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La schizofrenia grillina: stendiamo un velo pietoso? No davvero

La mancanza di esperienza di costoro, tutti o quasi, l’ignoranza e spesso la maleducazione nei confronti di chi, oggettivamente, ne sa più di loro e comunque merita rispetto, sono palesi.

di Carla Ceretelli | 14 Gennaio 2019

Ma sul guazzabuglio delle banche non ci possiamo cimentare. Non per ignavia ma per mancanza totale di informazioni corrette. Noi siamo diversi,  dicono. Qualcuno dice che il loro raglio è differente… il che la dice lunga. Chissà quando qualcuno li metterà dietro la lavagna.

 

Su reddito di cittadinanza il guappo si ostina a raccontarci che tutto sarà giusto e perfetto mentre manda nei talk ragazzotte che a ogni domanda concreta rispondono farfugliando e terminano il discorso con la solita solfa/sola  del “noi lavoriamo H24 siamo coesi e in accordo totale fra noi e con gli altri”. Oltre tutto non sanno nemmeno ripetere la lezioncina a memoria a mo’ di cocorite.

 

Ora, non vorrei che qualcuno pensasse che siamo perfidi vecchi che non amano i giovani per invidia. Ma la mancanza di esperienza di costoro,  tutti o quasi, l’ignoranza e spesso la maleducazione nei confronti di chi, oggettivamente,  ne sa più di loro e comunque merita rispetto,  sono palesi.

Ma in settimana  spicca  l’accordo provax  del Guitto il  genovese con Matteo il fiorentino.

Nella triste  occasione della scomparsa di un ricercatore di pregio quale il professor Aiuti, si sono riappalesate cose turpi. Come i video allucinati di Beppe che urlava accusando le case farmaceutiche di avere sparso  la fabula/fake  del  virus del’HIV, per vendere le terapie. Mentre la gente affetta dal morbo terribile,  moriva come le mosche, allora.

E oggi, dopo avere straurlato nelle piazze, non il secolo scorso ma negli ultimi anni, il solito ritornello sulle case farmaceutiche, all’improvviso fa un’inversione a U e  si appatta  con Burioni, il capintesta scientifico dei pro-vax scatenando  la rabbia dei no-vax pentastellati. Che lo  insultano  sulla sua pagina Facebook e lo accusano di alto tradimento. Mentre lui di rimando li accusa di terrapiattismo.

 

Poi arriva direttamente dal guru la difesa dell’adesione, che ha il sapore di una correzione di rotta rispetto a posizioni che da sempre hanno puntato il dito contro le collusioni tra scienza ufficiale e case farmaceutiche e contro la pericolosità dei vaccini. Sul suo blog, il fondatore ci dà contezza che  «Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri. Non conosco il Professor Roberto Burioni». Una presa di distanze, quella del Garante M5s, che cita solo il nome dell’altro promotore dell’appello pro-scienza e non quello del frontman della battaglia, scientifica e politica, contro i no vax, che prontamente ,  replica: “Sono sempre stato disposto a incontrare Grillo e a confrontarmi con lui. Non l’ho mai conosciuto perchè non mi è mai capitato”.

 

Legittimo e intelligente cambiare, o meglio, riadattare e rivedere certe idee, anche in relazione ai tempi e alla realtà che ci circonda e che cambia.  Ma la scienza è scienza, come dice proprio Burioni, aggiungendo con modestia e razionalità che anche gli scienziati possono sbagliare ma devono essere loro stessi a correggere i propri errori, dimostrandoli, e  non i tuttologi. «Condivido al 100% le parole di Grillo,  sono parole bellissime, che esprimono un concetto molto importante: la scienza è fatta di dubbio e non ha dogmi. Ma la scienza non viene corretta da quelli che su Twitter scrivono che la Terra è piatta, la scienza viene corretta dagli scienziati».

 

Intanto si affaccia all’orizzonte la Giulia, no, non il ministro della salute, per carità, ma quella della P.A. Se statista non saprei ma evocante  gli statisti del passato, che ormai tutti rimpiangiamo e dei quali nutriamo grande nostalgia. Proprio nel giorno del centenario della nascita del Divo Giulio.

Nell’osservare  il nuovo che avanza fra ignoranti supponenti,  svetta la sua personalità  di  piglio maschile, e lo dico in senso positivo. E,  almeno,  in TV non fa le facce come le sue pari in genere, ma si mantiene composta ascoltando educatamente le intemperanze dell’altro genere. Ne caso qualcuno se le fosse perse alludo a quelle del professore, si, il Cacciari il filosofo che ci ha ricordato il professore critico d’arte nel suo peggiore aspetto.

Preferibile è dunque  recuperare  dal  passato il senso delle istituzioni che ormai sembra perso ma che  è essenziale. Quanto   all’esito del progetto lo vedremo in futuro. Il nuovo non sempre è bello. Auspicabile, di contro,  il connubio generazionale che appare l’unica via d’uscita. Basta con il ritornello sulla  colpa di quelli che hanno preceduto, nonostante i tanti errori fatti. Occorre invece  recuperare quello che di positivo c’era e non buttar via  il bambino con l’acqua sporca, come si suol dire, anche se la locuzione non mi piace ma è chiarissima.

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bambino, banche, battaglia, centenario, discorso, futuro, giovani, secolo scorso

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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