Non c’è niente da fare, ci siamo scelti un destino mediocre e facciamo di tutto per conservarlo tale, specie quando i periodici ribaltoni della storia bussano alla nostra porta e nessuno se ne accorge, tutti presi come siamo dalle vicende nostrane che ci confermano ostaggi ormai senza riscatto della sindrome dell’ombelico. Trattasi di una patologia che può colpire ovunque, a dire il vero, ma che in Italia ha sviluppato un ceppo così resistente da far coincidere il sintomo con le conseguenze, generando un perenne accidioso stato di autoreferenzialità che potrebbe porsi benissimo nell’articolo primo della nostra Costituzione: l’Italia è un repubblica fondata sull’osservazione dell’ombelico. Con la seguente postilla: va da sé che alcuni ombelichi sono più belli, cool ed intelligenti di altri.
Non si spiega altrimenti l’imbarazzante snocciolarsi di commenti che ha accompagnato e tuttora accompagna lo svolgersi incalzante degli avvenimenti che nell’ultimo mese ha sconvolto il bacino del Mediterraneo, e che tuttora ci rende impossibile fare qualunque seppur generica previsione sull’esito delle rivolte di popolo che infiammano Tunisia, Egitto e Libia ma che, viste dall’Italia, e soprattutto da quella che si pregia di essere l’intellighentia italiana, sembrano un giochino invitante per adepti al culto della spocchia ad oltranza. Pare infatti che le sorti dei paesi africani abbiano ragione di essere trattate solo in base ad un principio di analisi così enunciato: individuare quali siano le responsabilità – oggettive, perbacco, evidenti addirittura – di Berlusconi riguardo alla caduta di Mubarak, povero presunto zio di cotanta sciagurata nipote, Ben Ali, che ne siamo certi qualche parente dalle parti di Arcore deve pur averla, e soprattutto Gheddafi, quell’incrocio fra Totò sceicco e Moira Orfei che ha invaso Roma più volte con il suo caravanserraglio senza che nessuno mettesse un freno alle sue sceneggiate. Certo, anche noi ne parlammo criticamente a suo tempo, scrivendo che le ragioni della realpolitik potevano essere praticate con maggior misura, invece di farci vedere in ginocchio di fronte al cammelliere che si fece re, ma oggi non è questo che ci preme di ricordare, quanto piuttosto che tutti i paesi europei hanno fatto le corse a firmare appalti ed accordi con il leader tripolino, perché pecunia non olet e non veniteci a dire il contrario, ed infatti oggi gli altri sorvolano ampiamente su questi dettagli, mentre noi, noi perbacco abbiamo fior di intellettuali e di politici che ci richiamano implacabili alle nostre responsabilità, che hanno tutte un nome ed un cognome, sempre quello, si sa, ormai da diciassette anni.
Abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata parlamentare che ha sostituito proditoriamente il dibattito sulle relazioni dei ministri Frattini e Maroni in uno scontro all’arma bianca sulle amicizie personali del Presidente del Consiglio, che ha trattato la politica estera come il salotto di casa sua – ops, questa ci è scappata – e dunque ci ha impedito di vedere per tempo i segnali di rabbia e di rivolta che hanno portato alla sollevazione dei popoli, come se altri paesi fossero stati invece così straordinariamente preveggenti da aver interrotto anzitempo i rapporti diplomatici, commerciali e finanziari con la Libia.
Abbiamo visto maggioranza ed opposizione accapigliarsi per l’ennesima volta sulle malefatte di Berlusconi, come se l’ondata inarrestabile dei clandestini fosse un problemuccio da nulla di fronte all’intollerabile e non più procrastinabile questione morale – ancora, anche qui – estesa alle relazioni internazionali che ci vedono così clamorosamente manchevoli agli occhi del mondo.
Ma soprattutto abbiamo ascoltato con fervente ammirazione la lucida, rigorosa, indiscutibile analisi che il Professor Umberto Eco ci ha generosamente dispensato, ricordandoci che Berlusconi non può essere paragonato a Gheddafi, pur tanto amico suo, ma solo a Hitler che fu eletto democraticamente per poi avviarsi alla sua onorata carriera di dittatore. Ecco, caro Eco, se il mondo ci ride dietro, noi qui, modestamente, un’idea delle ragioni di cotanto riso ce la siamo fatta – e lei?!
Chiara Boriosi

Intellighentia? L’uso corretto è digitare ‘intelligentia’ e pronunciare la -g- dura, gutturale. La parola è latina e quindi non segue l’ortografia italiana.
Ciao Marzio,
Sottovaluti l’effetto di Grillo sul Pd, ormai a sinistra sono tutti grillati, ieri con mio cugino convalescente, ascoltavamo Bersani lamentarsi di tutto in Bolognese, era almeno 15 anni che non ridevamo così tanto, ridicolo in tutto, voce in falsetto, facce da comico, lamenti come se arrivasse dalle stelle, invidia e impotenza che facevano ridere con autentico buon umore, è guarito!
Se a mezzo secolo dalla rivoluzione sessuale l’Italia cerca se stessa infilandosi le mani nelle mutande, lo si deve all’idea di falsa evoluzione del costume della sinistra incartata nel perbenismo. Idea che in politica estera ha paura di qualsiasi posizione autonoma, ieri dall’URSS oggi dagli USA. Berlusconi, effetto e non causa, può ringraziare l’opposizione di un’intellighenzia di sinistra che da decenni risciacqua chiacchere e idee altrui, solo preoccupata di collezionare cattedre transatlantiche, incarichi ” culturali “, eccellenze di precari fasulli, ricerchismo per cosmopoliti e vanitosi. Dove primeggia appunto un Eco, non solo triste emulatore e furbo mazziere in narrativa, ma risibile come studioso, per non parlare dell’opinionista addirittura comico, anche se, voglio sperare, le precoci interruzioni delle sinapsi non saranno frutto della sua volontà. O sì?
Se parliamo di storia é un conto, se invece si parla di oggi la “storia” é assai diversa.
Oggi siamo ridicoli agli occhi del mondo intero grazie a Berlusconi e al suo alleato Bossi, basta mettere il naso fuori dai nostri confini per rendersene conto, sempre che lo si voglia fare…
Se parliamo di storia é un conto, se invece si parla di oggi la “storia” é assai diversa.
Oggi siamo ridicoli agli occhi del mondo inte
Caro Paolo,
ammettiamo, come usa dire in chiesa, i nostri peccati. Ma quando si parla di Africa, con le lezioni di Francia e Gran Bretagna andiamoci piano…
Cara Chiara, posso solo dirti che per problemi nettamente piu leggeri il ministro degli esteri francesi, che ha solo avuto la leggerezza di prendere un volo di un tunisino vicino a Ben Ali ha dovuto dare le dimissioni.
Quindi non c’é nessuna stranezza, Berlusconi ha superato ogni limite, fosse successo qui un centesimo di quel che ha combinato Berlusconi, Sarkozy avrebbe gia lasciato la presidenza.
Trevigiano: certo, funziona così, ma se non l’hai mai vissuta, la democrazia, non è che la scopri in un giorno e soprattutto sei in grado di particarla di colpo come se ti appartenesse da sempre, è questo che mi preoccupa, perchè i passaggi intermedi necessari ad arrivare a questa conquista possoni anche essere tragici.
Alessandro: guarda, l’intento di questo pezzo mi pareva chiaro, ma evidentemente non mi sono spiegata. Io non volevo affatto fare una analisi di quanto sta accadendo nel Mediterraneo, ma sottolineare l’atteggiamento autoreferenziale che una volta di più caratterizza intellettuali – veri o presunti – e politici italiani nell’affrontare qualunque tema, sia esso interno od esterno. La totale perdita di senso della realtà, che ci tiene chiusi in un mondo piccolissimo, come il nostro ombelico, appunto.
x falcusstampa. Chiunque avversi il settarismo fascistoide della sinistra è destinato a finire nella gogna giudiziaria e mediatica per essere fatto a pezzi. Da compatire c’è chi si presta ottusamente a questo gioco al massacro. Gli intellettuali poi da sempre seguono l’ideologia dominante, era così al tempo del fascio ed accade altrettanto adesso che a domimare è la mentalità imposta ngli ultimi decenni dai comunisti. Una delle più grande disgrazie è proprio l’intellettuale impegnato. Tocqueville ad esempio li considerava come il più pericoloso dei gruppi umani e credo che non avesse tutti i torti, diffido di chi di mestiere fa l’intelligente spesso sono privi di esperienza nella vita concncreta e non si assumono quasi mai responsabilità.
Gentile Signora Boriosi,
nel commentare i fatti che da un mese sconvolgono il Magreb perchè non prova a fare una analisi seria della situazione invece di parlare di Berlusconi ? In questo periodo ho scoperto che l’emittente (sia pure da un punto di vista arabo-centrico) più informata e capace di analisi è al Jazeera. Lasciamo perdere le nostre fonti di informazione che come i nostri politici sono incapaci di analizzare, di informare, di comunicare.
cordiali saluti
alessandro ferace
Cara Chiara,
Capisco i tuoi dubbi, ma perfino col mio Barbiere, ci siamo trovati in perfetto accordo, per la democrazia, basta solo che ciascuno accetti, che nel contatto con il pubblico, è la gente che comanda, tu quando scrivi o il Rais che governa, Berlusconi o il mio Barbiere, tutti possiamo continuare solo fintanto il pubblico vuole, poi dobbiamo cambiare; se nessuno ti leggesse, o non seguisse un capo, o la bottega resta vuota.
Non è quindi troppo difficile.
Quando vedo i soliti catastrofisti intevenire sanguignamente (comodamente seduti in poltrona a prendere il tea delle 17, co i biscottini della nonna), mi chiedo cosa avrebbero fatto un secolo fa quando, non il cellulare tuttofare, ma la pagnotta era un problema!
Andiamo per ordine.
Falcus: caro Francesco, non torniamo sui soliti discorsi su cui già ci scanniamo abilmente in Facebook, sai bene che ho scritto, scrivo e scriverò sempre – perchè lo penso – che Berlusconi non è la causa ma l’effetto di un sitema malato che ha transitato se stesso dalla Prima alla Seconda Repubblica accentuando la partitocrazia con il consenso di TUTTE le forze politiche. Riguardo al finale, sfotto Eco e chi gli da spazio, sa va sans dire…
Trevigiano: vorrei condividere il tuo ottimismo, credimi, ma sono costretta a chiederti, ed a chiedermi, come sia pensabile che popoli vissuti per secoli nella dittatura e nella teocrazia – in alcuni casi coincidenti – possiedano il senso e la cultura della democrazia. per questo mi preoccupa molto quanto sta accadendo perchè dai bagni di sangue non è mai nato nulla di buono, si sa.
Ilaria: hai ragione.
Ippolita: grazie e bentornata qui.
Cara Chiara, sono daccordo con te. Hai fatto un’analisi precisa di questa situazione e del comportamento dei nostri politici. Grazie
L’unica oragnizzazione che conosco che non cerca i colpevoli ma si proccupa di soccorrere chi ha bisogno è la Misericordia (e tutte le altre associazioni anche laiche che svolgono lo stesso servizio). Loro quando arrivano su un incidente raccattano i feriti e li postano all’ospedale e non gliene importa nulla di sapere di chi è la colpa. In tutte le altre organizzazioni invece, si cerca il colpevole anche mentre la casa ci sta crollando addosso.
Io notoriamente non amo Berlusconi, e non mi piace che sia amico di Gheddafi, ma neanche di Putin, però che possa entrarci qualcosa lui col massacro Libico francamente non lo so. Il caro Silvio è uno che agli oppositori non le manda a dire, ma non ha mai fatto alzare in volo l’areonautica per bombardare la folla.
Preoccupiamoci del disastro umanitario, a seguire di quello economico e poi, una volta messi tutti in salvo potremmo scaldarci con ogni possibile peripezia dietrologica. Ora non serve a nulla, anzi.
Cara Chiara,
quello che auspico stia avvenendo in Africa è un risveglio democratico davvero Biblico, che porterà la libertà in quei paesi e alla partenza di tutti gli Emiri, compresi quelli discendenti direttamente da Maometto, che mentre poi si berranno un cappuccino a Roma o Firenze, dovranno decidere se gli stia meglio diventare laici o cristiani, perché sulle profezie dell’illustre avo, cominceranno ad avere anche loro, gli stessi dubbi che abbiamo noi.
finchè esisteranno moralisti alla falcus, la sperazna di un’Italia non più provinciale è pura chimera. dio ci guardi (ci liberi?) da moralisti, benpensanti, puritani e compagnia ballando (e non il bunga bunga, come in cuor, invidiando, sognerebbero!)
Io ricordo essenzialmente che Eco (un letterato che ci fa onore nel mondo )
sostenne che Berlusconi era schizofrenico.
….Io temo sia stato anche troppo generoso….
..uno psicopatico si può anche compatire
…(ma non certamente accettare quelli che lo votano)…
…ma un individuo con un ‘immoralità così multiforme e profonda come il nostro Presidente, non ha scusanti.
Questa è la sua vera colpa.
…Nel finale da te così ben sfumato…chi
“sfotti” Eco, Berlusconi, o noi tutti ?
Io un’idea ce l’ho…..