Ma sul guazzabuglio delle banche non ci possiamo cimentare. Non per ignavia ma per mancanza totale di informazioni corrette. Noi siamo diversi, dicono. Qualcuno dice che il loro raglio è differente… il che la dice lunga. Chissà quando qualcuno li metterà dietro la lavagna.
Su reddito di cittadinanza il guappo si ostina a raccontarci che tutto sarà giusto e perfetto mentre manda nei talk ragazzotte che a ogni domanda concreta rispondono farfugliando e terminano il discorso con la solita solfa/sola del “noi lavoriamo H24 siamo coesi e in accordo totale fra noi e con gli altri”. Oltre tutto non sanno nemmeno ripetere la lezioncina a memoria a mo’ di cocorite.
Ora, non vorrei che qualcuno pensasse che siamo perfidi vecchi che non amano i giovani per invidia. Ma la mancanza di esperienza di costoro, tutti o quasi, l’ignoranza e spesso la maleducazione nei confronti di chi, oggettivamente, ne sa più di loro e comunque merita rispetto, sono palesi.
Ma in settimana spicca l’accordo provax del Guitto il genovese con Matteo il fiorentino.
Nella triste occasione della scomparsa di un ricercatore di pregio quale il professor Aiuti, si sono riappalesate cose turpi. Come i video allucinati di Beppe che urlava accusando le case farmaceutiche di avere sparso la fabula/fake del virus del’HIV, per vendere le terapie. Mentre la gente affetta dal morbo terribile, moriva come le mosche, allora.
E oggi, dopo avere straurlato nelle piazze, non il secolo scorso ma negli ultimi anni, il solito ritornello sulle case farmaceutiche, all’improvviso fa un’inversione a U e si appatta con Burioni, il capintesta scientifico dei pro-vax scatenando la rabbia dei no-vax pentastellati. Che lo insultano sulla sua pagina Facebook e lo accusano di alto tradimento. Mentre lui di rimando li accusa di terrapiattismo.
Poi arriva direttamente dal guru la difesa dell’adesione, che ha il sapore di una correzione di rotta rispetto a posizioni che da sempre hanno puntato il dito contro le collusioni tra scienza ufficiale e case farmaceutiche e contro la pericolosità dei vaccini. Sul suo blog, il fondatore ci dà contezza che «Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri. Non conosco il Professor Roberto Burioni». Una presa di distanze, quella del Garante M5s, che cita solo il nome dell’altro promotore dell’appello pro-scienza e non quello del frontman della battaglia, scientifica e politica, contro i no vax, che prontamente , replica: “Sono sempre stato disposto a incontrare Grillo e a confrontarmi con lui. Non l’ho mai conosciuto perchè non mi è mai capitato”.
Legittimo e intelligente cambiare, o meglio, riadattare e rivedere certe idee, anche in relazione ai tempi e alla realtà che ci circonda e che cambia. Ma la scienza è scienza, come dice proprio Burioni, aggiungendo con modestia e razionalità che anche gli scienziati possono sbagliare ma devono essere loro stessi a correggere i propri errori, dimostrandoli, e non i tuttologi. «Condivido al 100% le parole di Grillo, sono parole bellissime, che esprimono un concetto molto importante: la scienza è fatta di dubbio e non ha dogmi. Ma la scienza non viene corretta da quelli che su Twitter scrivono che la Terra è piatta, la scienza viene corretta dagli scienziati».
Intanto si affaccia all’orizzonte la Giulia, no, non il ministro della salute, per carità, ma quella della P.A. Se statista non saprei ma evocante gli statisti del passato, che ormai tutti rimpiangiamo e dei quali nutriamo grande nostalgia. Proprio nel giorno del centenario della nascita del Divo Giulio.
Nell’osservare il nuovo che avanza fra ignoranti supponenti, svetta la sua personalità di piglio maschile, e lo dico in senso positivo. E, almeno, in TV non fa le facce come le sue pari in genere, ma si mantiene composta ascoltando educatamente le intemperanze dell’altro genere. Ne caso qualcuno se le fosse perse alludo a quelle del professore, si, il Cacciari il filosofo che ci ha ricordato il professore critico d’arte nel suo peggiore aspetto.
Preferibile è dunque recuperare dal passato il senso delle istituzioni che ormai sembra perso ma che è essenziale. Quanto all’esito del progetto lo vedremo in futuro. Il nuovo non sempre è bello. Auspicabile, di contro, il connubio generazionale che appare l’unica via d’uscita. Basta con il ritornello sulla colpa di quelli che hanno preceduto, nonostante i tanti errori fatti. Occorre invece recuperare quello che di positivo c’era e non buttar via il bambino con l’acqua sporca, come si suol dire, anche se la locuzione non mi piace ma è chiarissima.
Carla Ceretelli

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