alle elezioni del 2002) il fenomeno più importante è l’alto livello di percentuale raggiunto insieme dei due principali candidati.
Sarkozy e Royal ruotano insieme al 60% dei sondaggi, mentre nel 2002 Lionel Jospin e Jacques Chirac erano intorno al 45%. Questo fa pensare che, che se questa percentuale si mantenesse, saranno certamente loro ad andare al ballottaggio nel secondo turno. Analizzando i dati, per Giacometti risulta anche evidente che i francesi hanno legittimato Ségolène Royal e Nicholas Sarkozy, sebbene, a differenza di altre elezioni, oggi non c’è un terzo uomo, bensì altri due concorrenti, Bayrou e Le Pen, estremamente competitivi al punto da poter partecipare al secondo turno. Questo determina l’altra novità importante di questa campagna elettorale: l’attenzione è concentrata su ben quattro candidati principali.
Su questa analisi è d’accordo anche Jerôme Sainte – Marie (BVA) che aggiunge come la presenza di Bayrou sia un fenomeno da una parte più fragile, dall’altra di disturbo. Infatti, essendo uomo di centro invece che di estrema destra o di estrema sinistra, le intenzioni di voto nei suoi confronti sono estremamente variabili e soggette alle mosse dei due candidati principali. In pratica Bayrou ha davanti solo due alternative: o guerra chiaramente vittoriosa o sconfitta. Per il responsabile di BVA risulta più debole Jean – Marie Le Pen, fermo sul 10 – 11%, perché parte dei suoi elettori si riconoscono in Sarkozy.
Stéphane Rozès (CSA) ritiene che in questa fase della campagna elettorale ciascun candidato dovrebbe innanzitutto costruire una propria coerenza tra la sua persona, i suoi valori e il suo programma. Durante la campagna per il secondo turno, invece, la domanda che i cittadini si dovrebbero porre è: di chi ci si fida per lasciare le chiavi di casa? Inoltre, dopo aver subito un forte distacco negativo nei confronti di Sarkozy, Ségolène Royal ha ribaltato la situazione grazie alla sua apparizione in televisione, ristabilendo un legame diretto con il paese che non era riuscito con il suo discorso programmatico di Villepinte.
Frédéric Dabi (Ifop) pensa che “questa campagna sia un po’ folle”, con un alto livello di interesse per quanto riguarda le opinioni ma, al tempo stesso, “con un alto numero di indecisi, circa uno su due”. Infine per Dabi è necessario considerare tre fatti importanti in questa campagna elettorale: la sinistra della sinistra è molto debole se paragonata alle precedenti elezioni; che i due principali candidati sono attualmente gomito a gomito nei sondaggi; infine che Ségolène Royal ha nuovamente riacquistato credibilità dopo la sua apparizione su TF1.
Le Figarò questa settimana ha puntualizzato i momenti salienti dei sondaggi di febbraio che riassumiamo brevemente di seguito.
Qualche giorno prima del discorso programmatico di Ségolène Royal (avvenuto, ricordiamo l’11 febbraio ndr), per la prima volta Sarkozy distanzia di sei punti la candidata socialista.
Il 12 febbraio, all’ìndomani del discorso di Ségolène Royal, il sondaggio indetto da Paris Match non rileva effetti positivi: al secondo turno Sarkozy distaccherebbe del 54% la Royal (ferma al 46%).
Il 16 febbraio, François Bayrou (candidato centrista) è giudicato più credibile dei due candidati Sarkozy e Royal per quanto riguarda il finanziamento del suo programma.
Il 17 febbraio un sondaggio rileva che 8 francesi su 10 (quindi il 78%) ritengono che ancora non c’è ancora niente di certo in quanto, da qui alle elezioni, potrebbero accadere tante cose che potrebbero influenzare l’andamento della campagna.
Il 19 febbraio M.me Royal comincia a riprendere quota, anche se continua ad aumentare la percentuale di preferenze per Bayrou nei sondaggi.
21/22 febbraio: la candidata socialista riduce lo scarto con Sarkozy, in seguito alla sua apparizione televisiva nella trasmissione “J’ai une question à vous poser” (“Ho una domanda da farle” ndt), anche se gli spettatori, nonostante la giudichino simpatica, si dichiarino non ancora del tutto convinti.
26 febbraio: secondo la società LH2 al secondo turno, Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal sono indicati alla pari dopo che, da 15 gennaio scorso, nei 29 sondaggi precedenti l’attuale ministro degli interni era stato dato come il vincitore.
La settimana di M.me Royal – Quando i sondaggi fanno la differenza
a cura di Elisabetta Failla

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