Quando un’iniziativa come quella dell’Unione degli Atei e degli
Agnostici razionalisti è intrapresa a salvaguardia dei principi inderogabili
di civiltà e convivenza che sono alla base del nostro Paese, è di
fondamentale importanza che non si provi a cadere in facili
strumentalizzazioni ponendone l’accento sotto l’aspetto di una
opportunistica e propagandistica visione anticlericale.
Qui, signori, si parla di laicità. Tutte le forze politiche di destra,
di centro e di sinistra dovrebbero sostenere la diffusione di iniziative che
hanno come propria finalità la difesa delle nostre leggi. Ed il Partito
Socialdemocratico, a quanto pare a differenza purtroppo di molti altri, non
ha intenzione di esimersi dal farlo, perché eventi a tutela della legalità
dovrebbero essere ancor più diffu si in tutto il Paese.
La nostra Carta Costituzionale – che in tanti hanno omaggiato proprio
in questi giorni per il sessantesimo anniversario della sua entrata in
vigore – afferma chiaramente che la laicità è un principio non
prescindibile. Questo principio supremo non è astratto ma è bensì
strutturale in diversi punti e norme, come si realizza leggendo l’art 7 dove
si afferma l’importante principio che chiesa e stato sono indipendenti nella
reciproca sovranità. Libera chiesa in libero stato. In ciascuno di questi
ordini, nelle reciproche sfere, i soggetti sono sovrani.
E’ vero, a volte può essere un principio di non facile applicazione.
Quale è allora la linea di demarcazione? Lo Stato che cosa non può fare? E’
presto detto, non può intervenire nelle modalità di rito o in cose analoghe.
Lo Stato non può sindacare nell’attività di culto della chiesa. Così la
Chiesa non può sindacare ed! interve nire nell’operato delle istituzioni
statali.
Così di fronte ad eventuali violazioni di una legge dello Stato, come
sembra essere avvenuto nel caso della Visita Pastorale presso il circolo
didattico di via Sicilia, lo stesso Stato ha il dovere morale di intervenire
con specifici provvedimenti.
Tutti i bambini e le bambine vanno rispettati nelle loro diversità. Su
questo punto, quali che siano le nostre opinioni, dovremmo sentirci
vincolati dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia
diventata legge nel nostro Paese nel 1991, che ci obbliga a rispettare il
diritto dei bambini e dei ragazzi non solo alla libertà di religione ma
anche a quella di coscienza e di pensiero (art. 14).
Rispetto per tutti i credenti, dunque, ma anche per chi non crede. Noi
socialdemocratici riteniamo che si tratti di un principio di grande civiltà
che va applicato anc he nei confronti di chi non appartiene ad una
confessione religiosa preponderante.
Il PSDI, proprio a questo proposito, si impegnerà affinché nelle
successive edizioni della Convenzione venga tutelato con chiarezza anche il
diritto a non credere. Va da se, comunque, che una scuola pubblica e laica
non dovrebbe rimanere in attesa degli aggiornamenti di una convenzione
internazionale.
Gianni Armonia,
Segretario Cittadino del PSDI
gianni.armonia@psditoscana.it

“di fronte ad eventuali violazioni di una legge dello Stato, come
sembra essere avvenuto nel caso della Visita Pastorale presso il circolo
didattico di via Sicilia, lo stesso Stato ha il dovere morale di intervenire
con specifici provvedimenti”.
Pur disposto a condividere sinceramente l’anelito libertario emergente dal richiamo all’articolato della nostra Costituzione ( che credo di conoscere abbastanza bene ) resto perplesso di fronte alla mancanza di informazione (da parte dell’articolista ,il Segretario Cittadino PSDI )riguardo a quanto successo durante “la Visita Pastorale presso il circolo didattico di via Sicilia “ .Purtroppo non sono stato edotto in merito dalla cronaca locale e neppure da Rai Tre . La foga della denuncia ha causato la perdita della notizia. Nella speranza che sia già “tutelato con chiarezza anche il diritto a non credere” a simili appelli ,posso restare in attesa di più esaurienti e motivate notizie ?