
Il presunto tavolo bi/tri/quadrilaterale che dovrebbe avvenire entro agosto, ha un perimetro invalicabile: nessuna concessione territoriale, ritiro completo delle truppe russe, integrità territoriale dell’Ucraina secondo la Carta ONU. Non è un capriccio di Kyiv, è la base minima di qualsiasi negoziato serio. Il formato bi/tri/quadrilaterale serve solo a blindare ciò che conta con garanti veri europei e statunitensi, senza barattare confini. È l’idea di fondo delle garanzie di sicurezza a lungo termine, mentre la “Peace Formula” è la mappa che tiene insieme sicurezza nucleare, alimentare, scambio integrale dei prigionieri, rientro dei minori deportati, giustizia e ripristino dei confini.
Qui si sancisce, e mi dispiace per le tonnellate di filoputiniani e obnubilati ideologici, la sconfitta di Putin. L’aggressione non ha raggiunto l’obiettivo strategico e non è diventata diritto. Possesso di fatto non è legittimità. Le annessioni restano carta straccia fuori dai confini della propaganda e l’Europa ha già avviato il percorso per registrare i danni e instradare le richieste di riparazione. Chi attacca, non ottiene gli scopi e non riceve riconoscimento internazionale, ha perso politicamente. Da qui la ricerca affannosa di una soft exit presentabile al pubblico di casa.
Chiarissimo anche il metodo decisionale. Qualsiasi concessione o accordo passa solo per il potere decisionale ucraino, non certo per le manie di grandezza di Trump né per gli incontri messi in scena con Putin. Nessuno decide del destino dell’Ucraina se non l’Ucraina, anche i leader europei sono stati molto chiari su questo punto. Se questa semplice verità venisse ignorata, la guerra continua e il risultato è scontato, comunque la si racconti nella retorica immaginaria del giorno.
L’uscita, se mai ci sarà, deve suonare così: cessate il fuoco, ritiro verificabile a tappe, controllo internazionale delle frontiere, scambio tutti per tutti, sicurezza nelle maggiori città oggetto degli attacchi indiscriminati russi, riparazioni instradate, garanzie dure contro future aggressioni. Questa è la traduzione pratica della Peace Formula dentro un quadro occidentale di sicurezza.
Morale semplice. Non si riscrive la Carta ONU per salvare la faccia a chi ha perso. La guerra di Putin è già sconfitta nella sua pretesa di cambiare i confini con la forza. Il resto è solo rumore, finché l’ultimo chilometro non verrà lasciato alle spalle.
Ve lo dico con largo anticipo.
Piero Terracina

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